L’articolo di ieri, sui furti nelle contrade potentine, ha provocato molti interventi, alcuni diretti ad allargare l’area in cui questo fenomeno era stato inizialmente circoscritto , altri che manifestano come già alcuni interventi precauzionali siano stati presi dai cittadini, a dimostrazione che sulla sicurezza nessuno deve sottovalutare l’impegno e nessuno deve delegare ad altri quello che gli tocca fare. Nella zona che va da Giarrossa a Frascheto, cioè tutta la parte a Nord ovest del capoluogo che va da Potenza a Tito e Picerno, costeggiando a destra l’autostrada in direzione Salerno i cittadini hanno preso iniziative collettive, come quelle di un gruppo di Whats App che si incarica di scambiarsi le informazioni su personaggi o mezzi inusuali notati nella zona e di comunicare le informazioni alle autorità di sicurezza. Tralasciamo i particolari su come si opera per non mettere a rischio questo opportuno sistema di prevenzione. Quello che però inquieta molti cittadini, e su cui si sta indagando, è non solo la virulenza di questo fenomeno, con episodi da “arancia meccanica”, ma la sua contemporanea estensione in molte contrade, anche distanti dell’Hinterland potentino, quasi a suggerire una organizzazione non episodica, non casuale, non legata a pochi individui ( alcuni dei quali sono stati già fermati nei giorni scorsi) ma organizzata e rispondente ad un unico disegno criminoso. Il cui obiettivo forse può essere proprio quello di creare un allarme sociale e un clima di paura, per indurre i cittadini a proteggersi in forme anomale, come è già avvenuto in altre parti dove ad un certo punto sono spuntate persone e gruppi pronti ad offrire sicurezza,nelle forme più disparate. E’ un modus operandi che ha tanti precedenti in Sicilia, in Campania, ma anche in Toscana ed Emilia, per confermare l’ipotesi che non si tratti di qualche sbandato ma di qualcosa di più grande ed inquietante. Ecco perché insistiamo sul fatto che una vera prevenzione nasce da un colloquio costante, organizzato, professionale, sistematico tra rappresentanze dei cittadini e forze dell’ordine in un progetto che i Comuni dell’hinterland dovrebbero preparare assieme e che potrebbe consistere nella predisposizioni accurata di sistemi di videosorveglianza stradali e rionali e nella gestione collettiva della prevenzione, con un numero di riferimento pubblico che possa coordinare le varie segnalazioni ed i vari interventi. Questi progetti collettivi potrebbero godere, oltre che di detrazioni per l’acquisto degli strumenti di videosorveglianza, anche di una apposita legge regionale che poggi sul Pon sicurezza e che avvii sperimentalmente un progetto specifico, con priorità alle contrade più isolate. I Sindaci di Potenza, Tito, Picerno, Vaglio, Pietragalla, potrebbero rispondere così al clima di panico che si è determinato e scoraggiare eventuali azioni criminogene che si stanno pensando o attuando.
DELINQUENZA NELLE CONTRADE POTENTINE, SI PREPARI LA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI
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