CORTE DEI CONTI , CENTO ISTRUTTORIE IN PIU’

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Cento istruttorie in più rispetto all’anno precedente. La Corte dei Conti si presenta all’inauguraizone dell’anno giudiziario 2018 con un nuovo presidente, Luigi Cirillo, e con un bilancio dell’anno precedente che almeno sul piano del lavoro istruttrorio è aumentato considerevolmente e su quello di merito ha presentato questioni di notevole rilevanza giuridica. Aumentate sopratutto le istruttorie derivanti da segnalazioni dell’autoritàgiudiziarie che nel 2017 sono state addirittura 392 rispetto alle 113 del’anno precedenre. un aumento di oltre il trecento per cento. Le istruttorie su denunce dei cittadini sono diminuite ( da 200 a 168). Sono state depositate complessivamente 34 sentenze, 3 ordinanze istruttorie, un’ordinanza di proroga del termine per l’emissione dell’atto di citazione ai sensi del 4° comma dell’art. 68 del Codice sopra citato,  un’ordinanza di sospensione del giudizio ex art. 106, 1° comma (pendenza di altra controversia penale avente natura pregiudiziale) e un decreto collegiale ex art. 130, comma 6 (definizione agevolata). Le sentenze di condanna sono state 8, mentre quelle di assoluzione sono state 20; le sentenze con cui i giudizi sono stati definiti con pronunce di mero rito sono state, 19. Ecco alcune delle sentenze che hanno più interessato l’opinione pubblica nel 2017.

.Sent. n. 1/2017  ACQUEDOTTO LUCANO
Con tale decisione è stato dichiarato il difetto di giurisdizione della Corte dei conti in favore del Giudice Ordinario in una fattispecie concernente il presunto danno erariale contestato ai dirigenti e agli amministratori di “Acquedotto Lucano S.p.a.” (società interamente partecipata dai Comuni appartenenti all’Ambito Territoriale Ottimale definito dalla Regione Basilicata per la gestione del Servizio Idrico Integrato) conseguente alla creazione e alla perdurante gestione nel tempo di un’altra società, interamente partecipata dalla prima (Acquedotto Lucano Progettazione S.r.l.), alla quale erano stati attribuiti, in affidamento diretto, gli incarichi di progettazione e direzione lavori degli interventi relativi alla gestione delle risorse idriche di competenza di “Acquedotto Lucano S.p.a.”.
Nella specie, il Collegio giudicante ha rilevato come lo statuto di Acquedotto Lucano S.p.a. non contemplasse, nelle norme disciplinanti le modalità di formazione e funzionamento del Consiglio di Amministrazione e in quelle regolanti il controllo della società, alcuna forma di ingerenza o alcun potere di coordinamento o verifica in qualche modo riconducibile a prerogative esercitabili dai Comuni detentori del capitale azionario, non consentendo di ritenere, in tal guisa, soddisfatto il requisito del “controllo analogo”, la cui sussistenza, secondo la costante giurisprudenza della Corte di cassazione, giustifica, unitamente agli altri due elementi della esclusività della titolarità pubblica delle quote e della esclusiva o prevalente finalizzazione dell’attività sociale in favore del socio pubblico, la corretta sussunzione della società nella tipologia delle società in house e la conseguente sottoposizione al giudizio della Corte dei conti delle responsabilità imputate agli organi di direzione amministrativa e di gestione della stessa per i danni inferti al patrimonio sociale.

 

Sent. n. 5/2017 PROVINCIA DI MATERA, SPESE DI RAPPRESENTANZA

Con tale sentenza, recante condanna del Presidente della Provincia di Matera nell’anno 2009 per l’indebito conseguimento di rimborsi a titolo di spese di rappresentanza in ragione dell’accertata insussistenza di alcun nesso tra la spesa documentata e la funzione istituzionale svolta, la Sezione ha scrutinato, tra l’altro, l’eccezione di difetto di legittimazione passiva dell’organo politico convenuto in giudizio, fondata sul rilievo della esclusiva, o almeno assorbente, capacità decisoria in ordine all’ottenuto rimborso in capo ai titolari della struttura burocratica che aveva curato la procedura di liquidazione, omettendo ogni rilievo sulla insufficienza della documentazione prodotta a supporto della sussistenza del nesso tra la spesa stessa e la funzione istituzionale ricoperta.
Il Collegio ha ritenuto che l’eccezione, lungi dall’escludere la responsabilità diretta del soggetto politico “gestore” della spesa, si rivelasse valida, al più, ad evidenziare la sussistenza di una corresponsabilità dei soggetti titolari del potere di liquidazione delle stesse, non evocati in giudizio, della quale poteva, pertanto, tenersi conto esclusivamente ai fini della determinazione del danno da ascrivere, comunque, al convenuto, ai sensi dell’art. 83, comma 2 del Codice. Il Collegio ha, altresì, ritenuto, con riferimento all’ulteriore richiesta di valutazione, ai fini della compensatio lucri cum damno di somme già restituite dal convenuto riferite a spese, ritenute ammissibili, sostenute in anni successivi, come, nel caso di specie, non potesse esservi spazio per l’applicazione del beneficio compensatorio, non rivelandosi i rimborsi disposti in favore della Provincia conseguenza immediata e diretta dell’illecito contestato, e difettando, quindi, il requisito della unicità della causa alla quale poter ricondurre tanto l’atto gestorio illecito, quanto il vantaggio conseguito dall’Amministrazione.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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