Dal barcone alla Serie A. La favola di Darboe

0

MICHELE PETRUZZO

                            “Il calcio non è soltanto uno sport”. Una frase che abbiamo sentito ripetere infinite volte e che, tuttavia, non rappresenta mera retorica, perché spesso in quel rettangolo verde ci sono storie di vita che riflettono e raccontano la società in cui viviamo. Lo dimostra il caso di Ebrima Darboe, giovane centrocampista africano della Roma, che ha da poco esordito in prima squadra. Una storia incredibile la sua, che fa commuovere lo stesso ragazzo davanti ai microfoni e alle telecamere nel post-partita della semifinale di Europa League, in cui ha sostituito un compagno infortunato e ha stupito tutti per bravura e personalità. Con il volto bagnato dalle lacrime ed un sorriso timido ed emozionato, confessa di non trovare le parole per raccontare il suo travagliato percorso. E non si tratta soltanto di carriera calcistica, ma di molto altro, di una storia che parte da lontano, dall’Africa occidentale che affaccia sull’Atlantico.

Nato nel 2001 in Gambia, all’età di quattordici anni fugge senza i genitori, in cerca di un futuro migliore. Finisce prima in Libia, prigioniero in un campo profughi. Poi la partenza per l’Europa, su un barcone nelle acque del Mediterraneo. Arriva in Italia, precisamente in Sicilia. Essendo un migrante minorenne e non accompagnato dai genitori, rientra nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), che prevede la ripartizione dei migranti tra i diversi comuni italiani. Ed è così che arriva a Rieti, dove sarà accolto in una casa famiglia e ritroverà la sua passione per il calcio. Inizia a giocare in una squadra locale, l’Asd Young Rieti, e durante una partita viene notato da una talent scout della Roma. Nel 2017 approda così nel vivaio giallorosso e comincia a frequentare Trigoria. Ad inizio 2019 il debutto nella Primavera capitolina. Soltanto qualche mese dopo, la realizzazione del sogno: la firma di un contratto professionista con lo stesso club. La data da incorniciare, però, è quella del 2 Maggio 2021, in cui il gambiano esordisce in serie A, nella sfida con la Sampdoria di Claudio Ranieri. A distanza di qualche giorno arriva anche il battesimo europeo, con la semifinale contro il Manchester United, dove dimostra di non temere i vari Cavani, Pogba e Bruno Fernandes.

Visione di gioco, tecnica e fiato. Il giovane gambiano è piaciuto proprio a tutti!

Il suo destino, in un certo senso, sembrava essere scritto già nella sua data di nascita, 6 giugno 2001, esattamente undici giorni prima che la Roma vincesse il suo terzo scudetto.

Quella di Ebrima Darboe è, dunque, una storia da raccontare, che aiuta a comprendere cosa accade in altre parti del mondo, neanche troppo distanti da noi. Dagli inferi del campo profughi in Libia al prato verde dell’Olimpico, passando per il Mar Mediterraneo. Un lieto fine, che però ha tutto il sapore di un nuovo inizio, perché a diciannove anni la carriera di un calciatore è ancora tutta da scrivere.

Condividi

Sull' Autore

Michele Petruzzo

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

Rispondi