CULTURA IN MOVIMENTO, IL TRENO LETTERARIO DI GOCCE D’AUTORE

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valeria iannuzzi

Mi piace pensare alla lettura come ad un viaggio.”

È cosi che Eva Bonitatibus, punto di forza del circolo culturale Gocce d’Autore (assieme a Toni De Giorgi e Pasquale Palese) narra la nascita dell’iniziativa del treno letterario, un viaggio meditato, che si svolge in una tratta regionale che non sfiora i luoghi, non li ignora con la sua fretta, ma li accarezza, li attraversa. I luoghi contemplati, i luoghi da vivere e da conoscere meglio, non possono che essere i nostri, quelli di una Basilicata che ci appartiene, ma che è ancora e sempre da scoprire, da approfondire.

Sono tre le tappe del treno letterario: due, Melfi e Rionero in Vulture, raggiunte nelle scorse settimane (rispettivamente sabato 12 maggio e sabato 19 maggio); una, quella di Castel Lagopesole sarà, sabato 26 maggio, la prossima fermata. A bordo del vagone ci sono scrittori con i propri libri, studenti universitari con le proprie poesie, ma anche bambini, adulti, associazioni.

“Soffermarsi” è il verbo che sintetizza questo viaggio, e analogicamente è l’essenza di quello che dovrebbe essere ogni approccio letterario, che non può permettersi di esser vago o frettoloso, ma necessita sempre di attenzione, concentrazione e curiosità, l’ingrediente principale per vivere una passione.

Il treno letterario è un luogo di cultura in movimento, senza alcun confine fisico: viaggiano le parole, viaggiano le metafore, viaggiano i suoni, viaggiano i sogni e arrivano a chi vuole, a chi può accoglierli. Le riflessioni esposte durante il viaggio conducono ad un interrogativo dalla risposta semplice e diretta per un bambino, vivace ed attesa per un giovane, speranzosa e al contempo più cosciente per un adulto: “qual è il tuo sogno?”.

<<Il mio sogno è quello di realizzarmi, trovando il mio equilibrio e puntando alla soddisfazione, anche nelle cose più quotidiane, soddisfazione che non deve essere mai punto d’arrivo ma sempre pretesto nuova partenza>>. <<Io sogno che i giovani sappiano risollevare la nostra terra e sappiano affrontare al meglio ciò che forse noi non abbiamo e stiamo sapendo affrontare e cambiare>>. <<Il mio più grande sogno è quello di tornare al mio Paese e riabbracciare la mia famiglia>>.

Ed è esattamente questo lo spirito del treno letterario: così come la letteratura nasce dal bisogno di esprimere e di condividere, così il treno diventa crocevia di esperienze diverse, accomunate dal meraviglioso coraggio di condividerle.

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