
rocco sabatella
La copertina non può essere che per Carlos Franca. Tutti a Potenza lo stavano aspettando: la società, i tifosi, i compagni e l’allenatore Raffaele. Ma soprattutto era Franca che aspettava che il periodo buio terminasse e che potesse finalmente tornare a fare quello che gli piace immensamente: giocare. Sono stati 4 mesi lunghissimi da passare dopo il grave infortunio patito a luglio scorso nel corso di un’amichevole. Ma il bomber brasiliano, pur con indicibile sofferenza, non solo fisica, per il brutto infortunio, circondato dall’affetto della sua famiglia, supportato dallo staff sanitario e terapeutico della società, ha lavorato sodo in silenzio e grazie alla sua fede incrollabile in Dio si è rialzato per la seconda volta nella sua carriera. In sala stampa ha raccontato questi 4 mesi che non passavano mai con grande lucidità e non nascondendo la commozione e le lacrime quando ha ricordato il ruolo essenziale della moglie Camilla nel percorso tortuoso verso la rinascita. Certo non è stato per lui un periodo facile perché tanti pensieri si sono affollati nella sua mente. Pensieri anche negativi sulla possibilità di poter continuare a giocare Ma la favola Franca, nonostante l’età, non si poteva assolutamente fermare e infatti non si è fermata. In una serata fredda, umida e uggiosa, quella di ieri sera, per Franca è stata la liberazione da un incubo quando Raffaele lo ha chiamato dalla panchina per mandarlo in campo, a mezzora dalla fine, nella speranza che il bomber brasiliano gli potesse togliere le castagne dal fuoco e risolvere una partita che si era fatta complicata per la strenua resistenza della Vibonese. E tutto si è svolto nella maniera che Franca, in cuor suo, si augurava e immaginava. Lo ha raccontato in sala stampa, dove è stato accolto da un caloroso applauso degli operatori dell’informazione, confessando che il film che aveva immaginato era proprio quello che si è poi puntualmente verificato. Era il minuto 44 della ripresa quando Emerson ha scodellato una punizione perfetta in area sulla quale Carlos Franca è risalito in cielo e ha colpito con la sua testa magica spedendo il pallone in rete. Tra il tripudio dei compagni che lo hanno letteralmente sommerso di abbracci e la gioia dei tifosi presenti che non credevano ai propri occhi e che forse pensavano di fare un bellissimo sogno. Invece era tutto vero e reale. Il Potenza ritrova il suo bomber e trova una vittoria molto pesante, ma anche meritata per quanto fatto per quasi tutti i 90 minuti. La gara è iniziata molto bene per la squadra di Raffaele che torna al 3-4-3 dopo i successi di Reggio Calabria e di Avellino con altre disposizioni tattiche. Grande intensità e Vibonese, squadra molto pericolosa e tra le più in forma, schiacciata nella propria area. Ci prova subito Murano ma il suo tiro è rimpallato. Poi è Isgrò a tirare alto ma al minuto 11 il gol sembra fatto: Murano riconquista palla sulla destra e l’appoggia molto comoda per Longo solo davanti alla porta. Tiro ciabattato e palla fuori. Poi ci prova Emerson con due punizioni. Sulla prima la sua pennellata a superare la barriera è alta di un niente mentre sulla seconda è attento il portiere calabrese Greco che blocca. E’ un monologo dei rossoblù che vanno al tiro con Murano fuori e poi, a chiusura di tempo, sfiorano il vantaggio con il colpo di testa di Isgrò salvato sulla linea da Malberti. Il migliore attacco del girone ridotto all’impotenza e incapace di incidere. Ma qualcosa cambia nella ripresa e la Vibonese, stimolata dall’allenatore Modica negli spogliatoi, diventa più intraprendente anche se è sempre il Potenza a fare la gara ma senza la continuità e l’intensità del primo tempo. Dopo un colpo di testa di Giosa alto, Raffaele inserisce Ferri Marini e Coppola per Longo, evanescente, e Juliano. Al quarto d’ora velenosa ripartenza dei calabresi. Bubas, otto reti finora e annullato nel primo tempo da Silvestri, lascia partire dal limite un tiro a giro che sfiora il palo alla sinistra di Breza. Risponde il Potenza con Murano che ruba palla a Malberti e effettua un pallonetto di poco fuori. Al minuto 67 arriva il momento di Franca che prende il posto di Isgrò. E tutti a sperare nel brasiliano. Il Potenza è molto generoso perché vuole il successo a tutti i costi ma si espone alle ripartenze della Vibonese che va vicino al gol ancora con Bubas che spara sull’esterno della rete. Entra Coccia per Murano che ha speso davvero tanto con continui scatti e comincia il forcing del Potenza che al minuto 83 ha un’altra grande chance: Ferri Marini si presenta solo davanti a Greco e calcia con violenza sul palo del portiere che è miracoloso nel deviare in angolo. L’espulsione di Bubas a 5 minuti dalla fine costringe la Vibonese a rinculare ancora di più per salvaguardare il risultato di parità. E la squadra di Raffaele tenta le ultima carte per arrivare ai tre punti. Che arrivano con la prodezza di super Franca. Il Potenza archivia alla grande le due sconfitte con Monopoli e Reggina, reagisce da squadra matura e forte psicologicamente e si porta al terzo posto della classifica con il doppio colpo di Avellino e di ieri sera. Ma con una freccia in più nell’arco. Il recupero di Franca che adesso deve solo trovare la migliore condizione per essere ancora più determinante.