DIRIGENTI REGIONALI: CICALA E LIBUTTI METTONO LE LEGGI SOTTO I PIEDI

0

In quest’epoca di impazzimento da Covid capita che un Dirigente generale si trasformi in legislatore de facto e stabilisca che una legge non è applicabile. E’ successo al consiglio regionale , la cui Amministrazione non fa passare la giornata se non ha trovato modo di arrivare sui giornali, che se ne parli bene o male è lo stesso. Dunque c’erano da rinnovare gli incarichi dirigenziali nel Consiglio regionale e il Dirigente Generale ha sentenziato che non c’era bisogno di  attivare preventivamente l’interpello e cioè chiedere agli interessati di far valere il loro interesse a occupare un ufficio o l’altro. Non è cosa da poco perchè è vero che il Dirigente ha una funzione peculiare, ma se per professione è un ingegnere preferirà una direzione tecnica e se è avvocato un ufficio dove si mastica legge tutto il giorno. Oddio, non è che la legge sia perfetta e questa richiesta di interpello non è che un passaggio del tutto formale, nel senso che l’amministrazione può sempre decidere che un laureato in economia e commercio vada a dirigere il sistema informatico e che l’ingegnere informatico vada a guidare l’ufficio del personale. Cose che si sono viste. Però la legge è legge e ,almeno nella forma va rispettata, altrimenti si incorre semplicemente in un atto che è illegittimo. La spiegazione assurda e che, questa sì, è motivo di impugnazione è che non vi sarebbero in primo luogo «i presupposti per mettere a bando e, successivamente, procedere ad ipotetiche riassegnazioni delle posizioni dirigenziali del Consiglio», poiché «i diritti derivanti dai suddetti contratti possono farsi valere anche in sede di tutela giurisdizionale». L’Ufficio di Presidenza, dunque, ha conferito i citati incarichi dirigenziali in violazione delle specifiche disposizioni espressamente previste dall’art. 19 del d.lgs. n. 165 del 2001, nella parte in cui stabilisce che «L’amministrazione rende conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale, il numero e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella dotazione organica ed i criteri di scelta; acquisisce le disponibilità dei dirigenti interessati e le valuta». Tale regola- dice in una nota sindacale la DIRER- è ricalcata anche dall’art. 2, c. 3, LR n. 31 del 2010, laddove dispone che «L’amministrazione rende conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale, il numero e la tipologia dei posti di funzione dirigenziale non generale che si rendono disponibili nella dotazione organica ed i criteri di scelta; acquisisce le disponibilità dei dirigenti interessati e le valuta». Il cit. Organo del Consiglio regionale, invece, ha affidato gli incarichi dirigenziali senza aver preventivamente svolto l’essenziale interpello rivolto a tutti i dirigenti del ruolo unico regionale, pregiudicando in tal modo ingiustamente gli altri dirigenti appartenenti al ruolo unico della dirigenza regionale, che pure ha dimostrato di aver ben presente allorquando vi ha proceduto, avendo richiamato la delibera di Giunta n. 106 del 2015, adottata in attuazione dell’art. 24, LR n. 7 del 2013, all’esito dell’intesa con l’Ufficio di Presidenza di cui alla deliberazione n. 9 del 2015. Non solo, ma in tal modo è stato del pari pregiudicato il principio della rotazione degli incarichi dirigenziali. Solo per mero scrupolo, si ribadisce che il rispetto delle regole fissate  dal legislatore statale e da quello regionale, non sono incise neppure minimamente dalla invocata autonomia del Consiglio regionale e men che meno – come pure adombrato – dalla inapplicabilità sempre al Consiglio regionale del regolamento n. 1 del 2021. Infatti, la inconferenza di tali rilievi è stata evidenziata in tutte le occasioni di confronto con la delegazione di parte pubblica. Non solo, ma gli stessi sono stati condivisi ed approvati nel corso del confronto tenuto in collegamento da remoto il 28 aprile 2021, aperto non solamente ai propri iscritti, ma anche a quei dirigenti regionali non iscritti che avevano manifestato l’interesse a far sentire il proprio pensiero circa la importanza di mettere ad interpello la totalità degli uffici vacanti, ivi compresi quelli del Consiglio regionale, fatti salvi quelli di diretta collaborazione, come coerentemente indicato dal Capo di Gabinetto nel corso del confronto sindacale del 12 aprile 2021. Purtroppo, nonostante tali istanze siano state esposte in più occasioni, compresa quella della prima tornata di contrattazione dell’Area dirigenziale del 3 maggio 2021, sollecitando l’adozione di un intervento che ripristinasse la legalità palesemente violata, non si è avuta alcuna risposta, anzi si sono intensificati gli interventi sulla stampa, che – forse – non hanno contribuito ad individuare gli esatti confini della vicenda Il Sindacato dei dirigenti ha invitato l’Ufficio di presidenza  a porre in essere ogni e più opportuna iniziativa volta all’annullamento degli incarichi dirigenziali conferiti nel corso del 2020 e a riassegnarli all’esito dell’interpello rivolto ai dirigenti del ruolo unico della Regione, alla pari – naturalmente – della totalità degli uffici della Giunta regionale, con esclusione solamente di quelli di diretta collaborazione.

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento