DIAMO LE ARMI GIUSTE AI MEDICI DI FAMIGLIA. APPELLO DI ITALIA VIVA ALL’ASSESSORE LEONE

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I consiglieri regionali di Italia Viva , Braia e Polese, hanno giustamente richiamato l’attenzione dell’Assessore Leone sulla necessità di coinvolgere operativamente i medici di famiglia e quelli di continuità assistenziale in questa emergenza coronavirus, facendone sentinelle organizzate sul territorio. La proposta è di anticipare l’attuazione della decisione ministeriale di dotare queste categorie, opportunamente organizzate in team, di attrezzature idonee a formulare diagnosi più complete e tali da ridurre l’affollamento degli ospedali. Se , in questa circostanza, non c’è stato l’assalto ai pronto soccorsi è perchè questo fronte ha comunque retto, limitando i danni di ordini contraddittori e di ordinanze frettolose attraverso il personale rapporto con l’utenza . Questa prima linea , pur acciaccata da una politica sanitaria che , quasi dovunque, non l’ha mai valorizzata seriamente sarà chiamata nel corso dei prossimi giorni ad un impatto notevole con l’emergenza pandemica, anche per via dei tanti meridionali che sono tornati dal Nord, ritenendo che la famiglia sia il luogo più protettivo di tutti. In molti paesi, è grazie alla presenza dei medici di famiglia che si riesce a tenere sotto controllo  la popolazione, anche per via della scarsità demografica che li contraddistingue. Abbiamo già avuto modo di dire che  quando sarà passata la buriana , il Governo da una parte e i Governatori regionali dall’altra, proprio alla luce dell’esperienza fatta, dovranno ripensare il ruolo e la funzione di questa categoria e a come trarre da essa il meglio in termini di professionalità e di operatività sul campo, possibilmente sgravandola dal peso delle scartoffie e da un rituale anacronistico nella ricettazione. L’idea sulla quale lavorare è di a) agevolare con una legislazione adeguata la creazione di team tra medici di famiglia e di continuità assistenziale in modo da migliorarne la risposta b) semplificare la ricettazione rispetto agli utenti portatori di malattie croniche c) affiancare ai team dei centri servizi nei quali far confluire le attrezzature diagnostiche di prima necessità in modo da aiutare subito i medici di famiglia a inquadrare il paziente e a decidere se è il caso di indirizzarlo verso l’ospedale , d)  varare un ampio programma di formazione congiunta tra medici di famiglia e medici ospedalieri per migliorare , nella collaborazione, la risposta di entrambi e) potenziare gli organici di prima linea e rendere appetibile il loro ruolo, anche prevedendo la introduzione di collaborazioni amministrative da assegnare ai team, tipo la creazione di un Cup specifico, per graduare le visite ed evitare l’assembramento nelle sale d’attesa.  Il problema che i consiglieri regionali Braia e Polese pongono è quello di sperimentare, con un lavoro congiunto tra organismi associativi  dei medici e la regione, la possibilità di fortificare questa prima linea nell’ accertamento del contagio e nella selezione delle priorità o delle urgenze da inviare a trattamenti intensivi.  E’ mia opinione che i soldi che eventualmente si spendono intorno a questo primo fronte di guerra sono soldi ben spesi. E non è  da escludere come fatto di emergenza che tra Regione e medici di famiglia ci possa essere anche l’idea di un ricorso alla sanità privata, laddove essa fosse capace di organizzarsi sul territorio per fornire prestazioni di cui è probabile che si debba avere bisogno. L’assessore deve valutare tutte le strade per farsi trovare pronto. E questa , data la capillarità della presenza sul territorio e il ruolo riconosciuto di primo interlocutore delle famiglie, mi sembra una strada alquanto interessante. ROCCO ROSA

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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