COVID 19 – IN BASILICATA VACCINAZIONE IN STALLO: PERICOLO SOTTOVALUTAZIONE

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by ESPEDITO MOLITERNI

Continua a crescere la diffusione del COVID in Italia. Per la seconda settimana consecutiva le Regioni registrano un aumento delle infezioni, tanto che i casi sono arrivati a 44.953 ( dati ufficiali, ma sottostimati in quanto ognuno è in grado di utilizzare tamponi fai da te che sfuggono alla conta ufficiale). Dall’analisi coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, insieme alle Regioni e al Ministero della Sanità, è risultato che tale dato rappresenta il 30% in più rispetto a quello della settimana precedente; l’incidenza passa da 58 a 76 casi per 100.000 abitanti.

Inoltre, stiamo assistendo ad un aumento significativo dei ricoveri ospedalieri, dove l’occupazione dei posti in area medica sale dal 6.7% al 7.7% del totale dei posti disponibili e quella delle terapie intensive sale dall’1.3% all’1.5%. Certamente non sono dati allarmanti, ma devono indurre a qualche riflessione da parte degli organismi deputati al controllo di questa infezione.

Altro dato importante da tenere in debita considerazione è la bassa percentuale di adesione della popolazione anziana e fragile alla vaccinazione.

Mentre in alcune regioni, come la Toscana, l’Emilia, la Lombardia, la percentuale di adesione viaggia fra il 6 e l’8%, nelle regioni meridionali la percentuale scende intorno al 2%; in Basilicata siamo a percentuali da prefisso telefonico (allo 0,50% pari ad appena 226 vaccinazioni effettuate). In Basilicata gli anziani e le persone fragili possono essere ritenute tutte immune e protette? Certamente no!

Il Ministero della Salute, con circolare del 09.11.2023, ha raccomandato che le Regioni incrementino tutte le misure utili per favorire la profilassi vaccinale; nella stessa circolare si riporta la notizia che sono giunte numerose segnalazioni da parte dei cittadini che non riescono ad accedere con facilità alla vaccinazione.

Pertanto, il Ministero invita le Regioni ad implementare le più opportune misure organizzative per facilitare la vaccinazione, suggerendo di coinvolgere Medici di Medicina Generale e Farmacie per la somministrazione del vaccino; inoltre, Il Ministero invita a rafforzare le campagne di informazione e comunicazione, in particolare da rivolgere alle persone fragili ed anziane. A tal fine, si ritiene che sarebbe opportuno un maggiore coinvolgimento dei medici specialisti, dei MMG, dei medici territoriali ed ospedalieri.

Nella speranza che il ricorso alla vaccinazione possa incrementare nel corso delle prossime settimane, è sempre utile ricorrere a banali e semplici misure che, come sappiamo, si sono rivelate utilissime per ridurre i contagi.

Tornare ad utilizzare le mascherine, da parte di tutti, nei luoghi pubblici sovraffollati, ripristinare l’obbligo di isolamento per i positivi, rendere obbligatorio l’uso delle mascherine negli ospedali e nelle RSA, sono misure di buon senso e non impattanti sulla vita sociale e sull’economia,  che potrebbero rappresentare un valido presidio per evitare che il COVID possa dominare nuovamente la scena nella stagione invernale.

Ma queste misure affidate alla sensibilità ed al senso di responsabilità di ciascuno possono bastare alla luce dei nuovi dati epidemiologici? Continuare a ribadire che la situazione è sotto controllo potrebbe configurare la precisa volontà di non dare il giusto peso a quello che sta accadendo dal momento che, come la storia e i dati epidemiologici di questi ultimi anni di pandemia hanno evidenziato, i contagi e le ospedalizzazioni aumentano con il progredire della stagione invernale.

Ecco perché la nostra attenzione si deve focalizzare sulla protezione delle categorie fragili, degli ultraottantenni e delle persone anziane che rappresentano il bersaglio più debole ed indifeso delle malattie infettive.

Ed allora, vediamo quali sono le categorie che prioritariamente devono sottoporsi alla vaccinazione, ricordando che basta una sola dose e che il vaccino ha una buona protezione anche nei confronti delle varianti attualmente in circolazione.

Si ricorda che:

  • Basta una singola dose di richiamo e che la vaccinazione potrà essere somministrata gratuitamente anche a tutti coloro che ne faranno richiesta;
  • la dose di richiamo con vaccino Comirnaty Omicron XBB 1.5, al fine di massimizzare la protezione per la stagione autunno/inverno 2023-2024, è raccomandata a distanza di 6 mesi dall’ultima dose di vaccino anti-COVID-19 ricevuta o dall’ultima infezione (data del test diagnostico positivo), a prescindere dal numero di eventi pregressi (dosi ricevute o diagnosi di infezione);
  • si prevede una singola dose di Comirnaty Omicron XBB 1.5 anche per coloro che non sono mai stati vaccinati (ciclo primario). Per i bambini dai 6 mesi ai 4 anni compresi che non hanno completato un ciclo primario di vaccinazione anti‑COVID‑19 o senza storia di infezione pregressa da SARS‑CoV‑2, il RCP prevede, invece, 3 dosi (di cui la seconda a 3 settimane dalla prima e la terza a 8 settimane dalla seconda);
  • è possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri vaccini (con particolare riferimento al vaccino antinfluenzale).

Le categorie prioritarie alle quali offrire il vaccino sono le seguenti:

  • Persone di età pari o superiore a 60 anni;
  • Ospiti delle strutture per lungodegenti;
  • Donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo “postpartum” comprese le donne in allattamento;
  • Operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione;
  • Persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave, quali:

– Malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica, la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO, la fibrosi polmonare idiopatica, l’ipertensione polmonare, l’embolia polmonare e le malattie respiratorie che necessitino di ossigenoterapia;

– Malattie dell’apparato cardio-circolatorio (esclusa ipertensione arteriosa isolata), comprese le cardiopatie congenite e acquisite, le malattie coronariche, lo scompenso cardiaco e i pazienti post-shock cardiogeno;

– Malattie cerebrovascolari;

– Diabete/altre endocrinopatie severe quali diabete di tipo 1, diabete di tipo 2, morbo di Addison, panipopituitarismo;

– Malattie neurologiche quali sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone, sclerosi multipla, distrofia muscolare, paralisi cerebrali infantili, miastenia gravis, altre malattie neuromuscolari e malattie neurodegenerative;

– Obesità (BMI >30);

– Dialisi o insufficienza renale cronica;

– Malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, quali talassemia major, anemia a cellule falciformi e altre anemie croniche gravi;

– Patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi, in attesa di trattamento o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure;

– Trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva; – Trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica); – Attesa di trapianto d’organo;

– Immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);

– Asplenia anatomica o funzionale Pregressa splenectomia o soggetti con indicazione alla splenectomia in elezione;

– Infezione da HIV con sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), o con conta dei linfociti T CD4+

E’ nostro dovere vaccinarci non solo per proteggere noi stessi, ma anche per creare una rete di protezione per coloro che, essendo affetti da malattie che impediscono un efficace risposta anticorpale, non possono aderire alla vaccinazione.

In particolare, si chiede al personale sanitario, ospedaliero e territoriale, un ulteriore sforzo comunicativo, informativo ed organizzativo per aumentare l’adesione alla vaccinazione. Ancora una volta, questi professionisti non faranno mancare il loro prezioso apporto.

 

 

 

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Sull' Autore

Espedito Moliterni. Lauraeto in Medicina, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASM di Matera

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