CAVA DI MONTE CRUGNAME, QUANDO LA LEGALITA’ E’ UN OPTIONAL

0

Le regole valgono per chi non ha santi in paradiso. Per questi le Istituzioni sono rigide, rispettose delle leggi e assolutamente intransigenti. Per gli altri, quella sparuta minoranza che riesce ad abbordare politicamente la plancia di comando, le leggi sono interpretabili, le eccezioni sono confutabili e le concessioni sono rimediabili. Quello che avviene in quel di Melfi, per l’utilizzazione da parte del cementificio di una cava nel Monte Grugname, è un caso da studio per come l’abilità imprenditoriale o le  capacità relazionali sono riuscite sempre a volgere a proprio vantaggio le situazioni,. A cominciare dall’utilizzo dei rifiuti  per I quali la Regione aveva eccezionalmente dato 24 mesi di proroga . Che sono passati senza che alcuno abbia battuto ciglio . Adesso arriva alla pubblica opinione il caso dello sfruttamento della cava. Sfruttamento al quale l’allora Sindaco di Melfi ,Valvano aveva opposto un netto rifiuto, nella considerazione che la zona è caratterizzata da insediamenti archeologici e per i quaii non si poteva operare senza l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica. La quale, a fronte di una richiesta esplicita del Comune di valutare la questione, ha ritenuto  opportuno sospendere in via cautelativa il parere rilasciato, a tutela del paesaggio interessato dalla realizzazione del progetto di coltivazione mineraria della cava di quarzoarenite in località Monte Crugname nel territorio di cui sopra.

Tali indagini, volte all’accertamento della sussistenza di evidenze archeologiche, riferibili alla presenza di una viabilità antica, sin qui ipotizzata su basi bibliografiche e considerazioni  geologiche (Chiocchini et alii 2016), sono oggetto di una specifica Convenzione quadro tra questa Soprintendenza, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia (prof.ssa Maria Luisa Marchi) ed il Comune di Melfi.

L’esame storico-archeologico di questa parte del territorio melfese acquisisce, peraltro, una valenza particolare dal momento che il MIBACT, con nota prot. n. 6834-P del 6 agosto 2020, ha invitato gli Uffici periferici interessati ad indicare i tracciati viari di particolare  interesse  culturale,  nell’ambito della candidatura della Via Appia nel PATRIMONIO MONDIALE dell’UNESCO. Di conseguenza l’indagine da effettuare, qualora avesse esito positivo, comporterebbe l’individuazione di nuovi percorsi da tutelare e valorizzare paesaggisticamente nel territorio del comune di Melfi.

Tutto ciò considerato, si ritiene subordinare l’espressione del parere definitivo di competenza all’acquisizione dei risultati delle indagini indicate.

Ora , cambiato il Sindaco, si torna all’attacco per l’ottenimento del parere favorevole  e a quanto sembra non si vuole più aspettare che la Soprintendeza termini gli accertamenti, con il che dimostrando che di certi organismi di tutela e garanzia volendo se ne può fare a meno. E dunque questo è un caso che non deve vedere I parlamentari assenti, nel senso che qui si mette in discussione l’intera architettura dei pareri e delle autorizzazioni obhbligatorie richiesta dalla legge per la valutazione di incidenza ambientale. Torniamo con I piedi per terra, non facciamoci riconoscere come il territorio nel quale la legalità è un optional.

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Rispondi