EBREI STRANIERI INTERNATI A TRAMUTOLA DURANTE IL PERIODO BELLICO

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VINCENZO PETROCELLIvincenzo petrocelli EBREI STRANIERI INTERNATI TRAMUTOLA DURANTE IL PERIODO BELLICO

Il numero delle persone internate a Tramutola, in epoca fascista, é una rassegna di nomi presenti nei documenti dell’archivio storico comunale di Tramutola. I dati forniti rimettono insieme frammenti di vita e rendono leggibili alcuni passaggi di questo particolare aspetto della Shoah italiana. Quindi con questo scritto non si vuole quantificare la presenza degli ebrei stranieri nella Tramutola di epoca fascista, ma portare alla luce un aspetto meno dolente, vissuto a Tramutola, dagli ebrei stranieri, quasi un rifugio. Non si vuole colmare alcuna lacuna di altri ricercatori, bensì si vuole mettere in risalto che gli internati a Tramutola, ospitati da famiglie proprietarie di beni agricoli, ebbero ad usufruire di un trattamento alimentare di buona qualità e suppongo di discreta quantità.

La mia ricerca interesserà il loro internamento a Tramutola, dopo oltre settant’anni di silenzio,completato con le notizie rilevate da altre ricerche(1).

EBREI STRANIERI INTERNATI TRAMUTOLA DURANTE IL PERIODO BELLICOL’Italia fino al 10 giugno 1940, non parteciperà al conflitto, periodo che sarà definito di belligeranza. Cioè sino a quando la Francia non stava per crollare. Così il 10 giugno 1940, entra in guerra l’Italia di Mussolini.

Durante il periodo fascista, alcuni ebrei stranieri risiedevano in Italia come cittadini, mentre altri avevano creduto di poter trovare rifugio dalle persecuzioni che il dilagare del nazismo cominciava ad affliggere loro. Invece, tra i provvedimenti che aprirono la vergognosa stagione delle leggi antiebraiche, volute dal fascismo, ci fu il R.D. 17 novembre 1938-XVII n° 1728: Provvedimenti  per la difesa della Razza Italiana che toglieva la cittadinanza agli ebrei stranieri che l’avevano acquisita successivamente al 1° gennaio 1919 e che prescriveva loro di lasciare l’Italia:

art. 8- Agli effetti di legge:

a) é di razzEBREI STRANIERI INTERNATI TRAMUTOLA DURANTE IL PERIODO BELLICOa ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica;

b) é considerato di razza ebraica colui che é nato da genitori di cui uno di razza ebraica e l’altro di nazionalità straniera;

c) é considerato di razza ebraica colui che é nato da madre di razza ebraica qualora sia ignoto il padre;

d) é considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, appartenga alla religione ebraica, o sia, comunque, iscritto ad una  comunità israelitica, ovvero abbia fatto, in qualsiasi altro modo, manifestazioni di ebraismo.

art. 23- Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte ad ebrei stranieri posteriormente al 1° gennaio 1919 si intendono ad ogni effetto revocate.

art. 24- Gli ebrei stranieri e quelli nei cui confronti si applica l’art. 23, i quali abbiano iniziato il loro soggiorno nel Regno, in Libia e nei Possedimenti dell’Egeo posteriormente al 1° gennaio 1919, debbono lasciare il territorio del Regno, della Libia e dei Possedimenti dell’Egeo entro il 12 marzo 1939-XVII.

Il fenomeno degli ebrei stranieri internati ebbe inizio, appunto, durante la seconda guerra mondiale,tra il 10 giugno 1940 e l’8 settembre 1943. Molti ebrei rimasti bloccati in Italia, dopo l’emanazione del R.D. del 17 novembre 1938-XVII n° 1728, per la mancanza di visti di passaggio o per mancanza di mezzi economici per pagare il viaggio o per non avere un’idea precisa di cosa fare e dove andare, furono vittime d’internamento. Infatti, il Ministero ordinò l’arresto e l’internamento degli ebrei stranieri dopo il 15 giugno 1940. L’internamento riguardò gli ebrei di nazionalità tedesca, polacca e di altri paesi centroeuropei. Nell’Italia Meridionale gli uomini adulti vennero inviati nei campi di concentramento di Campagna (Salerno) o a Ferramonti di Tarsia, in Calabria.
Le donne e i bambini 80c42ea1-eac6-4a6d-a6f9-e6f36eb2d65afurono lasciati nelle città di residenza o internati in piccoli paesi, come Tramutola.

