Ci hanno azzeccato in pieno quelli che avevano scommesso sulla continuazione del trend di acquisizione dei dirigenti della sanità da fuori regione. E’ successo di nuovo e noi che siamo ospitali diamo il benvenuto ai nuovi arrivati che non hanno colpa se qualcuno li ha chiamati per venire a mettere la loro professionalità al servizio di una regione povera e negletta. Il problema che nasce da questa reiterato comportamento ormai è tutto politico e riguarda il messaggio distorto e frastornante secondo il quale qui , sul piano burocratico, siamo un popolo di incapaci , se non peggio. Delle due l’una: o è vero e bisogna ricorrere ai rimedi, oppure qui siamo in presenza di una occupazione dei posti chiave in nome di una persona, o una squadra o un partito, ancora non si sa. Se il rimedio non è mettere i lucani ma i migliori, allora le possibilità che si aprono sono due : rendiamo noti al pubblico i titoli e i curricula di tutti quelli che hanno occupato la sanità lucana, a cominciare dal direttore generale del Dipartimento per finire all’ultima arrivata a Matera e compariamoli pubblicamente con i curricula degli altri pretendenti lucani . Questa comparazione servirà a convincere che sono stati scelti i migliori e non quelli che servivano al selezionatore e che effettivamente ci sono professionalità che non potevano rinvenirsi sul mercato locale. Altrimenti , sul piano politico una maggioranza deve rispondere di un grave pregiudizio rispetto alle capacità dei lucani , forse maturato per il sospetto di vicinanza col passato e quindi di diffidenza verso tutte le professionalità indigene. E non aiuta a cambiare giudizio il fatto che non si dia mano ad un concorso per dirigenti, pur in presenza di una voragine di organico che con la fine dell’anno si vedrò passare da 22 dirigenti in servizio su 78 in organico a 19 in servizio per poi passare a sedici nel corso dei primi mesi del nuovo anno. Una catastrofe rispetto alla quale l’Amministrazione avrebbe dovuto procedere con tutta urgenza, affrontando il problema di petto, rimuovendo le obiezioni della corte dei Conti e attivando subito le procedure con le nuove regole imposte da Brunetta che facilitano le selezioni e danno più sicurezza sui titoli e sulla valutaizone della professionalità. Con i concorsi, se fatti come si deve ( e nessuno può minimamente dubitare sulla buona fede di chi ci rappresenta) sarebbe la risposta più civile ,più democratica e più esaustiva al quesito se sulla qualità della dirigenza siamo di serie B e se questo giustifica pienamente la campagna acquisti. Quello che intanto va registrato è che Sindacati, ordini professionali, associazioni imprenditoriali che pure hanno lavorato per la vittoria di questa compagine, non spendano una parola, a dimostrazione che, anche qui, cinicamente, il potere logora chi non ce l’ha. Rocco Rosa
DIRIGENTI, LA CAMPAGNA ACQUISTI CONTINUA
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