COVID – UNO SGRADITO RITORNO.

0

ESPEDITO MOLITERNI

Dall’analisi coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, insieme alle Regioni e al Ministero della Sanità, è risultato che in Italia stiamo assistendo ad un aumento significativo, dell’ordine del 44%, dei casi positivi insieme ad un aumento, se pur non allarmante, dei ricoveri ospedalieri, in questa ultima settimana rispetto al trend registrato nel periodo estivo. In crescita, quindi, la curva epidemica in Italia, tanto che stiamo assistendo ad una ripresa del dibattito nella comunità scientifica sulle misure da adottare: qualcuno ( pochi) le propone di tipo restrittivo, la maggior parte degli esperti propone di continuare ad attenersi alle attuali disposizioni che, al momento, non prevedono alcun tipo di restrizione, se non in casi molto ristretti.

Ma torniamo ai dati: la novità si chiama ERIS, una nuova variante figlia di Omicron che ora è dominante in Italia con il 41,9% dei casi insieme alla variante PIROLA, anch’essa figlia di Omicron.

Ma in cosa si distingue ERIS dalle altre varianti che si sono succedute in questi ultimi mesi e che, di fatto, non hanno provocato altri allarmi sanitari? ERIS è caratterizzata da un elevato tasso di crescita e da una maggiore resistenza alle nostre difese immunitarie che, al contrario, si sono dimostrate più efficaci nei confronti di altre precedenti varianti.

Inoltre, ERIS non attacca solo le prime vie respiratorie, ma è in grado di raggiungere i polmoni con il rischio di provocare malattie respiratorie di una certa gravità.

Tra i sintomi che ERIS può generare, si possono osservare mal di gola, tosse secca, congestione nasale, mal di testa, voce rauca, dolori muscolari e articolari. Cosa fare in presenza di questi sintomi? Con la circolare dell’11 agosto 2023 il Ministero della Salute ha di fatto abrogato l’obbligo di isolamento per i positivi e tutte le misure restrittive per i contatti; di conseguenza, sarebbe opportuno che i positivi adottino alcune misure che si sono dimostrate utili nella battaglia contro il CORONAVIRUS: indossare le mascherine, rimanere a casa se si è sintomatici, igiene delle mani, evitare ambienti affollati, evitare il contatto con persone fragili, non nascondere ad alcuno la propria positività.

Ma queste misure affidate alla sensibilità ed al senso di responsabilità di ciascuno possono bastare alla luce dei nuovi dati epidemiologici e delle caratteristiche delle nuove varianti? Continuare a ribadire che la situazione è sotto controllo potrebbe configurare la precisa volontà di non dare il giusto peso a quello che sta accadendo dal momento che, come la storia e i dati epidemiologici di questi ultimi anni di pandemia hanno evidenziato, i contagi e le ospedalizzazioni aumentano con il progredire delle stagioni autunnale ed invernale.

E quindi, cosa fare?

Richiudere di nuovo tutto?

Certamente NO!

Occorre semplicemente ricorrere a banali e semplici misure che, come sappiamo, si sono rivelate utilissime per ridurre i contagi.

Tornare ad utilizzare le mascherine, da parte di tutti, nei luoghi pubblici sovraffollati, ripristinare l’obbligo di isolamento per i positivi, rendere obbligatorio l’uso delle mascherine negli ospedali e nelle RSA, sono misure di buon senso e non impattanti sulla vita sociale e sull’economia,  che potrebbero rappresentare un valido presidio per evitare che il COVID possa dominare nuovamente la scena nei prossimi mesi autunnali ed invernali.

Inoltre, la nostra attenzione si deve focalizzare sulla protezione delle categorie fragili, degli ultraottantenni e delle persone anziane che rappresentano il bersaglio più debole ed indifeso delle malattie infettive.

I dati epidemiologici in precedenza citati ci inducono a ritenere che dovremo convivere con questo virus per molti anni; se, come è giusto che sia, non possiamo più ricorrere a forme di restrizioni della nostra vita sociale, dall’altro dobbiamo essere ben consapevoli che abbiamo il dovere di proteggere le persone fragili e tutti coloro che sono a maggior rischio di contrarre le forme più gravi dell’infezione.

Bastano davvero piccoli accorgimenti…….in attesa della nuova campagna vaccinale.

 

 

Condividi

Sull' Autore

Espedito Moliterni. Lauraeto in Medicina, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASM di Matera

Rispondi