DI BELLO, L’UOMO CHE HA MORSO IL CANE

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La persona che più di ogni altro ha titolo per portare il vessillo della difesa dell’ambiente in Basilicata è  il Maggiore Giuseppe Di Bello,  Ufficiale di Pg alla Provincia di Potenza  con la sola colpa di voler fare interamente il proprio dovere in una terra dove il servilismo verso i potenti era quasi un atto dovuto. Nella sua attività ha incrociato un esemplare unico di cane e ha cercato di metterlo in riga, non sapendo che si trattava di un animale che godeva di molti privilegi e di altrettante protezioni. Una storia che Giuseppe Di Bello  racconta  in prima persona:

La mia è una storia di di 10 anni di fango ed ingiustizia subiti per avere semplicemente fatto il mio dovere di ufficiale di PG. Era il periodo nel quale le compagnie petrolifere aumentavano gli investimenti in Basilicata e nessuno poteva permettersi il lusso di denunciare gli inquinamenti dovuti alle estrazioni petrolifere. A mie spese faccio una lunga serie di analisi presso laboratori certificati ACCREDIA, il tutto durante giorni di ferie., Vengo denunciato il 9 gennaio 2010 da un politico dell’epoca della Regione Basilicata, supportato dall’allora direttore generale dell’ARPAB  ( lo stesso che è poi finito agli arresti per le vicende del termodistruttore Fenice di San Nicola di Melfi). La denuncia a mio carico era per aver dichiarato pubblicamente che la qualità delle acque ad uso umano e potabile per milioni di cittadini di Puglia Campania e Basilicata avevano avuto un decadimento a causa delle estrazioni petrolifere. Sei anni dopo sono venute alla luce le cose che io denunciavo in piena solitudine: una rete fatta di abusi ed omissioni con arresti e sequestri noti con il nome di Petrolgate 1 traffico e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi da attività estrattive di petrolio e gas; ho vinto 2 volte in cassazione ed il 6 dicembre 2018 si è chiuso tutto quanto presso la Corte d’appello di Napoli. Nella 17^ legislatura sono stato componente della Commissione Ecomafie. Nel febbraio 2017 si scopre una perdita di greggio dalle mega cisterne del centro oli di Viggiano pari a centinaia di tonnellate di petrolio riversatosi nelle acque di falda di Viggiano; in quella circostanza eseguo 23 analisi delle acque tra falda, fiume AGRI, Invaso del Pertusillo, fontanini delle acque di Bari, Casamassima e Leverano tutte città alimentate dalle acque del Pertusillo. In tutte quelle analisi vi era la presenza nonostante i trattamenti ricevuti dalle acque degli idrocarburi. L’intera ricerca viene inoltrata alle Procure di Roma, Bari, Lecce, Potenza ed alla Regione Puglia. Nello stesso periodo grazie all’autorizzazione della Commissione Ecomafie, all’Istituto Superiore di Sanità prelevo 90 ciprinidi (Carpe ) ed alcuni Pesce Persico (salmonidi) per le analisi delle cianotossine ed i metalli pesanti presenti nei loro organismi. Le analisi vengono effettuate dall’Istituto zooprofilattico di Foggia, dall’Università di Valenzano (BA) facoltà di Veterinaria e supervisionati dall’Istituto Superiore di Sanità, anche questi dati vengono inoltrati alle Autorità Competenti oltre a far parte di una ricerca scientifica pubblicata su riviste internazionali. Questi dati fanno parte dei processi petrolgate 2 e 3 per disastro ambientale che si stanno celebrando presso il Tribunale di Potenza. Per la cronaca il processo Petrolgate 1 per traffico e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi da attività estrattive di petrolio e gas ha già avuto una condanna in primo grado dei manager delle compagnie petrolifere.

Insomma una conferma clamorosa della bontà del suo lavoro…..

