Dicono che Acquedotto pugliese abbia fatto pervenire il proprio dissenso alla ipotesi teorica di collegare il sistema idrico della Camastra a quello del Pertusillo per affrontare in seguito emergenze del tipo di quelle verificatesi. Se è così è lo sapremo quando di emergenza non si parlerà più e si affronteranno, speriamo, i temi di come risistemare gli schemi in funzione delle esigenze lucane. Ma, se fosse vero, è un’altra prova di quello che abbiamo perso per insipienza, per incapacità di contrastare il governo centrale, per calcolo politico. Al di là delle frasi di circostanza o delle prese di posizioni pregiudiziali, dal dibattitto in consiglio regionale non si è intravista una proposta politica capace di tranquillizzare la comunità. Non parliamo di proposta unitaria ma neanche di una proposta di governo che fissi i paletti di una nuova strategia diretta non a riprendere la titolarità della risorsa, che ormai è persa, ma a dare centralità alle esigenze di regioni che sono detentrici della stessa, nel senso di una partecipazione alla gestione e al corretto mantenimento delle condizioni di preservazione della stessa. Ci aspettiamo che , dopo lo sfogo consiliare che non ha alzato di un millimetro l’asticella degli impegni istituzionali, ci si rimetta al lavoro per ottenere almeno il minimo sindacale che riguarda
- Quali impegni il Governo deve prendere per dare sicurezza alle dighe in mancanza di un collaudo, quale quota delle singole dighe è sismologicamente sicura , quali operazioni di manutenzione straordinaria vanno fatte ed in quali tempi
- Lo sfangamento delle dighe esistenti è il problema dei problemi, perché tanti metri di sedime ci sono, tanti metri in meno avremo sul livello che l’acqua può raggiungere nell’invaso
- La presenza delle Regioni considerate Santuari dell’acqua deve essere istituzionalizzata nel Consiglio di Amministrazione e nell’organo di decisione delle Acque del Sud spa per ridare un minimo di responsabilità nella vigilanza del sistema e nelle decisioni che riguardano i territori . La Regione proponga una modifica alla legge istitutiva dell’azienza pubblico- privata
- Il 5% destinato alle Regioni, deve essere appannaggio delle sole regioni che sono detentrici della risorsa
- Nelle decisioni che riguardano il sistema idrico, la Regione deve avere il diritto di conoscenza apriori, nessuna operazione può essere fatta senza il preventivo assenso di un ufficio regionale deputato alle acque
- Va portato immediatamente a norma il potabilizzatore di masseria romaniello , bruciando la proroga data a gennaio 2026. Quegli interventi consentono di trattare in maniera specifica le acque considerate a3 , anche con la presenza di Pfas
Tutte queste cose dovrebbero costituire un documento comune approvato dall’intero consiglio regionale a dimostrazione che su queste necessità la Basilicata riapre la battaglia dell’acqua. Restiamo in fiduciosa attesa
Rocco Rosa