CON “FANTASTICO MEDIOEVO” FEDERICO II TORNA NELLA SUA MELFI

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di Franco Cacciatore

Parte da Melfi “Fantastico Medioevo”, che vede la città capofila del progetto ideato e voluto dalla Regione e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, d’intesa con Apt Basilicata, Lucana Film Commission, Regione Normandia e con la direzione scientifica del professor Fulvio Delle Donne. Così Federico II torna alla grande nel suo castello, dal quale era stato estromesso nel 1989, alla istituzione del Centro Studi Federiciani in Basilicata. Un’esclusione che suscitò stupore anche nel mondo accademico. Il maniero di Melfi, quello delle Costituzioni, congiuntamente alla Schola humanitatis e non solo. Anche delle Camerae del Regno, dell’Archivio Regio, della Corte Superiore dei Conti. Ancora il luogo del suo poetare, della sua “Poi che ti piace, Amore…”. Il castello dove riceveva i grandi della terra. E dove i grandi sono rivenuti per un ritorno davvero speciale. Con il Presidente della Regione, Vito Bardi, il prefetto Michele Campanaro, il Sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione, il vescovo di Melfi, Ciro Fanelli, il Direttore dei Musei di Melfi e Venosa, Tommaso Serafini, Rita Orlando per Matera 2019, i Sindaci dell’area, unitamente a Delle Donne direttore scientifico del progetto. Il Presidente Bardi, nel dire del progetto fortemente voluto Regione, inserito nel programma di Basilicata medioevale, ha espresso soddisfazione nel darne il via nella splendida cornice del castello di Melfi. Una nuova sfida culturale e identitaria che nasce dalla volontà di restituire centralità alla nostra storia e, con essa, al futuro dei nostri territori. L’inizio a Melfi dove l’imperatore Federico II ha emanato le Costituzioni, uno dei primi codici normativi della civiltà europea, insieme nell’area castelli, cattedrali e architetture di valore nazionale. Gli interventi a seguire del Sindaco Maglione, del Direttore Serafini e della Orlando tutti improntati alla soddisfazione e l’impegno per un progetto che vuole la rinascita dell’area in aderenza al suo potenziale storico e monumentale. In particolare per il castello di Melfi dare al monumento, che ha visto l’atto più grande del medioevo, le Costituzioni, un contenuto aderente al periodo storico e in particolare che in esso riviva Federico II. Un impegno specifico di intesa e collaborazione della Diocesi da parte del Vescovo Fanelli. A seguire, la proiezione del cortometraggio “FII – Lo stupore del mondo” e un  confronto con il regista Alessandro Rak e la presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello. Quindi firma del protocollo d’intesa tra i comuni promotori a partire da Melfi al centro di un sistema che coinvolgerà borghi, associazioni e cittadini. A chiudere questa prima parte dell’evento, il direttore scientifico Delle Donne che ha illustrato la grandezza di Federico da imperatore, legislatore, e mecenate nel dare impulso alle scienze, alla matematica e alla poesia. Al termine vernissage della mostra “Federico II: l’imperatore che stupì il mondo”, da lui curata e illustrata nei suoi 23 pannelli, rielaborazione dell’esposizione al festi

Fulvio Delle Donne

val europeo “Stupor Mundi” a Bruxelles. In serata prosieguo in Piazza Duomo. Dopo lo spettacolo di falconeria e corteo medievale, curato dalla Pro Loco,  “Il processo a Federico II” , ovviamente in contumacia, in cui storici e docenti di storia medioevale si sono battuti da accusatori e difensori dell’Imperatore. Con Umberto Longo della Sapienza, nella funzione di giudice, Francesco Panarelli, Università di Basilicata, e Francesco Paolo Tocco, Ateneo di Messina per l’accusa e per la difesa Pietro Colletta, Università di Palermo e Fulvio Delle Donne, della Federico II di Napoli. Un dibattimento quanto  mai acceso, senza esclusioni di colpi per un Federico II “uomo pestifero e maledetto” o “grande spirito libero e primo europeo” ? Alla fine la giuria popolare ha decretato l’assoluzione con formula piena. A chiudere l’attore Massimiliano Gallo ha declamato la deposizione di Federico nel 1245 da parte del Papa nel concilio di Lione.  A chiudere   pietanze e musiche medioevali.

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