Tutti gli oggetti che ci hanno fatto compagnia, sopratutto negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, hanno trovato in un certo qual modo posto in un angolo della nostra memoria stimolando i nostri sentimenti, le associazioni e i ricordi del tempo passato ogni qualvolta li richiamiamo alla nostra memoria.
Il televisore a cinescopio è stato un elettrodomestico che ci ha fatto compagnia fino a non più tardi di nove dieci anni fa ed e gia’ diventato un pezzo d’antiquariato sopratutto per le generazioni di ragazzi che non superano i vent’anni di età.
Messo in commercio nel 1954 ha resistito per più di cinquant’anni.
Ha subito piccole modifiche nel tempo: un solo tasto per ricevere il primo canale, poi due tasti per scieglere tra il primo e il secondo, l’introduzione della tecnologia a semiconduttore in sostituzione di quella valvolare, poi una multitastiera per sciegliere anche i canali privati.
Il salto tecnologico più importante avvenne nel febbraio del 1977 con l’introduzione delle trasmissioni a colore in Italia e anche in quell’occasione sopravvisse il vecchio televisore.
Credo che i più avanti d’età ricorderanno che il mondo politico economico non perse occasione, prima dell’introduzione del colore, di dividersi tra i difensori del sistema Secam e quelli del sistema Pal rispettivamente tecnologia francese e tedesca. Ci fu un dibattito serrato perché la scelta di uno o l’altro sistema avrebbe favorito l’esportazione di televisori di marca francese o tedesca alla fine prevalse lo standard tedesco.
Era un apparecchio cosi conosciuto e familiare che per l’acquisto bastava che si entrasse in qualsiasi negozio per sciegliere il modello esteticamente più bello e portarlo a casa per metterlo in funzione.
Con l’avvento da circa dieci anni dei televisori al plasma, a diodi led e ora schermi oled si sono spente tutte le nostre sicurezze in materia d’acquisto.
Quando entriamo nelle grandi catene già prima di farlo siamo assaliti da tanti pensieri ed incertezze, perché cambiarlo? se quello che abbiamo funziona?, cosa ha di meno di questi nuovi che sembrano peraltro piu brutti e più delicati?
Si chiedono spiegazioni al commesso per capire meglio le differenze dei prodotti e chiarirci di più le idee, ma dopo tanto ascoltare i loquaci venditori, vengono dissipate quelle poche certezza e rimane solo tanta ma tanta confusione.
Di solito si va via dal negozio a mani vuote e con testa piena, col proposito di ritornare accompagnato da un figlio più istruito o un parente.
Succede proprio cosi perché il tanto familiare cinescopio ci ha fatto compagnia per più di cinquant’anni e tranne qualche ritocco ha sempre mantenuto le sue funzioni di base, per i nuovi pannelli o terminali, le implementazioni software e hardware hanno una velocità tale che è difficile per i più comprendere le novità e le funzioni.
Eppure di novità ce ne sono state tante e pure molto importanti provo a fare una btevissima sintesi dell’evoluzione più significative che hanno subito i nuovi pannelli dalla loro uscita sul mercato.
Gli spazi d’ingombro e le grandezze variabili consentono ai terminali di appenderli alle pareti e vedere le immagini da qualsiasi distanza.
La qualità delle immagini è notevolmente migliorata passa dallo standard Sd a Hd a Uhd.
Significa che la stessa immagine vista in formato UHD e composta da molti più pixel ( 3840×2160) rispetto a un formato SD ( 720×576).
Si intuisce che una immagine proiettata sullo stesso pannello e formata da più pixel significa una qualità migliore,maggiori dettagli, colori più reali e un contrasto più efficace.
Di pari passo si è evoluta la qualità audio con sistemi di casse esterne tipo sistema home cinema.
L’ultima generazione sono i terminali tv oled hanno uno spessore molto più ridotto, una maggiore luminosità, meno consumo energetico e hanno implementato una serie di algoritmi che gestiscono tutti i parametri dell’immagine per ottimizzarla in base agli ambienti in cui è stata ripresa.
Si parla di terminale perché oltre a gestire i segnali televisivi terrestri, gestisce i segnali televisivi satellitari, internet,la webtv e la iptv cioè convoglia le varie piattaforme con cui i gestori di contenuti confezionano i propri programmi.
L’utilizzo delle piene potenzialità dei terminali dipende molto dalla qualità delle reti di trasporto delle immagini e dei dati, ovvero dagli standard dei segnali video se Hd o Uhd e dalla velocità delle linee dati che con il cablaggio nelle città della fibra ottica stanno raggiungendo buoni risultati.