A Campagna (SA) due ex monasteri, il convento degli Osservanti dell’Immacolata Concezione e quello domenicano di San Bartolomeo, divennero campi di concentramento di: sudditi inglesi e francesi, ebrei italiani, ebrei stranieri, apolidi, tedeschi, austriaci, polacchi, fiumani, cecoslovacchi,jugoslavi. Oggi il complesso monumentale di San Bartolomeo é divenuto sede del Museo della Memoria che ogni scuola dell’Italia Meridionale dovrebbe visitare. Invece il campo di concentramento di Ferramonti di Taimages-5rsia, complice l’incuria delle autorità locali, é stato utilizzato per attività agricole e poi progressivamente smantellato e del campo di concentramento non é rimasto più nulla.

Gli ebrei stranieri internati a Tramutola, trovarono “sistemazione” presso le famiglie che affittavano le camere: Bonvicini Luigi di Fortunato affittava in via Guglielmo Marconi n° 4, Scarciello Mariantonia fu Raffaele, Pierri Domenico fu Antonio, Pierri Carmela fu Antonio, Achille Caraffa.

In oltre abitarono in famiglie che offrivano a pagamento vitto e alloggio. Era funzionante anche un piccolo albergo, gestito dalla famiglia Arenella.

Si riportano di seguito le disposizioni imposte agli internati a Tramutola, emesse dal Commissario Prefettizio Ufficiale di Pubblica Sicurezza di Tramutola, Cav. Giocoli Eduardo Giuseppe fu Giacinto, con l’assistenza del Comandante la Stazione dei CC.RR. e dal Segretario Comunale, in osservanza del Regolamento e la legge di Pubblica Sicurezza:

1) Non uscire dalla propria abitazione prima dell’alba e non rincasare dopo il tramonto;

2) Non allontanarsi dal Comune e circolare limitatamente tra Piazza XXIV Maggio (‘NCap L’ Acqua) ed il ponte in località Cappuccini;

3) Non frequentare esercizi pubblici più dello stretto necessario;

4) Non discutere di politica;

5) Non spedire e farsi spedire corrispondenza senza che questa non venga recapitata prima al Comune;

6) Non frequentare persone pregiudicate o sospette;

7) Presentarsi all’Autorità Comunale tre volte al giorno: ore 9,00, 12,00 e 18,00;

8) Non possedere danaro in misura superiore a £ 100;

9) Non tenere presso di se gioielli né titoli;

10) Non detenere armi o strumenti atti ad offendere;

11) Non é consentita la lettura dei giornali o libri in lingua straniera senza autorizzazione del
Ministero;

12) Non detenere apparecchi radio;

13) Non farsi visitare da familiari senza autorizzazione del Ministero, né é permesso la convivenza di questi ultimi con l’internato senza autorizzazione Ministeriale.

Ogni eventuale infrazione alle disposizioni sopra riportate avrebbe prodotto il trasferimento dell’internato nei campi di concentramento.

Il 14 agosto del 1940, il Commissario Prefettizio del Comune di Tramutola, informa l’ufficio postale che relativamente alla corrispondenza degli internati per motivi di sicurezza il servizio della corrispondenza in arrivo e partenza per Tramutola, sarebbe stato regolato a mezzo di una cassetta di sicurezza a doppia chiave, una per l’ufficio postale e l’altra per l’Amministrazione comunale. In merito alla corrispondenza, la limitazione disponeva che gli internati potessero scrivere settimanalmente una cartolina ed una lettera che non superasse complessivamente 24 righe di scrittura, sia in lingua italiana che straniera. Nella parte anteriore della corrispondenza degli internati diretta all’estero, doveva essere apposta in alto l’indicazione: “POSTA INTERNATI CIVILI IN GUERRA”. Nella parte posteriore della busta (o nello spazio anteriore riservato alla corrispondenza se cartoline), l’indicazione del mittente, seguito dalla qualifica: “INTERNATO CIVILE DI GUERRA”.

Le restrizioni imposte dal regime fascista, in merito alle lettere che dovevano contenere 24 righe di scrittura, sicuramente non venne osservata dal controllo del Podestà di Tramutola, tant’è che la Questura di Potenza, in data 20 maggio 1942, richiamava il Podestà all’osservanza delle disposizioni impartite.

