Chiesa e Convento di Santa Maria del Sepolcro al Rione S.Maria e l’Istituto delle Suore Canossiane di Potenza –

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VITTORIO BASENTINI

Chiesa e Convento di Santa Maria del Sepolcro al Rione S.Maria e l’Istituto delle Suore Canossiane di Potenza – 4^Parte – di Vittorio Basentini

 

 

 

 

La Chiesa di Santa Maria del Sepolcro è un luogo di culto cattolico di Potenza, situata alla fine del Piazzale Aldo Moro al Rione S.Maria.

Storia

La Chiesa venne costruita tra gli ultimi anni del XII secolo o i primi del Duecento dall’Ordine dei Templari.

Infatti proprio in quegli anni, fra il 1190 e il 1191, i conti di Santasofia signori di Rivischio, signori di una contrada vicino a Potenza, parteciparono alla terza crociata e tornarono nella città, costruendo il luogo di culto.

Nel 1647 il vescovo di Potenza, Monsignore Claverio, fu inviato in viaggio apostolico dal papa Innocenzo I a Grumento.

Il vescovo fu particolarmente colpito da una reliquia del sangue di Cristo qui conservata e decise di prenderne una parte che tenne per sé a lungo.

La chiesa ed il convento sono da sempre stati affidati all’ordine francescano dei frati minori.

Nel XIX secolo il convento venne soppresso a causa dell’annullamento delle congregazioni religiose.

POTENZA 1917-Il sito della Chiesa S.Maria del Sepolcro e vista della Caserma lucana

Nel 1938 l’ordine francescano dei frati minori riprese possesso della chiesa e del convento.

Nel 1448, il conte di Potenza, Antonio Guevara, ingrandì e abbellì la chiesa e costruì accanto un convento.

Nel convento vissero o passarono, frati di santa vita come il B. Egidio da Laurenzana, preso in considerazione dal Guevara, Ginepro da Potenza, fra’ Matteo da Tito, Gianfrancesco Caporella da Potenza e Luigi Filippi da Avigiano.

A causa della soppressione delle corporazioni religiose, i religiosi lasciano il convento e libri ed opere d’arte vengono dispersi o saccheggiati.

Nome

Molte sono le tesi che cercano di spiegare l’origine del nome della chiesa.

Una prima ipotesi afferma che i Guevara, conti della città di Potenza, decisero di costruire nel 1488 il loro sepolcro gentilizi.

Un’altra tesi afferma che il nome della chiesa derivi dal nome di un casale, casale “Santo Sepolcro”, di proprietà dei templari, e situato nei pressi della chiesa nel XIV secolo.

Nel 1312 il Casale passò sotto la giurisdizione del Vescovo di Potenza, Guglielmo,che se ne prese cura e vi aggiunse la denominazione ‘Santa Maria’, forse per l’esistenza nella zona di una cappella o icona dedicata alla Madonna oppure per conquistarsi gli abitanti del posto.

Secondo una testimonianza, il toponimo ‘Santa Maria'(per indicare zona periferica di Potenza) risalirebbe al XII secolo e sarebbe legato ad un miracolo operato da San Gerardo della Porta: cambiare in vino l’acqua di una fonte che vi sgorgava.

Alcuni studiosi ritengono che questo miracolo sia avvenuto nel duomo di Potenza, un tempo dedicato alla Vergine Assunta.

Architettura

Esterno

La facciata principale presenta un portico anteriore a tre archi con stipiti,capitelli e archivolto in pietra lavorata, che termina con un cornicione e un tetto a capanna, con un rosone centrale.

 

Facciata Gotico-catalana del corpo chiesa

L’ingresso principale è formato da un porticato con modanature in pietra, sormontato da un affresco seicentesco che rappresenta la deposizione.

Il portico presenta due portali laterali di pregevole fattura ed un portale centrale ligneo finemente intagliato con motivi floreali e geometrici del 1500.

tutto è incorniciato dalla pietra calcarea con uno stemma francescano e uno nobiliare.

La Chiesa è di stile gotico-catalano, a pianta centrale, unica navata.

In facciata sono presenti due stemmi lapidei: simboli dell’ordine francescano.

Attorno ad una croce che si intrecciano due braccia: quello di Cristo e quelle di San Francesco entrambe con i segni dei chiodi, l’altro stemma è una croce con l’aggiunta di alcuni simboli della passione: chiodi, lancia.

