BY ROCCO SABATELLA
Mentre il calcio italiano si barcamena tra mille difficoltà economiche senza che nessuno faccia un serio tentativo per farlo uscire da questa crisi, a livello tecnico, invece, si registra un fenomeno che sembra in contraddizione con l’assunto con il quale introduciamo l’argomento. Ed è il grande gradimento che il calcio inglese della Premier sta mostrando nei confronti dei tecnici italiani. Nella prossima stagione saranno ben quattro gli allenatori italiani che occuperanno le panchine di squadre del massimo campionato inglese. Dopo Ranieri, tra l’altro artefice del miracolo Leicester e Guidolin che a gennaio scorso è diventato il condottiero dello Swansea, dopo Ancelotti molto produttivo al Chelsea, anche Antonio Conte e Walter Mazzarri si trasferiranno nel paese di sua maestà la regina Elisabetta. Perché succede questo? Probabilmente in Inghilterra ci si è accorti che il calcio aveva bisogno di alcune novità di carattere tattico. Che potessero migliorare la mentalità inglese tesa ad un calcio fisico, atletico, fatto sempre di corsa che comunque era molto gradito ai tifosi. E chi, se non i tecnici italiani maestri di tattica, avrebbero potuto apportare le novità? Infatti l’attuale commissario tecnico della nazionale ed artefice del rilancio della Juventus dopo il periodo nero post calciopoli, è stato chiamato da Roman Abramovich, proprietario russo del Chelsea al capezzale della squadra londinese dopo la stagione flop che si è conclusa da poco con Terry e compagni che si sono piazzati mestamente a centro classifica fallendo uno dietro l’altro tutti gli obiettivi che si era prefissato la società. Ed erano obiettivi molto ambiziosi perché, dopo una campagna acquisti molto dispendiosa messa in atto da Josè Mourinho, il Chelsea era accreditata sia per la vittoria del campionato che per andare fino in fondo nella Champions. Invece i tifosi del Chelsea hanno dovuto assistere ad una stagione molto deludente che ha addirittura portato il magnate russo ad interrompere il rapporto con Mourinho sostituito da Gus Hiddink. E sicuramente le colpe del fallimento totale va diviso tra i giocatori e il tecnico portoghese. Con l’aggravante per quest’ultimo di non avere evidentemente saputo fare del Chelsea un collettivo e una squadra vincente. Visto che sulla carta le potenzialità del roster londinese c’erano tutte ed erano anche molto elevate. Per questo a Conte viene lasciata un’eredità pesante che non spaventa assolutamente l’ex allenatore della Juventus. Chiamato in fretta a risollevare le sorti del Chelsea. Come successo nel 2011 in casa bianconera. E le due situazioni sono quasi identiche perché Conte avrà anche in questa occasione l’indubbio vantaggio, ma cosi non la pensano affatto i tifosi dello Stamford Bridge, di dover disputare solo il campionato e le altre competizioni nazionali. Per cui potrà fare lavorare duramente nella preparazione estiva e durante l’anno i suoi giocatori per fargli acquisire l’autostima persa nella stagione appena conclusasi, dare una nuova identità di gioco al Chelsea e inculcare in Hazard e compagni le giuste motivazioni per tornare ad essere protagonisti indiscussi nel campionato inglese. Tutte qualità e capacità che Conte ha dimostrato di possedere per cui la sua prima esperienza all’estero in un contesto cosi importante non dovrebbe riservare sorprese negative. Ed anche l’atmosfera unica che si nota in tutti gli stadi inglesi non potrà che esaltare lo spirito vulcanico e battagliero di Conte che ha un modo tutto suo di interpretare il ruolo quando è in campo: perché non sta mai seduto sulla panchina, è prodigo di suggerimenti continui ai suoi giocatori, sa leggere molto bene le partite e quasi quasi vorrebbe entrare lui a giocare. Uno spettacolo nello spettacolo il Conte allenatore a bordo campo. Uguale nei comportamenti al tedesco Jurgen Klopp che allena il Liverpool. E già si è con la mente a quando ci sarà la sfida tra Chelsea e Liverpool perché le due aree tecniche in cui si devono muovere gli allenatori durante le partite rischiano seriamente di essere davvero troppo piccole per le loro evoluzioni. Esperienza in Premier anche per Walter Mazzarri che, esaurito il contratto con l’Inter, ha accettato con grande entusiasmo l’invito della famiglia Pozzo, proprietaria del Watford, per misurarsi con il calcio inglese. Ed anche per l’ex napoletano le prospettive sono incoraggianti non fosse altro che siamo di fronte ad un allenatore molto capace e duttile e che dopo le stagioni esaltanti a Napoli, non ha demeritato nemmeno nell’Inter.
