COSA COVA SOTTO IL CIELO DI VIGGIANO?

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Ormai la Procura di Potenza dovrà aprire una sezione in Val D’Agri, tanto è il lavoro che arriva da quelle zone per via del petrolio. Tra salute e ambiente, mezza  Basilicata si sta giocando il futuro, soprattutto se si materializza l’incubo di un inquinamento delle risorse idriche. Non ci sono notizie dirette, ma è certo che mentre da Roma si dà il via a nuovi accertamenti sulla questione delle falde acquifere molto precipitosamente messa a dormire, dal Palazzo di giustizia si è messo sotto i riflettori la questione della fuoriuscita di petrolio da uno dei serbatoi del Cova di Viggiano. La questione è emersa per merito dell’ASI che ha la gestione dei depuratori e che si è accorta di sostanze inquinanti presenti nelle acque mandate al ricircolo . Da lì presumibilmente si è arrivati ai pozzetti ralizzati nelle vicinanze del centro di stoccaggio e all’accertamento della causa, individuata in una perdita nell’incappucciamento sottostante ad uno dei depositi di petrolio.. E quindi scattata la procedura di emergenza prevista dal Codice dell’Ambiente ( art.242) che  dice testualmente “Al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione ai sensi e con le modalità di cui all’articolo 304, comma 2. La medesima procedura si applica all’atto di individuazione di contaminazioni storiche che possano ancora comportare rischi di aggravamento della situazione di contaminazione.” Qui sorgono due quesiti? Possibile che una contaminazione del terreno a decine di metri di distanza non sia stata accertata per tempo? E ancora: poteva la sostanza petrolifera allo stato greggio ( che è densa e vischiosa) espandersi in quella maniera, oppure si è trattato di un prodotto allo stato liquido? Tutte cose che, presumibilmente, il NOE dovrà accertare, d’intesa con tecnici dell’Arpab, verificando altresì i motivi che hanno portato l’Eni a non procedere per tempo alla impermeabilizzazione dei 4 silos, come previsto dalle prescrizioni in sede di autorizzazione ambientale. Sembrerebbe, a quanto si dice, che  la società petrolifera avrebbe dovuto impermeabilizzare un silos all’anno, a partire dal 2014 e per finire entro il 31dicembre 2017. Uno all’anno oppure tutti e quattro entro il 2017? Come al solito le interpretazioni rendono le norme estensibili o restringibili a seconda di come si suona la fisarmonica.Intanto è allarme per alcune foto scattate da un drone sul pertusillo e sulle chiare indicazioni di una pellicola di petrolio che galleggia in un lato del lago. Ci sono voluti i privati per vedere quello che le autorità non riescono a vedere, nonostante tengano i mezzi per farlo. E’ ora di accettare la verità, più che di accertarla.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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