DALLA CATTEDRALE DI MELFI LA MESSA DOMENICALE SU RAI 1

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di Franco Cacciatore

 

Domani la messa domenicale nella Basilica-Cattedrale di Melfi sarà ripresa in diretta su RAI 1, a partire dalle 10,55. Un ritorno delle telecamre dopo trentanni, questa volta in occasione del centenario della nascita di Santa Gianna Beretta Molla, alla quale è intitolata la chiesa del rione Bicocca della città. Il sacro rito sarà presieduto dal Vescovo di Melfi, Mons. Ciro Fanelli, nella cattedrale di recente restaurata e con indulgenza plenaria concessa da Papa Francesco. Un atto quasi a ricongiungersi alla storia millenaria della chiesa di Melfi che ha visto lo svolgimento di cinque concili papali e prodotto atti di grandi rilevanza. Nel primo  tenuto nel 1059 Nicolò II riconosce i Normanni come popolo, nominando Roberto il Guiscardo Duca di Puglia, Calabria e Sicilia e riottiene per la Chiesa l’autonomia perduta; nel terzo del 1089 Papa Urbano II la fa dipendere dalla Santa Sede, con la nomina dei vescovi consacrati direttamente dal Pontefice. La storia della cattedrale ha inizio nel 1037, quando non più suffraganea ha sua diocesi con la nomina del primo vescovo. Da allora ad avvicendarsi nel Palazzo Vescovile, il “picciolo Vaticano” di tanti Pastori della chiesa.. Alcuni avranno la berretta cardinalizia, uno diverrà Pontefice con il nome di Innocenzo VIII. Non mancheranno i nativi della città, tra i quali Richerio, che parteciperà alla stesura delle Costituzioni di Federico II. A farla costruire nel 1076 sarà Roberto il Guiscardo, con altare basilicale sul quale sarà posta icona della Madonna di  Nazareth, che si fa ascendere alla venuta di monaci basiliani a Melfi, di larga venerazione nella città. Nel contempo è dotata di matroneo, e 15 altari.  Anche se il complesso originario ha subito vari rifacimenti nel tempo, la maestosità è rimasta intatta grazie a opere d’arte come l’imponente trono episcopale e il pulpito entrambi finemente lavorati in oro zecchino e il soffitto a cassettoni della navata centrale. Ad unirsi il campanile, o meglio torre campanaria, la cui altissima  valenza è attestata dalle lapidi in latino. La costruzione del 1153 ad opera di Noslo de Remerio, è offerta alla Regina del Cielo da parte di re Ruggiero e suo figlio Guglielmo. Un atto di gratitudine dei Normanni. Davvero una cattedrale che è la storia di una città.

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