ESSERE POTENTINI, SENZA TROPPO GIRARCI INTORNO

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Hai ragione!
Caro Rocco, lo hai detto “Senza troppo girarci intorno” e, se permetti, aggiungerei esempi a sostegno del tuo sfogo.
Cominciamo da “u’ Putenz” (oltre a San Gerardo per chi ci crede) è l’unica cosa che ancora realmente unisce in questa città.
Nei primi anni “60  “u’ Putenz” lottava per andare in Serie C. Il giorno di capodanno c’era l’incontro con la Casertana, l’altra concorrente alla promozione. La partita era alle 14,30.
INCREDIBILE ! A casa di mia nonna il pranzo di capodanno venne anticipato alle 12.00 per permettere a mio zio di andare alla partita. Nessuno protestò.  (portò anche me come “mancia” di capodanno. Di solito per vedere la partita, cercavo di scavalcare il muro dalla parte della tribuna scoperta)
Purtroppo condivido molto di quello che hai detto sull’individualismo e fumoso impegno sociale dei potentini, anche se è molto condizionato dalla provincia, probabilmente uguale in tutto il mondo.
Il piccolo centro, dove ci si conosce dalla nascita, aiuta a collocare ciascuno in un alveo, dal quale …si può anche uscire, ma ti identifica per sempre. In altri contesti si chiama “pregiudizio”.
Inoltre si pretende di avere tutto servito su un piatto d’argento.
Invece in altri contesti è molto facile impegnarsi in attività sociali e contribuire a realizzare qualcosa che servisse alla collettività.
In 35 anni di volontariato ho contribuito a realizzare un centro sportivo di quartiere completo di spogliatoio, bar, campi di calcio, tennis destinati al quartiere in cui abito, su terreno comunale concessoci dal comune che dopo 20 anni diventava proprietario dell’attrezzatura. Oppure realizzare un centro d’accoglienza per disabili, con 10 posti letto, anch’esso con concessione trentennale di uno “open space” di proprietà del comune, completamente da ristrutturare.
Le TRE caratteristiche principali per impegnarsi e realizzare:
  • Chi vol” và, chi nun vol” mann” (Come diceva mia madre).
Per i fondi …..ci siamo arrangiati e niente dalle organizzazioni pubbliche e tutto con fantasia e maniche rimboccate.(per esempio i campi da tennis sono stati realizzati vendendo in anticipo le ore del week end dei successivi 5 anni). L’utilizzo è realmente destinato ad attività sociali di un quartiere di 4.000 abitanti, ad esempio Il costo della tessere annuali era di 10.000 lire prima, ora di 10 €. .
  • Datti da fare e non rompere le scatole. Senza pregiudizi. Nel gruppo dei volontari vi erano idraulici, elettricisti, ecc. durante il fine settimana lavoravamo sotto la loro guida facendo …gli operai.  Nessuna collocazione sociale predefinita (Dopo 15 anni non sapevano esattamente che mestiere facessi. Una domenica uno del gruppo disse: Gerardo ho letto sul sole 24 ore che giovedì c’è la presentazione del tuo libro. Questa scoperta non modificò il ruolo nel gruppo)
  • Un po’ di fiducia e lungimiranza da parte delle strutture pubbliche. Le iniziative ci sono state concesse da regolare bando, dal comune che mette a disposizione strutture inutilizzate che poi riqualificare e ristrutturate diventano di sua proprietà.
Credo che sia vero, come dici che se na cosa la faccio o dico io è oro colato, se la fai o dici tu è legno dorato.
Da questo atteggiamento ne deriva il rifiuto di esperienze di altri che potrebbero essere utili.
Molto del successo del veneto è dovuto ai “veneti di ritorno” , operai specializzati, capi reparti, manager e amministrativi che, soprattutto nei primi anni “80, tornarono in veneto dalla Lombardia e Piemonte dove avevano fatto esperienza per contribuire allo sviluppo di piccole e medie imprese.
Non furono accolti con diffidenza, ma con un rapporto dialettico di integrazione delle reciproche esperienze. Di queste integrazioni sono stato testimone entusiasta, ed a volte partecipe. Mia moglie è della provincia trevigiana (un paese sulle colline del prosecco), zona che frequento con continuità 50 anni.
Un aneddoto divertente su questo argomento te lo voglio raccontare: In uno delle rimpatriate con ex compagni di scuola il mio vicino commensale mi chiese: cosa stai facendo di bello?  Risposta: ho finito di scrivere un libro riguardante l’utilizzo delle reti neurali artificiali al posto della statistica multivariata nel calcolo del rischio. IL dirimpettaio intervenne: ma come non ce lo mandi prima da leggere ? Conoscendolo gli avrei detto :ma che c…o ne sai di questo argomento!
Ma si vorrebbe sempre espatriare, andarsene altrove e chissà dove poi. Hai ragione è una caratteristica dei potentini.
Sui 18 anni passavo molti pomeriggi della domenica a Potenza Inferiore, vedere i treni partire. Un giorno, con un po’ di incoscienza, ho lasciato un lavoro ed ho preso un treno….Mio padre …sconvolto. Evidentemente eravamo una compagnia di inquieti, perché dei 6-7 amici dell’adolescenza 5 sono andati via.
Però se ne vanno davvero. Nel 1861, all’unità d’Italia la Basilicata aveva circa 500.000  abitanti e l’Italia 22 milioni. Ora che l’Italia ne ha 60 milioni in Basilicata  sono sempre 500.000.
Alcune delle ragioni sono tra quelle che hai detto …senza girarci intorno?

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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