
Leonardo Pisani
Onorevole Blasi, la vedo troppo impegnato. I Social non perdonano sui suoi movimenti. Sabato 25 marzo sarà contemporaneamente in tre posti alla stessa ora. Ad un reading di poesia a Venosa, alla presentazione del nuovo libro di Monaco a Sasso di Castalda e al Cestrim di Potenza per una testimonianza poetica su un lavoro di Franca Coppola.
Non le sfugge niente, caro Prof. In realtà ho marinato la scuola. Non sono stato in grande forma. L’influenza mi ha bloccato per una settimana. Ho mancato diversi appuntamenti, ai quali, per altro tenevo molto. Più di tutti il decennale del Premio Internazionale di Poesia della Universum: “Città di Potenza”. Riuscirò solo a rispondere alla chiamata dell’Accademia Tiberina per una lctio sull’Autonomia in Costituzione e poi di Teresa Tancredi sulla poesia dialettale potentina. Non potevo mancare. Le avrei lasciato, visto che siamo entrambi nella locandina, caro il mio prof Pisani, tutta la scena …
Con Lei la divido volentieri, ci integriamo bene. Poi, io parlo solo l’aviglianese, una lingua madre
gloriosa, Lei si sofferma sul dialetto del borgo potentino. La sua dimensione, come dire, è molto rurale… Ovviamente avvisiamo i lettori che stiamo scherzando..
Come, nei suoi scritti, ci ha testimoniato il potentinologo Lucio Tufano, il dialetto gallo italico, quello che parliamo nel potentino esteso, “ha una sua fierezza principesca, una freschezza ottocentesca, è il risultato di eretismo cataro e rivoluzione francese”. Vive di contaminazione fra Europa occidentale e orientale. Teresa Tancredi è brava, fa ricerca, studia, si documenta e non improvvisa. Le sue commedie sono un compendio di passione e professi

onalità. Il fatto che coinvolga anche Lei, che scende nel nostro borgo dalle cascine aviglianesi ne è testimonianza.
Anche noi della Madre Terra aviglianese a volte raggiungiamo i sobborghi. Ora uscendo da questa polemica localista, Le vorrei chiedere una prima cosa. Il Pd di Elly Schlein è in grande crescita, la segretaria si sta mostrando dinamica, molto di lotta…
E poco di governo. Nel senso che ha spostato l’asse del partito in uno spazio che la sinistra americana ed europea occupa da tempo. Il mainstream radical. Attorno alla giovane neo leader si sono coagulate le minoranze radicali e liberal della sinistra, omologate al mainstream con l’inchino ossessivo al trittico: lgbt+, immigrazionismo e ambientalismo e attenzione anche ad un quarto elemento: il pacifismo salottiero e di piazza.. La Schlein incarna la radicalizzazione di una cultura che eleva la soggettività ad una specie di categoria totemica e sradicante a cui sacrificare ogni concetto di appartenenza. La vittoria del desiderio e della felicità personale. Direi il primato della felicità rispetto ad un coinvolgimento sociale più strutturale, E’, caro prof, il contrario del marxismo. Nella scelta della guida di Via del Nazareno si certifica il trasloco del baricentro politico della sinistra, che ammaina il vessillo dei diritti sociali (lavoro, produzione e welfare) per impugnare i simboli dei cosiddetti diritti civili alimentati dal cangiante e illimitato desiderio soggettivo in un orizzonte di “stabile” precarietà esistenziale.
Lei è molto netto in questo giudizio. Ha visto come la Schlein è fiera davanti le telecamere. Non ha mancato una piazza e neppure un salotto televisivo. Suona bene anche il piano.