Durante il mese di luglio 1940, erano presenti a Tramutola i seguenti internati:
1) Aron Anna fu Gustavo a Tramutola dal 25/07/1940; così dal rendiconto delle spese sostenute dal Comune di Tramutola per il pagamento delle diarie agli internati durante il mese di luglio 1940.

2) Fruchtman Elsa nata a Vienna il 05/11/1888 in Engler Alfredo; giunta a Tramutola il 02/08/1940 e trasferita al campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia (Cosenza) il 24/01/1941 poi al campo di concentramento di Castiglione Messer Marino il 13/09/1941 e vi rimane fino all’11/03/1943. E’ a Bari il 16/09/1944 dopo la fuga o la liberazione. Non fu deportata.

3) Goldstein Teresa di Giuseppe nata a Homorod Romania il 15/08/1882 residente a Fiume nel 1940; percorso internamento internati 016a Brienza il 11/12/1940; il 15/12/1940 a Tramutola (in archivio storico di Tramutola è presente un telegramma della Questura di Potenza che comunica il trasferimento insieme alla figlia Reingewurtz Federica), a Melfi il 30/10/1941 fino al 27/08/1943 dopo la fuga o la liberazione a bari il 01/09/1944. Non fu deportata.

4) Hirsch Rosa nata a Prenzlan il 25/06/1901, residente a Genova, di Zaler e di Lina Ochs, in
Schosstag Eduard (che viveva a Budapest) con quattro figli:

a) Mirzam nata a Berlino il 30/11/01926

b) Wolfang nato a Berlino il 22/01/1929

c) Renata nata a Berlino il 30/04/1930

d) Leo nato a Berlino il 11/11/1933.

Giunta a Tramutola il 28/07/1940 e trasferita a Muro Lucano in data 29/01/1943. Il trasferimento fu richiesto dall’internata Rosa Hirsch, per consentire ai propri figli di poter continuare gli studi di Scuola Media, di cui Tramutola ne era priva. Il Ministero aveva lasciato la scelta, all’internata, di trasferirsi a Viggiano o a Muro Lucano e la Hirsch aveva scelto di spostare la propria residenza e quella dei suoi quattro figli, a Muro Lucano. A proposito dei suoi quattro figli, Rosa Hirsch, il 21 maggio 1942 invia un quesito alla Questura di Potenza: vivono con me quattro miei figli i quali desiderano anch’essi scrivere al loro padre che vive a Budapest; chiedo quindi se pure a loro é consentito di corrispondere sempre osservando le limitazioni fissate nella circolare n° 02769 del 13/05/42 avente per oggetto la corrispondenza degli internati, oppure se, non essendo loro internati, possono scrivere liberamente osservando le normali disposizioni emanate per l’invio di corrispondenza all’estero senza passare le loro lettere per codesto ufficio. La Questura, in data 24/05/1942, informa il Podestà di Tramutola, che i figli della Hirsch, sono sottoposti alle stesse limitazioni della madre.

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5) Moskowitz Margit in Stricker Federico, fu Hermann e di Emma Kohn, nata a Vienna il 4 maggio 1904 residente a Genova, casalinga, giunta a Tramutola il 27/06/1940; abitava in Piazza del Littorio n° 10 (attuale Piazza del Popolo) presso l’abitazione di Scarciello Mariantonia fu Raffaele; dal 25 luglio 1940 abitò preso l’abitazione di Lombardi Francesco fu Vincenzo Via San Giuseppe; il 2 novembre 1941 é trasferita a Lauria insieme al marito, Stricker Federico, per motivi di salute; presente ad Avigliano aprile 1943 e a Lauria il 25/07/1943. Non fu deportata.

6) Reingewurtz Federica di Geza nata a Krivado Romania il 10/11/1907 residente a Fiume insieme alla madre Godstein Teresa; percorso internamento a Brienza il 11/12/1940, a Tramutola il 15/12/1940, a Melfi il 30/10/1941 fino al 27/08/1943, dopo la fuga o la liberazione a bari il  01/09/1944. Non fu deportata.

7) Scheibel Alessandro (Sandro) anno di nascita 1905, di Giovanni, giunto a Tramutola il 02/07/1940 e trasferito a Potenza il 30 luglio 1940; presente a Isola del Gran Sasso (Teramo) il  13/09/1940. Non fu deportato.

