Con tutto il rispetto delle persone, soprattutto se queste sono in buona fede , ci vuole una bella faccia tosta a far passare per vittoria una delle più brutte sconfitte che la Regione Basilicata si è autoinflitta, per non conoscenza dei problemi, per sudditanza agli uffici e per i ritardi cronici che contraddistinguono alcuni settori di attività. Parliamo di stabilimenti balneari e del comunicato che la Merra evidentemente deve aver vergato prima di capire come sta veramente la questione. E dunque, Lei si è gloriata di aver anticipato il governo nello stabilire la ricognizione preliminare delle concessioni date sinora. Cioè, essendo questo di Draghi un espediente per non dover decidere da subito la messa in gara di tutti gli stabilimenti, come vuole la direttiva europea, ha scambiato questa momentanea esclusione nel Decreto Concorrenza come un successo, quasi che il problema potesse essere risolto rinviandone la discussione. E invece le cose stanno in maniera completamente diversa e precisamente: mentre molti Comuni hanno motu proprio prorogate le concessioni per quindici anni, prima e dopo che uscisse una legge nazionale che lo prevedeva, il Governo lucano ha dovuto ingaggiare un braccio di ferro con i suoi uffici e precisamente con l’ufficio demanio, il quale, fottendosene della normativa nazionale, ha sentenziato che questa non poteva disapplicare una norma europea, così che il dirigente, anche quello generale, si è rifiutato di portare avanti una legge che pure era uscita dal parlamento italiano e che avrebbe protetto gli imprenditori che hanno esercitato per tutti questi anni l’attività, valorizzando le coste e promozionando il turismo. Questa storia va avanti dall’insediamento del Governo Bardi: minacce di rimozione dei dirigenti, ordini del giorno del Consiglio, solidarietà a quintali con gli operatori. Ma nulla che sia andato oltre il bla bla. L’ultima sceneggiata la si è avuta il 17 settembre quando Bardi ha riunito le associazioni di balneatori , ne ha recepito le istanze, ha solidarizzato con gli interlocutori ed ha promesso che entro una settimana avrebbe commissariato l’Ufficio . Sono passati giorni senza che nulla succedesse , salvo un nuovo contatto nel quale il Governatore ha chiesto pazienza perché già un assessore si era dimesso ( Cupparo), e se poi si dimetteva pure la Merra si sarebbe entrati in una crisi di giunta e non se ne sarebbe fatto niente. Come è successo, crisi o non crisi o finta crisi. Sta di fatto che nel frattempo la faccenda si è complicata perché è intervenuto anche il Consiglio di Stato, sentenziando ( almeno questo il succo) che le proroghe non generalizzate non potevano darsi e che dal 2023 in poi bisognava mettersi in regola con la messa a bando della concessioni. Anche questa sentenza una aberrazione giuridica, su cui niente la Merra ha avuto da dire: non si possono dare le proroghe e poi il Consiglio stesso si sostituisce al legislatore concedendo due anni di tempo per mettersi in regola. Ma per la Merra, sono quisquilie che non ammorbidiscono il comunicato trionfalistico con cui comunica la sconfitta a sua insaputa. Qui siamo alle barzellette, se non ci fossero famiglie che soffrono e che vedono vanificati i sacrifici di una vita. Ma ripigliatevi, se vi riesce! Rocco Rosa
COSE DA PAZZI ! I BALNEARI PERDONO SU TUTTA LA LINEA, MA PER LA MERRA E’ UNA VITTORIA
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