Si , e la cosa più gratificanre è che nel 2022 lancio una petizione alla Commissione Europea per invocare il principio di precauzione a tutela delle acque e della terra di Basilicata e della salute dei Lucani; la petizione è accolta ed io mi reco nel settembre 2023 a parlare di persona a Bruxelles nella Sede del Parlamento Europeo in Commissione unitamente all’Europarlamentare Rosa D’Amato, c’è il video del mio intervento nel quale ho chiesto lo stop ai fondi del PNRR Ter rispetto alla voce che finanzia ulteriori estrazioni di petrolio e gas nelle aree già sature per un aumento del 20% senza alcuna licenza ulteriore.

Riabilitato anche sul lavoro, e non solo

Per la cronaca sono rientrato in servizio nel marzo del 2020 una settimana prima dell’epidemia Covid-19. Nel 2023 ricevo l’ambito premio di encomio solenne nella Festa della Polizia Locale di Basilicata 2023, precedentemente avevo ricevuto il Premio di Italia Nostra 2019 Umberto Zanotti Bianco con celebrazione dell’evento al Senato della Repubblica.

Lei ha contribuito alla stesura del programma per la tutela  dell’ambiente e delle persone. Può riassumere in poche parole i punti essenziali intorno ai quali c’è l’impegno del suo paritto?

Si, il PETROLIO innanzitutto. Bisogna fermare la realizzazione di nuovi pozzi, lottare contro l’ipotesi di sfruttamento dei giacimenti in aree costiere, subordinare eventuali ulteriori incrementi produttivi alla verifica e alla messa in sicurezza dello stato ambientale,. E poi la costituzione di una autority regionale con poteri ispettivi. Ultimo, ma non meno importante, la definizione di un protocollo di sicurezza per i cittadini e l’ambiente nelle aree interessate dalle estrazioni. 

Petrolio e salute sono un binomio inscindibile. Come siamo messi per quanto riguarda la tutela delle persone?

Le valutazioni di impatto sanitario hanno accertato una connessione tra estrazioni di petrolio e gas ed aumento della mortalità (vedasi VIS Viggiano- Grumento), i costi delle insorgenze finiscono per gravare sul bilancio Regionale, invece andrebbe trovato nelle compensazioni ambientali legate alle estrazioni gli importi che la Regione Basilicata sarà chiamata ad affrontare per far fronte ad insorgenze causate dalle estrazioni.

C’è una evidente sottovalutazione del problema delle conseguenze di questa evidente alterazione del territorio. Sembra che le royalties vengano usate come balsamo per tutte le ferite

Si, i fatti finora dicono che le compensazioni ambientali non hanno prodotto sviluppo perché dispersi in mille rivoli che sono andati a sanare i bilanci o a dare marginale sollievo alle popolazioni. Non si è mai scelta la via coraggiosa della più volte richiesta costituzione di un fondo regionale per l’occupazione  e di una , riduzione della bolletta energetica per le aziende che trasferiranno in Basilicata sede amministrativa e produzione. Questo senza dire che  manca un patto nazionale di rinegozazione delle royalties  che dovrebbe essere un atto dovuto ad una regione che ha sacrificato le sue risorse per l’intera Nazione

E che diciamolo pure, ha messo in crisi interi settori, come il turismo e l’agricoltura

Esatto, le recenti proteste dei trattori hanno messo in luce l’impoverimento di un settore indispensabile per la corretta alimentazione dei cittadini, la Basilicata deve rilanciare il settore primario per una duratura ripresa che si possa fondare sulle solide tradizioni agricole e sulle sue imprese. Negli ultimi anni le imprese del settore hanno pagato un durissimo prezzo per la crisi che ha investito l’economia globale. La diminuzione dei prezzi di vendita dei prodotti per tutte le produzioni agricole e zootecniche, ed i tagli voluti tanto dal Governo quanto dall’Unione Europea, hanno prodotto un calo netto dei redditi degli agricoltori. I costi dei carburanti e delle materie prime  sono stati esageratamente aumentati, dagli speculatori ed aggravate  dalle emergenze meteoclimatiche ed ambientali globali.  

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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