È successo, dopo tanto clamore mediatico, interrogazioni e articoli di giornale la Cotrab ha il suo Presidente. È accaduto in un’assemblea di fine agosto. Evidentemente era troppo urgente e non si poteva aspettare.
E quindi, un uomo condannato in via definitiva per violenza sessuale su una dipendente ”abusando di relazioni di ufficio e di autorità”, è stato ritenuto degno di ricoprire una carica dirigenziale, anzi è stato eletto come rappresentante di un consorzio di imprese.
Mi hanno insegnato che la democrazia va rispettata ed il voto è “sovrano”. E dovrò, quindi sottostare, mio malgrado, a questo principio. Ma sono troppi gli interrogativi sull’opportunità della scelta.
Quanto vale la dignità di una donna ?
Lo chiedo a chi ha espresso il proprio voto favorevole, a chi non era presente all’elezione girando le spalle a fatti così gravi, alla politica che poco o nulla ha detto su questa vicenda, a chi avrebbe dovuto prendere posizioni e non lo ha fatto. A chi si batte il petto ad ogni occasione ma ad agosto è in vacanza. Al popolo dei social network pronto a indignarsi in qualità di esperti in tutti i campi, di cui però non leggo alcun commento.
Come potrà quella donna continuare a lavorare ? Come potrà sentire di aver avuto giustizia per il dolore che le è stato provocato, per la prepotenza con cui un uomo approfittando della sua posizione apicale ha abusato di lei?
Come farà ad accettare questo assordante silenzio e sentirsi una cittadina come le altre?
Ancora una volta le posizioni saranno ribaltate e si sentirà sotto accusa, guardata con sospetto. Campagne di sensibilizzazione, spot pubblicitari, convegni, sentenze, leggi, convenzioni, protocolli …le sembreranno inutili e inefficaci.
Ma non sarà lei a doversi sentire sconfitta!
È necessaria nella nostra regione una riflessione seria sulle azioni da mettere in campo, sulle politiche necessarie per il contrasto alla violenza e di sostegno alle vittime.
È improcrastinabile riattivare l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere e sui minori per poter monitorare la situazione regionale, formare per gli operatori, contribuire alla programmazione regionale.
Siamo con te e siamo in tante a pensare che questa non sia giustizia e che non è questa la politica che vogliamo e per cui ci battiamo.
Cristiana Coviello
Avvocata