Per quegli elettori del quasi defunto centrosinistra che riescono a superare lo shock di un Viceconte a braccetto con Pittella e De Filippo, corre l’obbligo di offrire una chiave di lettura per capire quello che, sotto sotto, sta succedendo in Basilicata. E’ da quando il Governatore si è insediato che un certo settore di centro si è mosso verso una collaborazione col Pd, sulla scia di quella che Alfano aveva deciso di fare all’indomani della creazione di NCD, Viceconte e Taddei , da tempo vicino al leader siciliano messosi in aspettativa volontaria, si sono mossi di conseguenza allacciando rapporti con l’establishment lucano . La contrattazione romana sui collegi ha fatto il resto con la Lorenzin che ha chiesto quello di Potenza per Viceconte, come i Verdi hanno fatto con Bolognetti, come la lista più Europa ha fatto con i rappresentanti lucani di Tabacci. Nulla di scandaloso, ma un gioco di alleanze che altrove è passato come ovvio e naturale ma che qui , in una realtà piccola, dove fatti e persone vengono ingigantiti, è stato vissuto con una notevole dose di perplessità, di cui noi stessi ci siamo fatti interpreti chiedendoci in un articolo “Viceconte sul palco Pd: come lo spieghiamo alla gente?. Guardando poi al microscopio questo processo aggregativo, si nota che questo gruppo centrale che si sta costituendo difficilmente riuscirà a prendere quel tre per cento che gli consente di portarsi propri deputati, e molto probabilmente i voti di Viceconte torneranno al Pd che, secondo questa balorda legge elettorale si avvantaggia dell’apporto degli alleati. Mettendo ancora più a fuoco il microscopio , si vede che in lontananza , questo gruppo rischia di cambiare il suo genoma e di proiettarsi alle regionali come l’area di centro alleata del Pd di Pittella . Non è un’ area di poco conto visto che ci sono già due consiglieri regionali, un terzo in entrata, e un Sindaco di Potenza, De Luca, che sta sfogliando la margherita ma che proprio a Viceconte e Pittella deve l’operazione card petrolio, con Viceconte che ha lavorato con la Vicari per stornare, nella riprogramamzione dei fondi, i 32 milioni che servivano per la città. Il ragionamento che viene fuori è che , superate le recriminazioni e le freddezze di chi voleva essere della partita ed è rimasto fuori, Mollica ad esempio, un gruppo così, ove esca rafforzato dalle elezioni, è in grado di portare ,alla competizione regionale, quei numeri che, insieme a quelli della Bonino, servono per essere autosufficienti rispetto a Liberi e Uguali, perché è molto probabile che se per dare l’appoggio al Governatore del Lazio , Zingaretti, il leader di sinistra Grasso, ha chiesto che la Lorenzin non sia della partita, anche in Basilicata troverà la stessa giustificazione per non allearsi con Pittella. Ed allora entrano in gioco i numeri e l’autosufficienza o meno della maggioranza uscita dalle elezioni del 4 marzo. Questa è la partita che si sta giocando.
L’OPERAZIONE VICECONTE-PACE: SOSTITUIRE LIBERI E UGUALI NELL’ALLEANZA REGIONALE
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