BIBLIOTECA POTENTINA 5 – Baroni di Paolo Cioffi

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di ROCCO PESARINI

 

 

La costruzione del palazzo era stata concepita già diversi anni prima, ma soltanto da poco la sua fisicità aveva iniziato ad apparire familiare, manifestandosi nell’imponenza delle murature e in quant’altro avrebbe distinto l’edificio dalla modestia delle casupole circostanti…”

BARONI

Anno di pubblicazione 2019 – Genere: Romanzo Storico

Prezzo € 15.00 – Villani Editore

Le vicende si svolgono nel quinquennio precedente la cosiddetta “congiura dei Baroni” dell’anno 1485. Alla corte di Antonio de’ Guevara, conte di Potenza e di sua moglie, la contessa Laura Caetani dell’Aquila, fanno riferimento due fratelli, l’uno aspirante pittore, l’altro soldato di ventura, che si legano a due sorelle, una delle quali è al servizio della contessa, con cui condivide ansie, aspirazioni e segreti inconfessabili. Un libro, donato più di cent’anni prima da Giovanni Boccaccio (“Genealogia deorum gentilium”) al conte dell’epoca, nasconde sotto i nomi di personaggi del mito quelli delle vittime di una feroce vendetta messa in atto a inizio secolo dal re angioino.

 

La Torre Guerava come luogo simbolo, oltre che della copertina del romanzo, anche della Potenza di oggi, secondo te?

La valenza simbolica di una struttura architettonica come una Torre cilindrica è sempre notevole, anche se proprio l’arrivo dei Guevara e la costruzione del nuovo Palazzo Comitale ne segnò il declino come sede del potere laico. Se però dovessi scegliere architetture che rappresentino lo zeitgeist contemporaneo, farei piuttosto riferimento a costruzioni più recenti e che, in una città che ama definirsi “verticale”, ne evidenzino la peculiare necessità di collegamento tra le sue parti, come le scale mobili Santa Lucia o il Ponte Musumeci.

Dopo un romanzo ambientato nella Potenza di fine XV secolo, hai mai pensato ad un romanzo invece ambientato in questo scorcio iniziale di nuovo millennio?

No, e non solo in relazione alla città di Potenza. Sotto questo aspetto sono (purtroppo) monotematico e il romanzo storico, forse pretenziosamente concepito come lo strumento migliore per una rilettura critica anche del presente, è il genere che al contempo mi appassiona, durante la costruzione verosimile della storia di fantasia, e mi rassicura, per l’impossibilità di oltrepassare i vincoli imposti dal vero storico.

A Potenza sono stati ambientati diversi romanzi e raccolte di racconti. Qual è, secondo te, il genere letterario che meglio le si adatta?

Alla luce di quanto appena detto, non sarei equanime nell’indicare il genere da me preferito come quello più indicato e già oggetto di un mio precedente lavoro, in parte ambientato nella Potenza del XII secolo. Confesso peraltro la mia scarsa conoscenza di altri romanzi e racconti, la cui lettura mi farebbe sicuramente apprezzare una diversa prospettiva.

Potenza si presta come possibile location di film o fiction?

Mi risulta che di recente nella nostra città sono stati girati alcuni cortometraggi da validi registi, anche del posto, a riprova del fatto che lo sfondo è importante ma lo è ancor più la storia rappresentata. Naturalmente, se si dispone di architetture e paesaggi unici, quali quelli materani (per restare alle città della regione), il conseguente vantaggio competitivo è rilevante (Pasolini, 007, Imma Tataranni…).

La tua prossima creatura letteraria?

Al momento non ho alcun progetto. Del resto, un genere come il romanzo storico presuppone un surplus di approfondimento preliminare che richiede un certo tempo, più nella fase preparatoria che in quella della scrittura vera e propria. Nel mio caso la distanza temporale tra un libro e l’altro è di un paio d’anni e avendo appena pubblicato “Baroni”…

Un altro libro, ovviamente ambientato a Potenza, che vorresti consigliare ai nostri lettori?

Un classico, forse il più noto al grande pubblico, almeno nei decenni scorsi. Mi riferisco a “L’eredità della priora” di Carlo Alianello, parzialmente ambientato nella Potenza del 1861 e i cui protagonisti abitano e agiscono in quegli stessi palazzi cittadini della cui fisicità siamo testimoni nel presente, dai monasteri in procinto di essere secolarizzati alle sovrintendenze riconvertite in prefetture, alle dimore gentilizie.

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