Non sono duro Faccio liberamente un’nalisi sociologica e politica. D’altronde i nostri dialoghi sono per antonomasia non politicamente corretti. O, no? La nuova segretaria del Nazareno è dolce e dura contemporaneamente. Consiglio ai nostri lettori uno sguardo non pettegolo al romanticismo delle foto di Diva e Donna di questa settimana che riguardano la vita privata della vincitrice delle primarie Pd. Comunque, le sue obiezioni, prof Pisani, confermano e non indeboliscono le mie considerazioni. La segretaria è molto hollywooddiana, totalmente immersa in questo mondo che porta dritto dalla via Emilia alla Route 66, grande fascino per una strada come nessun’altra. Detta Mother Road da John Steinbeck in Furore, oltre 3.000 km che vanno da Chicago a Los Angeles. Mi dica che non c’è seduzione in questo. Con un pianoforte sulle spalle, cantando Imagine di Lennon …
E sul piano politico
E’ la frontiera della nuova sinistra. Le borgate, gli anziani, i poveri, gli operai alla Meloni e a Salvini. Gli Oscar, i David di Donatello, i Parioli, l’Annunziata, Rai Tre e i nuovi diritti alla Schlein. A perdere voti sarà Conte. Ormai siamo passati dal Movimento Cinque Stelle al Movimento Cinque Schlein. Ha visto la sovrapposizione sul Salario Minimo, sulle questioni ambientali, sull’immigrazione, fino al pacifismo. Su Conte c’è un’OPA della Schlein. Le parti si sono capovolte in poche settimane.
Come reagirà la Meloni?
Il mondo di Schlein è lontano anni luce da quello di Giorgia Meloni. Europa e Stati Uniti vivono questa frattura fra sinistra radicale e destra identitaria, neppure l’Italia sfugge a questa condizione. La Francia ha in Macron un modello liberale e riformista che regge fra questi due poli fortemente contrapposti. Ma non credo che il presidente francese possa diventare un modello aldilà delle Alpi. Per alcuni momenti ho pensato di si. Ho creduto che Forza Italia, Renzi e Calenda potessero incarnare in Italia il macronismo. Mi sbagliavo!
Quindi spostamenti di voti fra destra e sinistra sono impensabili?
Sono impossibili. Il nuovo segretario del Pd dovrà immaginare un partito con una vocazione maggioritaria. Primo obiettivo: dimezzare il consenso dei Cinque Stelle. Poi, poi … c’è un elemento che gioca a suo favore e che ho osservato nei recenti sondaggi. C’è una quota significativa di indecisi nella fascia giovanile che guarda alla Schlein con favore. Posto che il bacino dei non votanti è esteso e pesa per il quaranta per cento degli italiani, se la Schlein aggredisse quest’elettorato incerto magari farebbe il botto. Ma sono processi lunghi, ci vogliono anni non settimane. Per ora Giorgia Meloni deve solo guardarsi dai suoi alleati che in parlamento sono rappresentati molto aldilà e di più dei loro stessi voti nel paese. Questa alleanza di centro destra si basa su equilibri non ancora del tutto consolidati. Ha visto le assenze dai banchi di governo dei ministri leghisti durante le comunicazioni della Meloni.
C’è una battaglia politica sulle nomine.
Ci sono più pulsioni che il centro destra farebbe bene a far rientrare. Una coalizione si regge su senso di disciplina e appartenenza e responsabilità prima che sulla visibilità dei singoli leader e dei singoli partiti.
Nelle sue Pillole su Faceboock e Twitter ha preso posizione netta sulla questione della maternità surrogata …
C’è, sul terreno dello scontro ideologico, un elemento fuorviante. I diritti delle coppie, tutte le tipologie di coppia, devono fare i conti con il rispetto del bambino e delle persone in quanto agenti positivi e mai passivi del dono della vita. Trasformare il dono in un fatto meccanico, privo di significato, trasferibile come in uno scambio, introduce l’elemento della mercificazione, dell’utero in affitto o per denaro o per corruzione che favorisce uno squilibrio emotivo e di classe sociale del tutto inaccettabile.
I ricchi ne vengono fuori sempre in piedi. E’ anche questo che sta dicendo?
Ha visto Ronaldo, parlo di CR7, che si è fabbricato coppie di gemelli affittando uteri come fosse al supermercato. Le sembra etico? Giusto? Moralmente sostenibile?
No! Siamo d’accordo. Piuttosto, c’è anche un tema di equilibrio nell’informazione su questi temi.
Non mi faccia riparlare del politicamente corretto, del mondo ch c’è dietro la Schlein. Chi informa deve offrire un quadro chiaro, inequivocabile della complessità di questo contesto. Tifare per la libertà e per i diritti significa promuovere la libertà in tutte le sue componenti e spingere i diritti fino a quanto non cozzano con altri diritti fondamentali.
