
gerardo acierno
Caro direttore,
la prendo un po’ da lontano per dirti di aver apprezzato molto il tuo articolo del 2 marzo titolato ‘Se non fu vera gloria, fu vera democrazia’.
Premesso che questa mia è soltanto una velocissima scorribanda nei ricordi di letture, di persone e di fatti ‘visti da vicino’ e quindi cronaca e non storia, narrazione e non indagine, credo che fu l’iniziativa di don Sturzo (fondazione del Partito popolare nel 1919) a dare maturità democratica, inserimento e partecipazione delle masse popolari alla vita dello Stato. Poi con il Fascismo ci fu il buio.
Dopo la guerra, con De Gasperi, la Democrazia cristiana diventa strumento di una difficile saldatura con il PCI il quale, però, valorizzando la questione cattolica (art. 7 della Costituzione) pure si propone come controparte credibile e democratica.
Diciamo che DC e PCI sono stati entrambi figli di una particolare vicenda storica tutta e solamente italiana. La Dc per un verso dà espressione democratica a contadini e ceti medi segnati dal Fascismo; dall’altro, opponendosi democraticamente al comunismo, favorisce anche l’evoluzione di tutta la sinistra. Ovviamente tutto si sviluppa con i limiti e le contraddizioni che ben si conoscono ma certamente mai è stata messa in discussione, come purtroppo avviene oggi, la continuità della politica nazionale e i valori della Costituzione.
Questa prospettiva democratica è l’unica che consente di fare politica senza restare troppo legati a forme di appartenenza. E’ una prospettiva che educa. Una prospettiva vitale.
In questo “quadro”, quindi, con la memoria a farmi compagnia e ritornando al nostro discorso, mi tornano anche “vite passate”. Sono le vite dei tantissimi piccoli, grandi democristiani delle mie contrade; i sindaci e i segretari Dc dei paesi nei quali ho vissuto e insegnato. E come giustamente segnalavi tu, mentre Colombo volava alto, a Roma, in Europa e nel mondo, loro indicavano alle nostre genti nuovi percorsi, nuovi traguardi, nuove iniziative. Nelle piazze e sui balconi, nei comuni e nelle frazioni essi costruivano sogni e speranze e soprattutto contribuivano a solidificare la nostra democrazia. Senza essere vanagloriosi. Altri tempi. Altra roba.