ERIKA PITTELLA, TRA ELETTRONICA E BIOMEDICINA

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Lucia Lapenta

 

Se si parla di “genere” la prima cosa che viene in mente è la distinzione.

E, il più delle volte, il pensiero rimanda a qualcosa dall’ accezione negativa, di inconciliabile, di opposto, di discriminatorio. Purtroppo, la non equiparazione è questione  rilevante  nel mondo del lavoro, specialmente quello d’impronta tecnologica, dove le quote rosa fanno fatica ad entrare, a restare e a raggiungere posizioni di rilievo. 

Un caso “diverso” è quello di Erika Pittella, giovane docente lucana al Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma che, controvertendo qualsiasi preconcetto e categorizzazione, ha scelto di avere a che fare con sistemi e applicazioni da vero e proprio “mondo” maschile.

Nata e cresciuta a Lauria, ha nutrito, sin da piccola, grande interesse per le materie scientifiche: “matematica, scienza e fisica – dice la giovane professoressa che si occupa di strumentazioni di interesse tecnico, biomedico, aerospaziale e ambientale – sono state sempre le mie materie preferite. Mi affascinavano i sistemi elettronici, mi incuriosiva capire come funzionavano internamente gli oggetti di uso quotidiano. Mio padre, medico, avrebbe voluto che mi iscrivessi a medicina, ma la passione per le STEM (Scienze, tecnologia, elettronica e matematica) l’ha avuta vinta”.

Così, dopo aver conseguito a Roma, nel 2004, la laurea di primo livello in Ingegneria Elettronica, ha arricchito le sue competenze, prima effettuando un corso di studi avanzati inerente gli acceleratori di particelle all’European Institute Joint Universities Accelerator School JUAS, in Francia e, poi, nel 2005, ottenendo, con il massimo dei voti, la Laurea Specialistica in Ingegneria Elettronica.

“Ho sviluppato come tesi – conferma la docente di Misure elettriche e del corso di Basi fisiche e Chimiche – Misure Elettriche ed Elettroniche,  – lo studio di un radar UWB per il monitoraggio dell’attività respiratoria: “in qualche modo, ho realizzato il desiderio di mio padre che mi ha trasmesso l’amore per le persone e per la loro salute…”.

Pur non maneggiando bisturi o prescrivendo medicine, Erika ha concentrato la sua preparazione in sistemi e strumentazioni di uso biomedicale, capaci di misurare parametri vitali come la respirazione e il battito cardiaco. 

“Con la tesi specialistica – continua Erika  –  ho progettato un’antenna che irradia un segnale ultrawide in banda molto larga, stretta nel tempo (con potenze molto basse e quindi non dannose per l’uomo, rispettando le normative sulle onde elettromagnetiche) che riesce a monitorare, a distanza, anche spostamenti molto piccoli come quelli della gabbia toracica e del cuore. Con il dottorato abbiamo fatto l’intero sistema (sorgente e trasmettitore) con diverse metodologie. Una parte dello sviluppo è stato anche valutare la radar cross- section dell’uomo, vale a dire quanta potenza torna indietro una volta che il segnale viene a contatto con la parete toracica per poi dimensionare il ricevitore”.

Un progetto articolato che ha visto la collaborazione tra Università e ambienti di ricerca, abbracciando diversi campi di interesse. “Abbiamo collaborato qui a Roma – prosegue – con l’Enea Casaccia: in una camera anecoica, quindi senza riflessioni sul campo, come se si fosse in uno spazio aperto, ho proceduto a realizzare simulazioni, modelli di corpo numerici molto accurati: un uomo fatto a cellette, ogni celletta un tessuto, ogni tessuto una proprietà, quelle che influenzano il campo elettromagnetico, ovvero la conducibilità e rete elettrica. Si sono utilizzati strumenti convenzionali come la spirometria e la fascia tensioelettrica per controllare l’espansione e retrazione della gabbia toracica. Abbiamo sviluppato il prototipo, ora serve una campagna di marketing adeguata a livello commerciale”.

Un sistema già in uso, invece, è una fascia toracica con sensori per monitorare i battiti cardiaci su bambini autistici e con problemi di linguaggio.

“Con questa metodica – conferma la lucana, da diciassette anni a Roma – stiamo verificando che è possibile avere una risposta positiva, a livello fisiologico, soprattutto nei bambini con problemi di linguaggio.

Tra radar, segnali ultrawide per la biomedicina, minisatelliti lanciati all’interno di altri più grandi per monitorare l’andamento delle tempeste di sabbia nel deserto e strumentazioni in grado di indagare il tasso di umidità nelle pietre (in modo da preservare il bene culturale e ambientale): di sicuro la sua storia di donna nel mondo accademico-scientifico è un racconto di “eccellenza”.

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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