SU COVA E SALUTE BISOGNA GIOCARE PULITO

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Molto spesso, in questo Sud dannato, i problemi sono lì non per essere risolti, ma per alimentare lo scontro che è il vero spettacolo politico da fornire ogni giorno alla gente, non sapendo che essa è un po’ cresciuta e capisce chi fa le cose per farle e chi le fa per sfruttarle. Sarà pure una ricerca seria, quella di alcuni ricercatori di Pisa sulla Vis ( valutazione  impatto sanitario) ,ma il comportamento nella comunicazione è quanto di più troglodita si sia mai visto in giro. Si fa un can can sulla presentazione del rapporto per il 22 settembre e nel frattempo si manda in giro una sintesi che non è destinata ad aumentare l’attesa, ma ad essere sfruttata, nell’attesa, da tutti quelli che la questione petrolio la vedono sia con uno sguardo di preoccupata e genuina attenzione ambientale sia da quelli che sul Cova imbastiscono una speculazione politica, magari nascondendo responsabilità passate e cercando in maniera fantasiosa di addossarle agli ultimi arrivati.  Un corretto rapporto tra Istituzioni vorrebbe che , al dibattito del 22, si potesse arrivare preparati: non dico la stampa o gli ambientalisti, ma un Assessore alla Sanità o uno all’ambiente o almeno il presidente della regione che è il capo del governo territoriale. E invece niente. Pensiamo tutti, speriamo di sbagliarci, che i due Sindaci interessati ,Viggiano e Grumento conoscono i risultati ma mandano alla riunione della Fondazione un assessore con 4 paginette, le stesse che abbiamo letto e pubblicato. E sì che lì, all’Osservatorio della Val D’Agri ci sono interlocutori con gli attributi, capaci di capire se tutto questo, al di là dell’Istituto che l’ha avallata, sia di alto livello scientifico rispetto a metodologie scientificamente approvate. Non è la prima volta che nelle statistiche si mettono pere e mele insieme, o che si fanno percentuali di malattie non sapendo il dato del cento per cento. Io non voglio sminuire, perché sono interessato alla verità , ma quando ho detto che il solo a poter parlare rispetto alla situazione di allarme sanitario è il registro tumori e non l’accertamento sul danno respiratorio ( che se si va a Milano o nel traffico di Roma è enne volte maggiore) è perchè  dobbiamo avere certezza scientifica di che cosa sta comportando questa attività estrattiva, perché mandarla a casa senza questa certezza non solo è impossibile ma metterebbe chi lo fa in condizione di vendersi le mutande. E siccome i Sindaci sono autorità sanitarie, è il caso di chiedersi perché non abbiamo, già sulla base di  queste risultanze adottate le necessarie misure. Se poi si accerta che loro tengono la ricerca e la Regione no, ci sono responsabilità affatto ipotetiche. Per quanto riguarda il registro Tumori, è necessario che il direttore Cugno acceleri ulteriormente il lavoro di aggiornamento ( siamo ancora al 2014), potenziando la task force del dr.Galasso. E’ un sistema addirittura georeferenziato che consente di capire dove, in quale via, di quale paese ci sono anomalie statistiche rispetto ad un dato nazionale e regionale. Non tra Viggiano e Grumento , fino a Marsiconuovo!. Ecco ,facciamo i passi giusti e in un confronto trasparente. Non passiamo dalla stagione del bavaglio a quella delle bocche spalancate rispetto al primo dato che arriva.  Giuseppe Digilio

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