Ha visto, il suo amico Nino Grasso è tornato a scrivere sulla Nuova del Sud. Passo brevemente a temi locali. Nel primo articolo ha praticamente parlato di una candidatura di Gianpiero Perri, collaboratore di Bardi, a Presidente della Regione Basilicata nella prossima legislatura. Nel secondo si è scagliato contro l’autonomia differenziata che, invece, Lei sostiene, Onorevole Blasi …
Andiamo per gradi. La sua domanda coinvolge un caleidoscopio delle mie amicizie più tenaci. Nino Grasso e Donato Macchia, il suo editore. Rappresentano una stagione positiva della mia vita pubblica. Con loro ho condiviso progetti editoriali e una sincera passione culturale prima che politica per la nostra comunità regionale. Ad entrambi sono legato da stima e amicizia. Nino, nel suo primo articolo, pone un tema che serve a mischiare le carte nel centro destra. Butta una bombetta a mano nel campo avverso. Indica Giampiero (Perri), altro mio amico carissimo, persona di qualità morali e intellettuali indiscutibili, come possibile outsider bardiano. Ma Gianpiero non tradirà mai la fiducia del presidente Bardi. Ha fatto una scelta qualche anno fa e la porterà avanti con tutto se stesso, fino alla fine. Perri vince se Bardi sarà ricandidato. Non c’è una terza via per lui. Neppure la immagina. Piuttosto la scelta del prossimo candidato presidente del centro destra si opererà su un tavolo romano. Riguarderà livelli non regionali. La melina e le mire personali, partitiche, e dei diversi gruppi, chiamiamoli di potere, si dirimerà fra Palazzo Chigi e le sedi di partiti e ministeri. Ognuno giocherà le sue carte poi si opererà una sintesi. Non escludo un colpo di scena, una candidatura diversa dai nomi che si fanno. Per capirci un’operazione simile a quella che ha portato il presidente Rocca, della Croce Rossa italiana, a guidare la giunta regionale del Lazio.
E se fosse una donna?
Io ho anche il nome. Ma lo tengo per me. Capisce bene che non si può anticipare una cosa del genere. I nomi di questo scenario sono due, un uomo e una donna. E vengono tutti e due dallo stesso mondo. Ma per ora sussurriamo, canticchiamo guardando in alto, se vuole, fischiettiamo, lasciamo le caselle in bianco.
E a sinistra?
Non le ho risposto sull’Autonomia.
Lo faccia in poche battute.
L’autonomia e il decentramento sono dentro la Costituzione. Sono istituti che vanno applicati. Sono i vecchi modelli della pubblica amministrazione e della politica del Sud che hanno prodotto sottosviluppo, servizi sotto la media nazionale, emigrazione e spopolamento.
Le chiedevo di cosa succede nella sinistra lucana.
Su questa parte del campo di gioco della politica regionale, Nino Grasso, dice ai tre partiti: Terzo Polo, Pd e Cinque Stelle, state insieme. Se non lo fate perdete in partenza. Io credo Che il Pd di Lettieri, altro amico a cui auguro un lavoro fecondo, e i Cinque Stelle staranno insieme. Ma i voti sono davvero pochini. Serve un progetto più ampio e che sia anche attrattivo. Difficile per ora immaginarlo. Dovranno usare fantasia e aprirsi al civismo, ai movimenti. Un po’ il modello Valerio Tramutoli di cinque anni fa. lavorare anche con intelligenza sulla sponda materana che chiama ad una mobilitazione antipotentina tutto il suo territorio. Invece, il Terzo Polo, per come conosco Marcello Pittella e i renziani, aspetterà una eventuale divisione del centro destra per incunearsi in una sorta di terza, quarta via. Non riesco a immaginarli con i Cinque Stelle. Ma è ancora presto. Staremo a vedere …
La saluto dalla Capitale… Che non è Roma…
Ancora con questa storia … Deve farsene una ragione. Comunque voi aviglianesi siete davvero identitari. Quasi come la Meloni!