
ROCCO SABATELLA
Con la novità Romero in panchina, il Potenza anticipa ad oggi, inizio alle ore 15 con diretta su Raisport , il suo ultimo impegno esterno del girone di andata. L’attaccante piemontese si è riaggregato ai compagni nella giornata di martedi dopo aver svolto la rieducazione e il recupero presso un centro di cura a Cesena, per il grave problema muscolare accusato il 12 settembre nella trasferta di Catanzaro. Esattamente tre mesi è durato il calvario di Romero che ha saltato in pratica tutto il girone di andata. Il centro di Cesena ha certificato la sua perfetta guarigione tanto è vero che da quando si è unito ai compagni ha svolto allenamenti regolari e molto intensi per farsi trovare pronto a poter andare in panchina proprio contro la sua ex squadra per la quale nella stagione scorsa aveva giocato fino a dicembre del 2020 prima di trasferirsi in maglia rossoblù nell’operazione che ha portato Cianci al Bari. La partita di oggi per il Potenza deve rappresentare la svolta dopo i confortanti segnali emersi contro la Turris. E sulla sua strada troverà un avversario che non vive il suo momento migliore testimoniato dalla netta e inattesa sconfitta nel derby di Pagani e che ha avuto un percorso senza infamia e senza lode fino a questo momento. Un percorso che non soddisfa né la dirigenza e né la tifoseria. Con ventidue punti nel limbo della classifica e fuori dai play off dopo il doppio cambio dell’allenatore: da Novellino a Imbimbo per una giornata e poi Sottili. Considerando l’organico, 5 successi, altrettante sconfitte e sette pari sembrano uno score non corrispondente al valore del gruppo gialloblù che vuole contro il Potenza riscattarsi e tornare alla vittoria. La buona prestazione contro la Turris e il fatto di poter contare sulla disponibilità di Romero possono essere stimoli importanti per interrompere la serie negativa in trasferta. Perché è tremendamente necessario riuscire a chiudere il 2021 con un punteggio complessivo intorno ai venti punti. Che rappresenterebbe una buona base di ripartenza per affrontare con ottimismo il girone di ritorno a cui si devono aggiungere i benefici che deriveranno dal recupero di tutti gli infortunati e dagli interventi programmati nel mercato di gennaio. Sappiamo bene che bisogna pensare ad una partita per volta ma conquistare il maggior numero di punti nelle tre partite che restano da giocare, appunto con la Juve Stabia, poi al Viviani con il Campobasso e successivamente a Bari, non ci sembra un obiettivo impossibile. Soprattutto bisogna che la squadra faccia lo sforzo maggiore oggi e domenica prossima nello scontro diretto con il Campobasso. Diciamo che un risultato positivo con i campani dipende in gran parte dalla possibilità di poter avere nelle migliori condizioni fisiche quegli elementi, leggi Gigli, Salvemini e Zampa che contro la Turris non stavano per niente bene. Oltre naturalmente su Romero che potrebbe riassaporare la gioia di ricalcare l’erba per uno spezzone di gara utile a mettere minuti nelle gambe. La brutta notizia arriva invece da Guaita che sarà costretto ad operarsi al ginocchio e ne avrà per due mesi. Non sembrerebbe difficile ripetere con la Juve Stabia lo stesso atteggiamento tattico che Coccia e compagni hanno attuato con la Turris messa nelle condizioni di non nuocere e costretta solo a cercare di limitare i danni. La Juve Stabia di Sottili ha un gioco meno scintillante della Turris e non ha complessivamente le capacità tecniche dei corallini. E’ sicuramente più fisica e ben attrezzata sul fronte offensivo dove i pericoli maggiori possono arrivare dal trio composto da Eusepi, Bantivegna e Stoppa che hanno fin qui segnato quattordici delle 19 reti complessive. Bisogna sorprendere i campani all’inizio con un gioco veloce e aggressivo per acuirne subito le loro difficoltà e rendere molto debole la possibilità di risollevarsi. Tra campani e lucani c’è una lunga storia di una rivalità che non si è mai sopita e che continua sempre quando le due società si trovano a sfidarsi nello stesso campionato. Quelle più eclatanti sono due, una datata 1975 in occasione dello spareggio giocato a Bari per il salto in serie C e vinto dal Potenza grazie a Scarpa e l’altro è stata la sfida dell’ultima giornata in serie D con il successo stabiese sull’Asc che significò promozione per i campani che arrivarono primi per un punto grazie proprio al successo in quella gara ricordata. Ma anche l’Asc si ritrovò in serie C dopo il ripescaggio. Trocini potrà presentare una formazione maggiormente competitiva con le presenza di Salvemini e Zampa dal primo minuto. Scelte obbligate in difesa dove non è disponibile Cargnelutti che non doveva essere rischiato con la Turris e quindi Matino, Piana e Gigli davanti a Marcone, Coccia e Sepe esterni, Zampa, Sandri e Zenuni a centrocampoi e Ricci a supporto di Banegas con Salvemini in panchina se non dovesse fornire le necessarie garanzie di tenuta fisica. Sul fronte della Juve Stabia il tecnico Sottili, molto contrariato per la brutta prova a Pagani, ha chiesto alla squadra una reazione di orgoglio e per questo darà fiducia alla stessa formazione di domenica scorsa. Come a dire dovete essere voi a tirare la squadra e voi stessi fuori dagli impicci in cui vi siete cacciati domenica scorsa. Arbitrerà l’incontro il signor Collu di Cagliari che per la prima volta dirigerà una gara del Potenza. Intanto ci si comincia a muovere per i rinforzi. A breve arriverà la firma dell’esterno sinistro francese Blaze che si sta allenando già da diversi giorni con il Potenza. Un altro obiettivo molto sensibile è il play maker di centrocampo Domenico Franco. 29 anni, attualmente alla Virtus Francavilla che intende lasciare. Anch’egli conosce molto bene Trocini e il direttore sportivo Martino che erano a Rende quando Franco militava nella squadra calabrese. Un ottimo elemento Franco, ma la priorità assoluta del Potenza è l’attacco e per questo reparto che bisogna muoversi in fretta e con le idee chiare. Poi viene il lavoro per gli altri reparti che possono essere sicuramente migliorati ma la condizione sine qua non è che qualche difensore o qualche centrocampista chieda volontariamente di andarsene.