DINO COLLAZZO: ” NON ERA TUTTO DA RIFARE”

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Serata burgentina tra la Storia e le storie.

di GERARDO ACIERNO

 

 

Sotto la discreta, severa, serena ‘tutela’ della scultura che impersona Mario Pagano, ‘l’Uomo delle libertà’ e patriota italiano, a Brienza, con la luna a far capolino tra i rivisitati merli del Castello Caracciolo, il 1° agosto, rispettando tutte le misure antipandemia, nella piazza del Municipio è stato presentato il bellissimo libro di Dino Collazzo “NON ERA TUTTO DA RIFARE” edito da ‘et cetera Libri’ di G. Viggiano.

Dino Collazzo, magistrato a Potenza, studioso di storia locale, animatore culturale, in prestito alla politica e distintosi negli anni delle “scorie”di Scanzano, ha raccolto in centosettanta pagine, ricche di note e di spunti preziosi per ulteriori ricerche, “le storie di un mondo irrimediabilmente perduto senza che ne siano  rimaste nemmeno le pietre a ricordarcelo”.

Nella sua intensa e appassionata presentazione il professore Alfonso Conte, docente di Storia contemporanea all’Università di Salerno ha sottolineato la fortuna che Brienza ha, ospitando questa serata e accogliendo tra i suoi numerosi e autorevoli personaggi pubblici anche Dino Collazzo con questo suo ‘gran bel libro’.  “La storia locale – ha continuato il giovane professore salernitano –  non è un genere inferiore, anzi, essa affonda le sue radici nella tradizione anglosassone, e ne sviluppa senso civico e senso di appartenenza. Dino gioca tra il generale e il locale, senza scadere nel localismo. Racconta storie di un cambiamento, personale e collettivo; di una generazione e di un intero paese; di una comunità ed è riuscito perfettamente a farsi un autoritratto nello stesso momento in cui ha scattato una foto di gruppo.

Più tecnica la rilettura del testo da parte della giornalista Veronica Turiello che ha sottolineato la complessità del libro, ha portato in primo piano l’importanza dei rapporti interpersonali che sempre sono stati sicuri supporti alla vita dei nostri paesi meridionali e ha concluso invitando a non dimenticare, a mantenere memoria del nostro passato pur senza alcuna nostalgia o rimpianto.

A noi che abbiamo letto con accorata simpatia il testo di Dino Collazzo al quale ci lega una lontana amicizia e stima, ci va di sottolineare che egli, nel descrivere gli anni di oltre un secolo burgentino, mette in risalto la bellezza e l’importanza dei beni relazionali oltre a quelli materiali, artistici e storici.

Le storie che Collazzo racconta appartengono al suo mondo; molte di quelle storie che racconta, le ha vissute in prima persona; altre le ha desunte da documenti e ricerche, rovistando nelle cappelle del paese, nelle antiche biblioteche di palazzi signorili, negli archivi comunali e soprattutto ci sono piaciute quelle che a lui sono arrivate lungo gli infiniti corridoi di quella casa del Tempo che è la Memoria, la quale non cancella ma sommerge. E tutto resta.

Memoria sua e di altri, di compagni, amici, familiari, preti, sagrestani, uomini di scuola e di scienza, gente di bottega e di campagna, insomma il popolo per usare un sostantivo che sappiamo piace molto a Dino Collazzo.

Eppure, come tutte le cose belle che sempre nascondono un lato più amaro e malinconico, anche queste pagine, soprattutto quelle finali, Dino ha voluto inumidirle di una lacrima, ricordando il carissimo fratello Mariano andato troppo presto a firmare ‘ un contratto con gli angeli’.

Ma “ NON ERA TUTTO DA RIFARE” è anche la storia degli anni della grande illusione, non soltanto quella di Brienza, ma quella italiana, quella del prima e del dopo terremoto dell’80, quella degli anni di piombo e della strage di Bologna; quella della crisi economica, del delitto Calabresi, delle Brigate Rosse. E fu allora che la generazione di Collazzo abbandonò per sempre “la sua piccola, borghese, italianissima Età dell’innocenza”.

 

“Me felice,

se il più lieve giovamento

questi miei pensieri potranno recare,

e soprattutto ai miei cari concittadini”

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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