8) Spitz Ella in David Sandor, fu Alois e fu Anna Fried, residente a Genova, casalinga, giunta a Tramutola il 20/07/1940 e partita il 26/01/01941 per il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia (Cosenza), dove è presente dal 27/01/1941. L’internata durante il soggiorno a Tramutola, si assentò dal proprio domicilio dal 3 dicembre 1940 al giorno 11 dicembre 1940, per fare visita al proprio marito trattenuto presso il campo di concentramento di Tortoreto di Teramo. Il Comune diTramutola, per questi nove giorni di assenza dal domicilio aveva sottratto l’importo di £ 73,10, dalla somma mensile spettante. L’internata presentò reclamo, alla Questura di Potenza, per ottenere il rimborso di tale ammontare, anche perché la proprietaria della casa dove abitava, in Tramutola, ne richiedeva il pagamento dell’affitto per l’intero mese di dicembre. Successivamente la Questura di
Potenza autorizzò il Comune di Tramutola al pagamento dell’importo richiesto dall’internata. Con altra istanza, l’internata richiedeva il rimborso della spesa sostenuta per l’acquisto di medicinali prescritti, con ricetta medica del dott. Antonio De Rosa. Tale richiesta fu respinta perché non era stato avanzato il preventivo assenso alla Questura di Potenza! E’ presente a Lucca il 12/09/1941 e a Bagni di Lucca, campo di concentramento, il 18/10/1943 fino al 05/12/1943. Deportata.

9) Stricker Federico, ebreo tedesco, fu Filippo e fu Salberger Giuseppina nato a Vienna il 14/09/1898, residente a Genova Via delle Grazie 16/8, proveniente dal campo di concentramento di Campagna (Salerno) dove era presente dal 16/09/1940, giunto a Tramutola l’undici di novembre 1940, per ricongiungersi con la moglie Moskovitz Margit che abitava in casa Lombardi Francesco Via San Giuseppe. Dopo un anno di permanenza a Tramutola il 2 novembre 1941, é trasferito, insieme alla moglie, a Lauria per motivi di salute in seguito a disposizione della R. Questura del 22/10/1941 n° 448. Presente ad Avigliano ad aprile 1943 e poi a Lauria il 25/07/1943. Non fu deportato.

La diaria giornaliera per ognuno era di £ 8,16 così costituito, £ 6,50 per vitto e £ 1,66 per alloggio. Hirsch Rosa aveva diritto a £ 10,16 complessivamente, così suddiviso £ 8,50 per vitto e 1,66 per alloggio. Il vitto per i quattro figli era pari a £ 2, cioè mezza lira a testa.

internati 060L’Ente Morale DESALEM Unione delle Comunità Israelitiche italiane, delegazione assistenza emigrati di Genova, agli internati di religione ebraica, in prossimità delle ricorrenze religiose, inviava una lettera al segretario comunale di Tramutola, con la richiesta di rivolgersi agli ebrei internati a Tramutola, per interpellarli su quali oggetti religiosi necessitavano e in che quantità.

Nella lettera era precisato che si trattava di solennità particolarmente importanti che ricorrevano il 12, il 21 e il 26 settembre e che celebravano il Capo d’Anno, il digiuno di Espiazione e la festa delle Capanne. Si precisava che alla loro osservanza la maggior parte degli ebrei teneva in modo speciale e per questa ragione si voleva offrire loro la possibilità di celebrarle anche nella circostanza di internati. La lettera era firmata dall’avv. Lelio Vittorio Valobra in qualità di delegato dell’ente morale, ma non conosciamo l’esito di tale richiesta avanzata al segretario comunale di Tramutola.

Gli ebrei stranieri internati nei campi di concentramento, dopo l’armistizio, fuggirono verso una nuova vita, verso la salvezza, verso la libertà o furono liberati dall’esercito degli alleati che iniziarono a liberare l’Italia Meridionale, invece gli internati dei campi di concentramento dell’Italia centro settentrionale, furono deportati.

A Tramutola gli ebrei stranieri internati ebbero vita sociale, una vita fatta di integrazione e dignità nella comunità Tramutolese. La presenza del Cantiere AGIP, con lavoratori provenienti da altre regioni italiane, aveva creato a Tramutola una società dedita al lavoro, alla socializzazione e all’accoglienza. Perciò Tramutola si prepari ad un incontro con i figli della signora Rosa Hirsch,forse gli unici ancora in vita e da rintracciare, per una testimonianza della loro permanenza a Tramutola e ad incontrare, soprattutto, i loro compagni di scuola elementare.

(1) cfr. ricerca di Anna Pizzuti, consultabile in internet, al sito www.annapizzuti.it.

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