L’Agenas ha smentito clamorosamente l’Assessore alla Sanità leone, confermando che è solo chiacchiere e distintivo, un rivoluzionario a parole che è riuscito nella difficile impresa di compromettere quello che c’era e di far fare un passo indietro all’intero sistema sanitario. Le sue polemiche sui disastri ereditati sono state messe in ridicolo da uno studio che , nell’ipotizzare il nuovo piano della sanità , sostiene praticamente che il vantaggio della basilicata è quello di non partire da zero ma di avere una situazione sotto controllo, con una razionalizzazione dell’esistente che è il primo passo per programmare il nuovo sul territorio. E che il nuovo può benissimo partire dall’esistente per un diverso rapporto con il territorio nel quale i presidii zonali sono chiamati ad assolvere compiti nuovi nella cosidetta sanità di vicinanza o di prossimità. Nè poteva essere diversamente per un settore che, da de Filippo a Pittella, ha saputo dimensionarsi, passando da cinque asl a due e razionalizzando tutto l’area della spedalità, con compiti precipui assegnati ai singoli presidii , nonostante le resistenze e le polemiche indotte da professionisti restii a perdere il loro potere. Questo assessore è entrato sparando come un pistolero nel saloon , ma presto si è visto che in realtà sparava a salve, incapace di cogliere un solo obiettivo. Come si può ignorare a questo punto il senso di soddisfazione espresso dal precedente Governatore Pittella, cui una realtà esterna ha ridato la verità su quello che è stato fatto: ” “L’inequivocabilitá dei dati dell’ Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) segna finalmente un punto di chiarezza sulla Sanità Lucana e sulle scelte operate nel passato, che mi auguro sia la vera base di partenza per un dialogo sereno finalizzato alla elaborazione di un nuovo Piano Sanitario Regionale adeguato e scevro da qualsivoglia pregiudiziale”. E ancora. “L’Agenas fotografa un sistema sanitario rispondente agli standard del famigerato D.M. 70 e la sua sostanziale tenuta, garantita dalla legge 2 che, seppur tanto vituperata da certa parte politica e non solo, adottammo con consapevole coraggio. Senza quella legge, lo ricordo, avremmo dovuto chiudere gli ospedali territoriali e i PSA, che invece scegliemmo di salvaguardare, pur avendo “obblighi tagliola” di contenimento della spesa sui servizi e personale e non solo. Ora, – lo sfogo di Pittella – alla luce di un dato di verità, sgombrato il campo dal comodo e – ahimé – irresponsabile dito puntato al passato, sono certo si costruirà un nuovo modello sanitario, certamente migliore ed adeguato al nuovo contesto post-pandemico. Le risorse economiche in campo e lo scenario mutato, anche dal punto di vista procedurale, sono una spinta a fare bene e meglio, per rinsaldare e rilanciare la nostra sanità, animata da eccellenti professionisti. Tenere insieme esigenze territoriali diverse e giuste, la rete delle acuzie, dell’emergenza urgenza e dei presidi di comunità – conclude Pittella – é un compito non semplice, ma traguardabile con il contributo sereno, competente e costruttivo di tutti. C’è tanto lavoro da fare e non ci sono più alibi” Insomma, la lezione è questa. dimostri Leone di saper andare avanti valorizzando e non disperdendo gli sforzi che sono stati fatti finora nel settore. R.R.
CHIACCHIERE E DISTINTIVO, L’AGENAS SMENTISCE L’ASSESSORE LEONE
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