“DOPO 2 CONSILIATURE MI PIACEREBBE LAVORARE PER LA CITTÀ”: VINCENZO TELESCA PARLA DI POTENZA 2024

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

DI LEONARDO PISANI

Vincenzo Telesca, avvocato potentino e consigliere comunale dal 2014, è tra i nomi che più circolano a Potenza come prossimo candidato a sindaco per il centrosinistra. Non ha tessera di partito in tasca ma non per questo non svolge un ruolo politico chiaro all’interno del campo – articolato ma non troppo largo – democratico e riformista cittadino. Puntale nell’analisi, esperto di pubblica amministrazione, sposta più in alto l’asticella del dibattito politico della città capoluogo di regione, cercando di individuare  i nodi scoperti dell’amministrazione Guarente e avanzando proposte. Dice di essere pronto anche ad assumere la guida della città, chissà cosa ne pensano i suoi alleati politici e gli altri consiglieri comunali di minoranza. Ma certamente non gli difetta il coraggio che in politica, si sa, è una delle leve della leadership.

Consigliere Telesca, esiste ancora una maggioranza in consiglio comunale?

Una maggioranza di facciata, per non dichiarare coram populo il fallimento esiste in modo evanescente. Dichiarano di essere compatti ma quando realmente serve si sciolgono come neve al sole. Abbiamo un Presidente di Consiglio che non viene eletto da oltre un anno, l’amministratore dell’Acta scelto senza accordo unanime, tanto da portare alla ribalta nazionale la questione con interventi ripetuti di ministri ed esponenti di spicco della politica nazionale. Interventi in città che non vengono effettuati con soldi a disposizione per meri litigi interni. Da ultimo, anche una delibera che porterebbe alle assunzioni di dipendenti in forza della Polizia Municipale giace polverosa nella segreteria della giunta senza mai varcare l’uscio della stanza dei bottoni, in attesa che le beghe politiche vengano sedate. Quando si dice che si amministra per la città e per i cittadini!

A proposito di ACTA, a leggere e sentire il cittadino comune la situazione sembra essere molto più complessa. Mi spiego meglio: parlo di pulizia, messa in sicurezza delle aree verdi in città, spazzatura. Insomma, se le questioni politiche sembrano risolte non sembra lo stesso con tutto il resto.

La gestione dell’Acta è stata fallimentare e credo che il nuovo amministratore, considerato il punto di partenza e con un quadro politico così dilaniato poco potrà fare nell’immediato. Durante i consigli ho più volte sentito dire ad esponenti della maggioranza che l’Acta andava riformata che il servizio reso era scadente e da modificare, che bisogna procedere con la riscossione della TARIC non versata, che bisognava estendere il porta a porta, che bisognava aiutare il servizio con telecamere. Solo chiacchiere. In campagna elettorale ti puoi permettere di snocciolare i desiderata ma quando siedi in consiglio comunale e sei maggioranza devi agire, intervenire e dare risposte. La città vive uno stato penoso per la pulizia e la raccolta dei rifiuti. La derattizzazione e disinfestazione langue. La cura del verde, pur in presenza di validissimi funzionari comunali e del continuo sostegno della comunità montana langue. Basta aprire i social per comprenderne a pieno la situazione surreale.  .

Tra i grandi temi di questa città resta sempre irrisolto quello legato al destino di Bucaletto.  Anche qui pensa che sia tutta colpa della maggioranza? La questione risale al secolo scorso e tante e varie maggioranze si sono succedute al governo della città. 

Una colpa immensa. Se i cittadini dovranno attendere ancora molti anni per avere una abitazione degna di tale nome è solo colpa di questa maggioranza. Su Bucaletto esiste una somma immensa da poter essere utilizzata. Quasi 50 milioni di euro di varie derivazioni. Chiedo a lei di indicarmi dove poter trovare una prima pietra posta da questa amministrazione. È stata persino capace di estromettere un ente che costruisce case di mestiere per realizzare, forse, la metà delle abitazioni previste e non si sa in quale anno. Però si dilettano a fare selfi nei pressi di un futuro parco giochi che dovrà essere realizzato in Bucaletto. Quindi, il messaggio che passa è racchiuso un po’ nell’antica locuzione latina: panem et circenses. Per celare l’inettitudine ad amministrare affrontando i reali problemi in un luogo in cui bisognerebbe intervenire in modo organico, strutturale e programmatico si realizzano parchi giochi sperando in un futuro consenso elettorale.

E le opposizioni in consiglio comunale esistono? Diciamo la verità: molti comunicati stampa congiunti ma poca azione politica comune. 

