
rocco sabatella
Forse aveva ragione Nicola Ragno a non voler giocare la partita con il San Severo in orario serale. Soprattutto dopo aver conosciuto il risultato della Cavese che nel pomeriggio ha battuto il Gravina con una doppietta di Girardi arrivata nei minuti finali. Questo ha inevitabilmente provocato, come era logico, una pressione psicologica non indifferente sui rossoblù. Che erano chiamati a non commettere errori e di conseguenza a battere il San Severo. Missione compiuta anche se nel secondo tempo si è sofferto troppo per difendere la rete del vantaggio contro un avversario che ha approfittato della circostanza che i lucani si sono troppo abbassati dietro consentendo alla formazione di Giacomarro di tenere sempre il pallino del gioco tra i piedi alla ricerca del pari. Al quale sono andati vicinissimi quando mancavano 10 minuti alla fine. Su un errore della difesa di casa, il centrocampista Kameni si è trovato il pallone sul piede destro e ha tirato quasi a colpo sicuro ma Breza si è superato respingendo il tiro e si è ripetuto anche sulla seconda conclusione di Palumbo, un altro ex della partita, mettendo in angolo. Un intervento decisamente salva vittoria quello del portiere canadese e tra l’altro fatto alla presenza dei genitori arrivati da Montereal. La posta in palio, dopo la vittoria della Cavese, era troppo importante per cui la preoccupazione maggiore è stata quella di non rischiare assolutamente niente ma di portare a casa, a qualsi costo, i tre punti. Spinti dagli oltre 5 mila spettatori presenti al Viviani che hanno inscenato, all’inizio della partita, una coreografia spettacolare che ha coinvolto tutti i settori dello stadio, la squadra di Ragno con le novità Sicignano, Vaccaro e Guadalupi dall’inizio, ha cominciato il match con il piglio giusto stringendo d’assedio i pugliesi nella propria metà campo e collezionando nello spazio dei primi 10 minuti una conclusione di Guadalupi respinta dall’ex portiere del Potenza Patania e 5 angoli che non hanno avuto esito felice per la buona difesa degli ospiti. I rossoblù hanno insistito e all’undicesimo hanno visto premiato il loro baldanzoso inizio con la rete del giovane Vaccaro, schierato al posto dello squalificato Panico. Il giovane ex Primavera del Bari si è fatto trovare pronto a deviare di testa da pochi passi un cross radente dalla destra di Guadalupi che ha tagliato tutta la difesa per arrivare sul secondo palo dove era appostato Vaccaro. Il Potenza ha cercato di mettere al sicuro il risultato con altre azioni di ripartenza che non sono state sfruttate a dovere per cui il risultato è rimasto in bilico anche se il San Severo non ha creato nessun pericolo all’attenta retroguardia del Potenza. La tensione e la pressione psicologica, unite al forte desiderio di portare a casa i tre punti, ha rafforzato la tendenza di Franca e compagni ad arretrare sempre di più il baricentro per non far arrivare pericoli dalle parti di Breza. E cosi è stato, con la sola eccezione della doppia occasione di Kameni e Palumbo sulle quali ci ha messo una pezza Breza. Tutto bene quello che finisce bene è il triplice fischio dell’arbitro è stato accolto come una linerazione dai giocatori in campo e dal pubblico. E’ passata un’altra giornata e il vantaggio sulla Cavese di 5 punti rimane abbastanza rassicurante con 5 turni ancora da giocare. Anche se gli sforzi del Potenza non sono ancora finiti. Domenica 8 aprile un’altra finale, l’ennesima, da giocare e vincere a Gravina. Nella stessa giornata in cui la Cavese giocherà allo Iacovone contro il Taranto.