All’indomani del consiglio regionale convocato IN SESSIONE STRAORDINARIA sulla crisi del settore agricolo e finito in un nulla di fatto, a causa di una maggioranza distratta da altri fatti e desiderosa di chiudere una riunione senza dover assumere impegni, è fuoco ad alzo zero sulla Giunta regionale. Per Luca Braia “Il Consiglio regionale si è concluso nel peggiore dei modi. L’assessore all’agricoltura Alessandro Galella isolato e in confusione, una maggioranza che, pur di non impegnarsi a risolvere ufficialmente alcuna criticità, preferisce abbandonare l’aula piuttosto che proporre una qualche via di uscita al comparto agricolo lucano, in grande difficoltà. Per Bardi, Galella e per l’intera maggioranza, era l’occasione per parlare alla Basilicata e agli agricoltori lucani in protesta da giorni. Per sostenere la necessità di spingere il governo italiano a chiedere all’Europa la modifica della PAC, per renderla meno ideologica e più vantaggiosa per i produttori (eliminare il vincolo del 4% a riposo dei terreni, modificare eco schema, difendere il made in Italy dalla concorrenza sleale). Per affrontare le criticità nazionali chiedendo a Giorgia Meloni l’eliminazione delle agevolazioni IRPEF insieme a quelle regionali che risultano altrettanto gravi. Rimangono, infatti, tante questioni irrisolte, da affrontare per evitare un peggioramento della situazione. Dall’eliminazione dell’aumento delle tariffe acqua del Consorzio di bonifica, all’estensione dell’operazione annunciata con Acquedotto Lucano per ridurre la bolletta energetica e non incidere sugli agricoltori”.
“Si intervenga sul costo del gasolio agricolo con una operazione di agevolazione diretta alle 13.000 aziende beneficiarie – aggiunge ancora l’esponente di Iv-RE -. Si recuperino 2 milioni di euro per pagare tutti i debiti che la Regione Basilicata ha con gli agricoltori che hanno subito danni da fauna selvatica e non ancora rimborsati. Con la risoluzione a mia prima firma e sottoscritta da diversi consiglieri regionali, chiedevamo anche l’impegno a istituire un Fondo per affrontare le emergenze e la costituzione di un tavolo di crisi agricola, compresa quella idrica, allargato a tutte le rappresentanze del comparto oltre che del mondo della ricerca”.
Altrettanto duro il commento di Gianni leggieri, consigliere dei Cinquestelle secondo cui ”l’esito disastroso del Consiglio è la prova di quanto questo governo di centrodestra, il Presidente Bardi e l’Assessore Galella, non abbiano alcun interesse nel difendere un settore che contribuisce in modo decisivo all’economia lucana. Sostenere – come ha fatto l’assessore prima di lasciare inspiegabilmente la seduta straordinaria, tra lo sdegno degli agricoltori accorsi ad ascoltare – ci siano eccellenze lucane in agricoltura non significa automaticamente che tutto il settore agricolo regionale dorma sogni tranquilli. Sono due cose totalmente differenti. Ed è uno sbaglio soltanto pensare una cosa simile. Inoltre, come se non bastasse, la maggioranza di centrodestra era totalmente assente. Basti pensare che la risoluzione di minoranza, che abbiamo presentato per invitare, ancora una volta, il governo regionale ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti del settore agricolo lucano, è stata votata da 8 consiglieri su 10 presenti”.
“Nemmeno la presenza della ‘stampella’ che da tempo regge questa flebile e inesistente maggioranza e, in particolare, di chi si sta cercando di riciclare in tutti i modi per raccogliere il favore degli agricoltori arrabbiati nascondendo la propria adesione alla stessa parte politica che li sta da tempo bistrattando e ignorando – aggiunge ancora Leggieri -, ha potuto evitare lo sfacelo totale della maggioranza. Il Presidente Bardi ha lasciato la seduta in larghissimo anticipo, seguito poi dall’assessore Galella in evidente difficoltà dopo aver letto un discorso preconfezionato, una maggioranza che ha disertato il confronto: gli ingredienti ideali di un disastro totale che si aggiunge agli altri compiuti in cinque anni di nulla cosmico. È davvero degradante continuare ad assistere ad uno spettacolo del genere. La seduta straordinaria sarebbe dovuta servire a dimostrare come la politica fosse dalla parte degli agricoltori attraverso impegni concreti e seri, come gli interventi sul costo del carburante, sull’acqua, su un tavolo tecnico necessario per dirimere le controversie e le emergenze del settore”. “Qui non si tratta solamente di ‘timidezza istituzionale’ ma di irresponsabilità totale. Un’occasione sciupata malamente – conclude Leggieri