La cosa che più indigna un elettore storico del centrosinistra è l’assenza di reazione rispetto della sua dirigenza alla precipitosa deriva della coalizione. Tutti aspettano il Pd e ,nel Pd, tutti aspettano il congresso, come se questo dovesse risolvere tutti i problemi e non semplicemente cambiare qualche equilibrio interno. Intanto la casa brucia e quando si ritroveranno a decidere il da farsi, l’incendio ha già fatto il suo corso portando il Pd al dieci per cento, come dire che si è salvato solo il piano cantina. E anche quando arriva il congresso c’è da aspettarsi che il giorno dopo, a parti magari invertite, si ricominci con una maggioranza e una minoranza che fanno cose diverse , pensano diversamente , ognuno andandosene per i fatti propri alla faccia dell’unità.
La cosa che più indigna un elettore storico del centrosinistra nella situazione lucana è che una intera classe politica, che finora ha fatto il bello e il cattivo tempo in regione, occupando tutto quello che è occupabile, dividendosi postazioni ed enti, di fronte alla paurosa crisi istituzionale è diventata improvvisamente latitante, trattiene il respiro per non farsi sentire e se proprio deve parlare parla del tempo e del governo ladro.
A chi ci siamo affidati in questo tempo? A persone che sanno governare solo quando il mare è piatto e che di fronte alla tempesta inaspettata pensano ad acchiappare un canotto prima degli altri, senza spirito di solidarietà, senza rispetto per le persone in difficoltà, senza niente che non sia la personale salvezza.
Annaspano, imbarcano acqua ma non cessano di litigare , ognuno dando la colpa agli altri, ognuno pretendendo la testa degli altri , ognuno indicando una direzione diversa. Siamo arrivati alla scomposizione molecolare: due centrosinistra, uno affidato alla madonna nera da portare in processione in tutti i comuni, un altro che stenta a radunarsi se non vede prima chi porta la croce in testa al gruppo. Non sanno che cosa fare ma non perdono la speranza di un miracolo che li redima tutti e li salvi dal naufragio. E li chiamano leaders!