Alla fine degli anni ’60 venne edificato l’attuale convento della fraternità francescana dei minori, inoltre essa era affiancata anche da un campanile, purtroppo demolito nel 1559.

Facciata corpo chiesa e convento-ingresso Borgo

antico S.Maria

L’ingresso principale della Chiesa è costituito da un porticato con semplici modanature in pietra, dove al centro è una pregevole porta lignea del ‘500 con intagli floreali e riquadrature geometriche sormontata da una lunetta con un affresco datato 1658 rappresentante la Deposizione, racchiuso in una cornice di gusto gotico-catalano, con la scritta: “o vos omnes qui transitis per via, attendete et videte si est dolor sicut dolor mens”.

Nel nartece della Chiesa si può leggere un’epigrafe che conferma l’importante ruolo della famiglia comitale(Conti) dei de Guevara nella ricostruzione del cenobio, nell’anno 1488 e la ricostruzione nel 1652.

L’iscrizione in latino ricorda, le date significative inerenti al monumento. Trascrizioni:

                   “Coenobium hoe

                    A Comitibus Potentintinis aedificatum 1488

                    Iam pervetustum

                    Una uni resarcivit 1652

                    Sed si boni

                    Sed si bene”

Interno Chiesa-Navata centrale

Interno

Internamente la chiesa è suddivisa in due navate.

I dipinti

Sulla parete a sinistra, si ammira una Natività con adorazione dei pastori, tela attribuita per lungo tempo al Ribera, detto lo “Spagnoletto”(sec.XVII), poi ad Onofrio Palumbo e adesso restituita al Ricca, pittore napoletano del primo Seicento, influenzato da Van Dyck, ma anche, per i toni cupi illuminati dal fascio di luce che piove dall’alto, dal realismo caravaggesco.

Sulla parete destra, presso il presbiterio troviamo una scultura lapidea, del sec.XIII, proveniente dalla chiesa di Noepoli, raffigura una Madonna con Bambino tra due angeli.

L’Immacolata tra S.Francesco e S.Rocco, tavola di scuola raffaellesca, di equilibrio cromatico e compositivo, della seconda metà del sec.XVI.

L’impianto compositivo, pur con calibrato equilibrio cromatico dell’insieme, non soltanto di evidente impronta francescana ma ha anche caratteri di una religiosità popolare semplice e chiara.

Raffigura la Vergine racchiusa in una mandorla di nubi e di luce, Dio Padre che appare tra nubi dall’alto, mentre i santi in ginocchio contemplano, sullo sfondo di un luminoso ed incantato paesaggio di monti.

La tavola risalente al 1582 ,di scuola veneziana ma di artista ignoto, raffigura la Madonna delle Grazie col Bambino e S.Giovanni tra i SS.Francesco e Patrizio vescovo secondo schemi cari alla devozione francescana ed alla tradizione artistica tardo-manieristica napoletana, opera di una delle più significative personalità della pittura lucana del XVI secolo.

Il tema delle grazie è rappresentato dal gesto del piccolo Gesù che fa gocciolare il miracoloso latte materno, mentre la presenza di san Patrizio è motivata dall’esistenza in loco di una sua reliquia.

Nel convento si conserva una tela del Passaggio del Mar Rosso, attribuita a Luca Giordano(sec.XVII) di grande effetto drammatico e cromatico.

All’ingresso della chiesa,sotto il pronao, nella lunetta del portale è un affresco del 1658, raffigurante la Pietà, ossia la Madonna col Cristo morto, tra la Madonna e S.giovanni.

Sulla parete destra della chiesa era collocato un grande Polittico scomposto, comprendente quattro tavole raffiguranti S.Pietro apostolo pensoso e con le chiavi in mano, S.Girolamo penitente con la croce in mano e la barba fluente, S.Caterina d’Alessandria con gli strumenti del martirio subito e la Maddalena, capelli fluenti, vesti ricche e avvolgenti ed in mano il vasetto dei profumi: e due frammenti di predella d’altare , costituiti da quattro pannelli con gli apostoli in gruppi di tre.

Il polittico fu oggetto,negli anni ’70, d’un furto, e finora non è stato ritrovato.