Si, manca l’azione politica comune. È il riflesso dei tempi, purtroppo. Ha presente il palio di Siena quando fantini e purosangue sono schierati per la partenza? Sembrano tutti coesi, fianco a fianco. Ma a turno si staccano alla ricerca della migliore partenza per arrivare di volata quando si abbassa la corda della partenza. Il centro sinistra lucano vive una lunga fase di transizione, iniziata con la prematura scomparsa di Antonio Luongo che ha saputo interpretare la leadership con grande misura e profondità di pensiero. Da ultimo credo che le due anime maggioritarie del centro sinistra tendano sempre più a dividersi e appare sempre più forte l’ipotesi di una creazione di un centro/civico. Tornando alla domanda specifica devo dire che questa opposizione esprime valenti menti e con le varie azioni isolate sono riuscente a far emergere ciò che nel gruppo spesso resta celato. Ora, però, c’è bisogno della comunione di intenti se realmente si vuol competere con una destra cittadina inconcludente.

Anche sull’ultimo posto del sindaco nella classifica del Sole 24 Ore vi siete espressi con un comunicato congiunto. Ma lei che opinione si è fatto di questo dato? Colpa del Primo Cittadino Guarente o della sua maggioranza?  Oppure altro? 

 

Guarente credo che non abbia avuto la forza di far valere la sua posizione all’interno della maggioranza. Consigliato male ha commesso errori che lo hanno visibilmente indebolito. Si pensi al ritiro delle deleghe e la riassegnazione dopo 24 ore oppure l’aver riformulato la giunta senza prima blindare il Presidente del Consiglio. Inoltre, ha peccato di programmazione in ogni ambito e una città che esce dal dissesto con debiti pregressi e tanti soldi da investire non può essere gestita in carenza di un progetto a breve medio e lungo periodo. Ha creato una frattura con il consiglio apparendo come il decisore con un ristretto gruppo di sodali. Create queste condizioni non ha potuto che subire i comportamenti non lineari della maggioranza che si sono riflessi in un mal governo della città. Comunque, vista la situazione non potrà che far meglio!

 Alle prossime amministrative quale scenario ipotizza? Riuscirete ancora una volta a dividervi?

La legge elettorale comunale quasi incentiva le divisioni spostando l’attenzione sul ballottaggio. Logicamente mi piacerebbe vedere due gruppi compatti e coesi che si affrontano su validi programmi al fine di far emergere da subito una maggioranza, che per 5 anni dovrà pensare alla città e non alle beghe interne ed ai riposizionamenti futuri.

Lei non ha alcuna tessere di partito ma da sempre si definisce un moderato, democratico e riformista. Al tempo di Schlein e Meloni pensa ci sia ancora spazio per queste culture politiche in città? 

Io credo di essere un frutto di questa città di indole moderata e quotidianamente con l’intera opposizione o con le vesti della Selva senza mai esagerare nei toni pungolo l’amministrazione affinché dia risposte ai cittadini. La Meloni, caparbia e tenace, è riuscita a mantenere fermo sempre il medesimo pensiero e l’identica linea politica. Con un governo di salute pubblica in cui sono confluiti tutti i partiti è apparsa l’emblema di tutti coloro che hanno visto di cattivo occhio l’agire politico/amministrativo del Governo Draghi. La Schlein sembra voglia dare una linea politica precisa al partito che da anni ha assunto la nomea del partito di governo. Credo che per la Schlein la via sia più ardua, considerata la storia del PD e le componenti che lo hanno generato. Leggo in questi giorni di una pratica ormai in voga da tempo di movimenti alla ricerca dell’ipotetico vincitore, spesso cercando di nascondere sotto il tappeto il pregresso. Io sarò sempre un moderato, democratico e riformista.

Comune di Potenza, municipio, piazza Matteotti (piazza Sedile)

Lei gode di una buona reputazione e di un importante consenso in città. Sia sincero, vorrebbe fare il sindaco? Ci sta pensando?

Sicuramente le posso dire che dopo due consiliature in cui, con abnegazione, ho cercato prima di tutto di comprendere la città di Potenza, le sue esigenze e la macchina amministrativa, senza la quale nulla puoi realizzare, mi piacerebbe lavorare per la mia città affinché chi ha deciso di rimanerci possa viver meglio e chi vive il dubbio amletico di restare o andar via, veda una prospettiva anche a Potenza. Ciò detto, senza alcun infingimento, tornerei a quanto affermato poc’anzi. Si vince con la condivisione delle idee, con il programma e con l’unione d’intenti tra soggetti che remano nella identica direzione. Quindi, ciò che posso affermare è che sono a disposizione di un progetto prima di tutto. Chi lo dovrà veicolare arriva un attimo dopo. Questo non è il palio di Siena.

 

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