Le Regioni hanno portato in Europa una proposta compiuta per risanare e consolidare il patrimonio edilizio fatiscente. Più del 40 per cento dell’intera volumetria europea è in queste condizioni e se è vero che ci sono territori più esposti degli altri è lì che bisogna agire con tempestività ed efficacia. Relatore del documento è stato oggi Vito Santarsiere, il presidente della prima Commissione consiliare della Basilicata. E’ solo il primo passo comunque, al quale dovrà seguirne uno formale che porta il parere ufficiale di tu
tte le regioni, perchè entri a far parte della strategia dell U.E nella definizione dei nuovi indirizzi operativi. però è significativo che già questa prima stesura sia stata approvata all’unanimità, segno che il documento è frutto di un lavoro importante e condiviso.
Il titolo è “Una politica europea per la riqualificazione sismica del patrimonio edilizio ed infrastrutturale”.
E’ il primo atto ufficiale, come si è detto, al quale seguirà la definizione del parere vero e proprio che Santarsiero dovrà presentare prima in Commissione il 1 e 2 giugno e poi nell’assemblea plenaria del Comitato delle Regioni prevista in ottobre.
Obiettivo del parere è individuare tra gli strumenti a disposizione dell’Unione europea quelli che meglio potrebbero supportare una adeguata politica di riqualificazione sismica di edifici ed infrastrutture. In Europa, è evidenziato nel documento, circa il 40 per cento della superficie utile esistente pari a circa 10 miliardi di metri quadrati è stato realizzato prima del 1960 e presenta caratteristiche inadeguate rispetto agli attuali standard sia sul piano strutturale che su quello ambientale e funzionale. I terremoti sono la prima causa di morte per eventi naturali e sono anche la prima causa di danni ad edifici ed infrastrutture.
“Si tratta – dice Vito Santarsiero – di un primo significativo atto per arrivare alla approvazione di un parere destinato a favorire una strategia europea per l’adeguamento sismico degli immobili. Gli effetti di un sisma incidono fortemente sullo sviluppo locale, per le vittime, per i danni materiali e per il blocco dei processi di crescita economico e sociale.
La prevenzione del rischio sismico – continua – rappresenta pertanto una esigenza primaria per l’Unione europea. Particolarmente significativo è stato l’intervento del rappresentante della Commissione europea che ha condiviso gli obiettivi del parere e concordata la necessità di individuare modalità attraverso cui sostenere anche l’edilizia privata per l’adeguamento degli immobili”.
Santarsiero ha ringraziato l’esperto che lo accompagna nella redazione del parere, Angelo Masi dell’Unibas, assente perché impegnato in un meeting internazionale proprio sui temi dell’adeguamento sismico ed ha annunciato che nelle prossime settimane, per la definizione del parere, ci saranno incontri con tutti gli stakeholder sia nazionali che europei.
Santarsiero ha infine trattato anche il tema della importanza della cultura della prevenzione da rafforzarsi attraverso una adeguata azione di divulgazione e informazione.
