COMPOSTAGGIO, A POTENZA TORNA LA LOGICA DELLA SUINICOLA

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Non è ancora una delibera presa ma l’impianto di compostaggio si farà a Potenza. Perché? Il perché non si sa, mentre si sa benissimo che non serve. A raccolta differenziata funzionante la quantità di organico da mandare eventualmente ad altra discarica ( Venosa è a settanta chilometri, e adesso, con l’Oraziana si arriva in molto meno tempo) non supera il quindici per cento del totale e quelli che prima stavano zitti quando si smaltiva in tutte le discariche possibili della regione il cento per cento della spazzatura , oggi gridano che si deve fare tutto a casa, anche il trattamento del residuo organico. Cioè, dopo che per anni abbiamo mandati decine e decine di camion in giro per la Basilicata, fino a far lievitare il costo di smaltimento a 240 euro a tonnellata, ora si arriva al paradosso che non bisogna spendere un litro di benzina, e che è meglio, per tutti, sopportare i cattivi odori dentro casa, cioè dentro la città. Il problema non secondario è che un impianto di una certa dimensione , così come lo si vuol fare, deve per forza importare la componente organica da altre città , per cui vedremo lo stesso i camion, che questa volta arrivano da altre parti della regione o dfuori regione. La stessa logica che c’è a Barile, a Fenice, a Ferrandina per alltri tipi di trattamento dei rifiuti. Cioè l’industria del rifiuti dove alcuni ci guadagnano e tutti gli altri , i cittadini, ci perdono. Si perchè Potenza non ha più posti  lontani dagli abitati, avendo ,dopo il terremoto, subito la più ampia edificazione decentrata.  E’ Assurdo! Quando si passa da un estremo all’altro, c’è da dubitare di quella che è stata sempre la caratteristica principale dei lucani: il buon senso.  Altra cosa sarebbe un centro di trasferenza, che permetterebbe di organizzare meglio tutto il sistema, creando una logistica più ordinata. Tra l’altro la nuova tendenza propria di una economia circolare dei rifiuti, è di privilegiare gli impiantini piccoli, a dimensione zonale. Così hanno fatto a Salandra e San Mauro con impiantini che non costano più di 100 mila euro, e la cosa funziona a meraviglia. A Potenza dovremmo prendere quello che a Sant’Arcangelo non vogliono, senza sapere che l’impianto in quel comune dell’Agri era stato pensato per tutta l’aria Sud , e che, mancando dunque un impianto zonale in quella aprte di territorio che più produce scarti vegetali e quindi materiale da compostaggio, tutto il sistema di quell’area deve servirsi di Potenza o di Lauria. Non mi piace dare giudizi che non siano sui fatti, ma questo fatto puzza più dello stesso materiale da trattare. E’ vero che oggi gli impianti sono più puliti e che il ciclo a digestione anaerobica si tiene all’interno di contenitori, ma i residui nell’aria ci sono e ci sono soprattutto gli olezzi, che la città già ha conosciuto bene , in virtù di quel regalo che l’Onorevole Colombo fece alla città, con la suinicola. Paragone azzardato, d’accordo, ma da allora di puzza non ne vogliamo sapere, sia essa grande o una scorreggina da bambini. E ed è arrivato il momento , per tutti quelli che in campagna elettorale hanno parlato di apertura ai contributi ai cittadini, di socializzare in via preventiva tutte le questioni inerenti gli investimenti nella città, come ,per norma, lo si deve fare per tutto quello che attiene alla riqualificazione. Parliamo tanto di far partecipare i cittadini, ma poi camminiamo ogni giorno senza vederli e senza sentirli. Questa questione dell’impianto di compostaggio è una verifica per tutti. Si fa quello che non serve al posto di fare quello che serve. Un moto continuo nel senso sbagliato. Rocco Rosa

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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