Dopo iniziative che hanno portato la questione del dimensionamento scolastico finanche all’attenzione del Presidente della Repubblica, il Comitato civico di Corleto Perticara non abbandona la lotta per il mantenimento della Direzione scolastica. Una lotta sacrosanta per una comunità che è stata chiamata a dare al Paese un contributo energetico di primaria importanza con tutto quello che ne consegue in termini di peggioramento della qualità della vita. Da sessant’anni la comunità attende una trasversale che apra la parte più interna della regione, ma anche questa, dopo tanti annunci, è saltata . Una mortificazione dopo l’altra che è inaccettabile in una regione nella quale si fanno figli e figliastri, spesso rapportando questo comportamento ai voti che sono pochi e ai citatdini che , per questo, perdono la voce. Una vergogna ! Riproponiamo qui la lettera inviata al presidente Bardi, sperando che affronti questa che è diventata una questione di giustizia sociale!!!
Presidente,
Lei conosce bene la realtà della Basilicata, le dinamiche che regolano le scelte politiche ed economiche di
questa Regione e le conseguenze che esse hanno sulla vita delle comunità locali. Sa perfettamente che il
dimensionamento scolastico “dell’Istituto Omnicomprensivo 16 agosto 1860 “di Corleto Perticara non può
essere considerato solo una neutra razionalizzazione delle risorse, ma è invece un colpo mortale alla tenuta
sociale ed educativa di territori già fragili e penalizzati. Il piano di dimensionamento scolastico che la sua
Giunta sta portando avanti, è una scelta che inciderà profondamente sul futuro di intere generazioni.
Dimensionare questa scuola significa condannare ancora più giovani alla dispersione scolastica e sottrarre
alle famiglie l’ultima garanzia di stabilità e opportunità di crescita per i loro figli.
Lei sa che Corleto Perticara, ha sul suo territorio numerosi pozzi petroliferi ed è sede del centro Oli “Tempa
Rossa”, di proprietà della Total, situato a quattro Km dal Comune di Corleto Perticara.
I proventi petroliferi derivanti dalle estrazioni, oltre che portare benefici all’intera nazione, finanziano
molte attività della Regione e contribuiscono a tenere in piedi l’Università di Basilicata, lasciando alla
comunità di Corleto Perticara, soltanto fiammate, inquinamento acustico, visivo e lezzo insopportabile.
Si sottolinea inoltre, che l’Istituto Tecnico Tecnologico, con sede nel Comune di Corleto Perticara e con
indirizzo chimica-materiali e biotecnologie, ha programmi connessi alla presenza delle attività di estrazione,
realizzando così il progetto scuola impresa.
La sua autonomia garantisce formazione di addetti al settore petrolifero, ma anche libertà di controllo e di
difesa culturale del territorio, nonché un centro di eccellenza per la formazione per i nuovi lavori della
transizione ecologica.
Si precisa, inoltre che è stata fatta richiesta all’Ufficio Scolastico Regionale, al Comune di Corleto Perticara e
alla Dirigenza Scolastica di Corleto Perticara, l’istituzione di un corso serale di ITT, per le persone che hanno
abbandonato gli studi e intendono conseguire un diploma, che oggettivamente porterebbe al
raggiungimento dell’agognato numero di studenti attualmente obbligatorio, anche se non può prevalere
solo la fredda logica dei numeri.
L’assenza di scuole nei piccoli comuni finirebbe per alimentare la mortalità scolastica rendendo impossibile
ogni tentativo di cambiamento culturale e di crescita qualitativa del tessuto economico della Regione. Di
fronte a questa prospettiva, il dimensionamento scolastico sembra soltanto una dichiarazione di resa
rispetto al futuro della Basilicata. Se davvero si volesse affrontare il problema in modo serio, non si
dovrebbe spostare la presidenza da Corleto a Sant’Arcangelo , perché Sant’Arcangelo con la sua massiccia
presenza di studenti e vari indirizzi di scuola superiori, finirebbe con fagocitare un piccolo istituto come
quello di Corleto Perticara, chiudere scuole già esistenti, ma creare in aggiunta istituti di eccellenza che
formino giovani altamente qualificati, capaci di contribuire con competenze specializzate allo sviluppo della
Basilicata e di invertire la rotta del declino demografico e sociale. Ci aspettiamo che la sua amministrazione
riveda questa politica di tagli alla cieca senza tenere conto delle peculiarità dei territori delle problematiche
ad esse ivi connesse e si impegni ad investire ancora di più nell’istruzione, nella formazione e nelle
competenze dei suoi giovani cittadini. Del resto Lei stesso nella lettera del 29 Novembre 2021, inviata al
Quotidiano del Sud, ha asserito: “Lo spopolamento- ed è questo il filo rosso che lega il piano strategico
regionale- lo si vince solo se riusciamo a creare le condizioni culturali e materiali per sostenere i lucani nello
sforzo di istruirsi, formarsi, darsi da fare per realizzare le proprie aspirazioni.”
Non ce ne voglia, ma di filo rosso ne vediamo ben poco, noi purtroppo, vediamo solo il filo nero della
desertificazione e “un ‘isolata fiamma olimpica “. Purtroppo per lei, ha perso “la sfida” contro sé stesso o
forse l’ha dimenticata?
Una Regione che taglia le proprie scuole è una Regione che rinuncia alla propria crescita e al proprio futuro.
Noi siamo contrari a una tale rinuncia e per questo ci opporremo fermamente al dimensionamento
scolastico della scuola di Corleto Perticara, perché è vero, sul sottosuolo avete deciso voi, ma sul
soprasuolo decidiamo noi, pertanto, l’istituto scolastico non si tocca.
Se non ci sarà un vero cambiamento nelle scelte compiute dalla Giunta, lei se ne assumerà tutte le
responsabilità. Per quanto ci riguarda noi continueremo la nostra protesta fino a quando non avremo una
risposta positiva alle nostre richieste, perché Corleto Perticara fu alla testa del Risorgimento Lucano nel
1860; continua ad esserla nel 2025….
A lei la responsabilità di insistere su una posizione negativa di chiusura o, invece di intercettare le reali
istanze che provengono dal territorio. Rimaniamo in attesa di un riscontro concreto e soprattutto di una
risposta convincente.