Attribuito in un primo tempo, ad Antonio Solario detto lo Zingaro(sec XVI), è oggi attribuito a Simone da Firenze, della prima metà del ‘500.

Nel primo altare della navata piccola sono collocate statue devozioni dei santi:

  • San Nicola;
  • Sant’Antonio da Padova, oggi è patrono di marinai, pescatori,farmacisti, profumieri, bambini, scolari, ecc;
  • Sant’Anna con la Madonna.

Altare barocco del Sangue di Cristo

L’Istituto e la Scuola delle Suore Canossiane al Rione S.Maria di Potenza

 

Per chiudere la rassegna religiosa del Rione S.Maria di Potenza ricordiamo anche l’Istituto delle Suore Canossiane e le scuole annesse a tale Istituto.

La scuola delle Canossiane è una Scuola Cattolica con un costante riferimento alla visione cristiana della vita e al dono del carisma concesso dallo Spirito a Santa Maddalena di Canossa.

Maddalena nasce a Verona dalla famiglia dei Marchesi di Canossa il 1 marzo 1774.

Statua in bronzo di Maddalena di Canossa.

Da subito sensibile ai bisogni dei poveri della città e guidata da una profonda ricerca religiosa, trova con fatica, tramite molte esperienze e tentativi, il suo posto nella Chiesa: sceglierà di vivere con radicalità evangelica per Dio solo, non secondo la forma monastica, ma nella dedizione e al servizio dei poveri.

Ella guarda alla società del suo tempo con lo sguardo di amore di Gesù Crocifisso, ne coglie i bisogni e si fa promotrice di educazione e di istruzione per le classi popolari attraverso le scuole di carità.

Inizia la sua opera educativa l’8 maggio 1808 raccogliendo ed educando le bambine del quartiere degradato di San Zeno.

Coinvolse nel suo ampio piano apostolico innumerevoli laici, rendendoli corresponsabili nel promuovere carità.

Il 10 aprile 1835, dopo aver esteso la sua opera in altre città, Maddalena termina la sua vita terrena. Viene proclamata beata da Pio XI l’8 dicembre 1941 e canonizzata da Giovanni Paolo II il 2 ottobre 1988.

Oggi le Madri Canossiane con le loro comunità sono presenti in tutti i continenti e operano prevalentemente nel campo dell’educazione e della evangelizzazione.

A Potenza le Canossiane iniziano la loro opera nel 1942 per iniziativa del Vescovo Mons. Augusto Bertazzoni, dedicandosi ben presto alle attività educative in fedeltà al pensiero della Fondatrice, privilegiando i piccoli, i giovani e le donne.
Il 28 marzo 1949 viene istituita la Scuola Materna “Maddalena di Canossa”.

Nel 1958 la Congregazione amplia la sua opera educativa con l’istituzione di un Centro di Formazione Professionale, finalizzato alla preparazione delle giovani e al loro inserimento nel mondo del lavoro.

Nel 1962 nasce la Scuola Magistrale per educatrici di Scuola dell’Infanzia; nel 1971 la Scuola Elementare “Madre della Divina Grazia” , unica presenza in Basilicata per l’educazione degli audiolesi.

Questa nel 1990 si trasforma in Scuola per bambini normodotati.

Nel 2001 la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Elementare diventano Paritarie inserite nel Sistema Nazionale di Istruzione, riconosciute nel loro servizio pubblico alla comunità e con autonomia organizzativa e gestionale al pari delle Scuole Statali.

Nel 2007, in risposta alla forte domanda delle famiglie sui servizi educativi per la prima infanzia ed a seguito di lavori di ristrutturazione edilizia del corpo di fabbrica dell’Istituto, nasce la Sezione Primavera, con direzione didattica a cura di Madre Adriana Sicilia.

 
La Scuola Canossiana è ubicata nel quartiere S. Maria, nel cuore della città di Potenza e comprende la Scuola dell’Infanzia “Santa Maddalena di Canossa”, con annessa la Sezione Primavera, e la Scuola Primaria “Madre della Divina Grazia”.

Sono presenti attualmente nelle realtà scolastiche più di 300 alunni, docenti, figure specialistiche, personale non docente e madri canossiane.

L’intera Comunità Educante coopera con le famiglie in un confronto attivo e costruttivo per migliorare l’azione educativa quotidiana.

Bibliografia:

 

 

 

 

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