Se l’Amministrazione comunale di Potenza non riesce ad andare sui giornali con esempi positivi di opera realizzate, di servizi modernizzati , di innovazioni fatte, di semplificazioni apportate , la burocrazia comunale di questo stesso Comune sui giornali ci va spesso per decisioni balorde, nelle quali l’ossequio alla regola supera ogni altra considerazione di merito, di opportunità, di responsabilità e di buon senso . Sui giornali è andato il rifiuto dell’ufficio competente a iscrivere due gemelle nello stesso asilo nido. Perchè? Perchè il bando non ha previsto l’ipotesi di due sorelline nate nello stesso giorno, quasi che questa ipotesi non appartenesse al ciclo normale della vita e che non fosse prevista negli uffici dell’anagrafe comunale. A questo punto qualsiasi amministratore dotato di un minimo di capacità, avrebbe dovuto contestare agli uffici la redazione di un bando che , a differenza di quelli degli scorsi anni, ha escluso la possibilità di accettare gemelli e avrebbe dovuto con atto sindacale sanare questa anomalia, oppure ritirare il bando e farne uno corretto. Invece no: con le graduatorie già fatte per gli asili nido comunali si decide di fare un terzo bando, questa volta corretto, per inserire I gemelli nelle strutture che abbiano posti disponibili. Che è un modo per dire che se poi non ci sono posti, i genitori si debbono arrangiare in asili lontani o ricorrere alle strutture private, dimenticando che anche queste ultime hanno già chiuso le iscrizioni. Ora, è evidente che per non ammettere un errore, la burocrazia si arrampica sugli specchi e cerca vie per uscirne all’impiedi. Ma la figuraccia c’è tutta e concerne l’interrogativo di come si fa a ignorare il disagio di un genitore che deve accompagnare due gemelline in asili diversi, portando entrambe al primo asilo, per lasciarvi la prima e proseguire per altra destinazione con la seconda. Per non parlare del disagio conseguente al distacco che ,proprio nel periodo della prima infanzia, non è cosa da sottovalutare sul piano psicologico. Qui non siamo alle elementari oppure alla media, dove I genitori possono pensare di iscrivere I gemelli a corsi diversi, per sostenere l’individualità del singolo, la personalità e l’autonomia di ciascuno; qui siamo in uno stato dell’infanzia dove va consolidata la sicurezza del bambino, mantenendogli punti di riferimento affettivi che possano tranquillizzarlo. In strutture di altre città, quelle dove c’è una burocrazia che riesce a riflettere, ci sono addirittura agevolazioni per I gemelli, al punto che uno dei due paga la metà della retta. Qui siamo all’inciviltà, o, per usare un eufemismo, alla cultura spartana, dove i bambini si devono forgiare nel fuoco delle difficoltà predisposte da una burocrazia ottusa. Rocco Rosa
DUE GEMELLINE IN ASILI DIVERSI: POTENZA VA SUI GIORNALI
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