Eustachio, Cenzino e il ballottaggio a Matera

0

Con mosse veloci e sapienti, in un attimo  sbarazza il tavolino dai resti di un precedente esercizio di mascelle avide di liquido nero e di strutto ben camuffato in forme sinuose di croccante impasto a spirale; dunque, fa accomodare i due amici e, senza perdere altro tempo in rituali di benvenuto, mette al lavoro i neuroni per la comanda.

Difficile trovare tavolini liberi in centro, ma i due amici sono stati fortunati. La città si è trasformata già da tempo; anni fa era problematica la ricerca di bar aperti il Lunedì di Pasqua, ora bar ed esercizi di ristorazione si sono decuplicati e la piazza centrale è divenuta patrimonio dell’universo mondo. I materani sono ormai avvezzi al continuo incrociarsi di razze, costumi, lingue e il compiacimento è il sentimento prevalente. Anche di Eustachio e Cenzino, amici da sempre, materani doc, sulla sessantina, entrambi ragionieri, hanno frequentato le stesse scuole ed entrambi lavorano in due diversi uffici pubblici della città; entrambi con prole, idee politiche diverse ma consonanti in alcuni casi. Eustachio da sempre di sinistra, Cenzino più moderato, centrista.

Questa prima domenica di giugno, la città ha un fascino particolare; un sole ancora mitigato da gradite brezze di tramontana si riflette sui pali già posizionati per le luminarie della festa della Bruna e avvolge completamente il palco messo su per i comizi elettorali per l’imminente ballottaggio.

Dall’ espresso appena servito salgono segnali di fumo che si disperdono guidati dal venticello della tarda primavera e, mentre labbra e lingua sapientemente distribuiscono il piacere del gusto in ogni angolo della bocca, entrambi, comodamente accomodati nella piazza, si soffermano ad osservare il palco dei comizi. L’occasione è ghiotta per confrontarsi.

Del resto, al loro fianco i passanti procedono nello struscio domenicale; a volte si fermano in piccoli gruppi ad un soffio da loro, condividono  curiosità, anche qualche riflessione e, nel mentre  giungono refoli di acque di colonia alle narici dei due amici,  nelle casse timpaniche pervengono frammenti di discussioni sul sindaco e sulla  politica. E’ l’argomento del giorno.

Esordisce Cenzino che, richiamando con lo sguardo l’attenzione del suo amico, sentenzia: “ so già chi voterai, tanto tu hai avuto sempre la stessa idea, non ti sei mai discostato dalle tue convinzioni; non so se anche in questo caso confermerai il tuo modo di votare”. Proferisce queste parole, fissando negli occhi l’amico, nel dubbio che, almeno per una volta, potrebbe cambiare idea.

Eustachio, dopo aver gustato l’ultimo sorso dell’espresso, muove glutei e busto, si accomoda più stabile sulla sedia, erge il busto, come se dovesse cominciare a dissertare per qualche ora e, rivolgendosi all’amico piegando leggermente il dorso per essere sicuro di essere ben ascoltato, con tono grave conferma il suo voto al candidato sindaco della coalizione riformista e di centrosinistra ed aggiunge : “Ma come puoi pensare che, proprio in questo periodo, caratterizzato da guerre, dal tentativo di sterminio di un intero popolo, nei confronti del quale non una sola parola di solidarietà nei confronti di questi sventurati si è mai levata da parte della destra al governo, né tanto meno una dichiarazione di condanna del governo israeliano e poi, con un pazzo che, dall’altra parte dell’oceano, colpisce la nostra economia con i dazi e definisce gli europei ladri e sfruttatori, libero di farlo nel totale silenzio complice del nostro governo, io possa esprimere un voto diverso dalle mie convinzioni?”. Si risiede più comodo sulla sua postazione, credendo che l’amico non avesse più da ribattere.

Al contrario, Cenzino rilancia:“ Ma caro amico mio, questa è un’elezione per la scelta del sindaco della nostra città, non riguarda il governo nazionale …!”

Eustachio non gli dà il tempo di completare la frase e lo stoppa: “ Ma secondo te, il fatto che questi signori della destra abbiano eliminato il reddito di cittadinanza, il superbonus non ti dice niente? Non pensi che sono misure che hanno la loro rilevanza nell’economia di una città?”. Ed ancora: “ E del governo regionale ne vogliamo parlare? Non è forse vero che hanno massacrato l’ospedale, hanno tolto a Matera gli uffici di rappresentanza come l’APT, per non parlare del taglio dei fondi alla biblioteca e alle infrastrutture?”. Così conclude Eustachio, riassumendo una posizione sulla sedia più consona ad una fresca mattina domenicale dal sapore festivo.

Ma Cenzino ribatte: “ E chi ti dà la garanzia che il candidato sindaco del centrosinistra riesca ad adottare politiche per un rilancio della città? Non è forse vero che alla fine i programmi si equivalgono?”, conclude pensando di aver messo in difficoltà l’amico.

Eustachio  posa il cellulare sul tavolino, il suo viso si atteggia serio e riflessivo e, con espressione severa ma nel contempo non priva di affetto nei confronti dell’amico, risponde determinato: “ I programmi non sono uguali, basta solo dire che il candidato del centrosinistra parte dalle periferie della città, l’altro dal centro; Cifarelli rappresenta l’anima popolare della città, Nicoletti ha un profilo più manageriale. Per la sinistra, è fondamentale partire dal popolo e dai suoi bisogni. Ecco perché contano i contesti internazionali, nazionali, regionali e locali; un elettore di sinistra deve sempre riconnettersi ai valori ai quali crede se vuole davvero cambiare le cose: vale per le politiche, per le regionali e per le comunali; non può e non deve andare dall’altra parte, anche in un’elezione locale”.

Così conclude Eustachio, mal celando una certa commozione per quanto sono così radicati i suoi ideali e principi, ricompone i capelli preda della brezza di tramontana, utilizzando le mani come un ferro da stiro e rivolge lo sguardo alla piazza.

Cenzino fissa il suo amico senza aggiungere altro, lo fissa negli occhi, gli sorride e posa la sua mano sulla spalla dell’amico.

Ora entrambi osservano lo struscio domenicale, forse si soffermano sugli stessi particolari, non si dicono più una parola, sarebbe superfluo; spesso comunicano con il silenzio, sono cresciuti insieme, non hanno bisogno di altro per intendersi.

Decidono di alzarsi facendo leva sui braccioli, le giacche domenicali ondeggiano e liberano minuscole farfalle di glucosio e grassi che si posano sui lastroni della piazza.

Si infilano nello struscio, ma contro corrente, verso nord, con la brezza di tramontana che fa aprire le giacche e accarezza ristoratrice i visi sbarbati per la festa. Procedono lungo la via; poi ad un tratto, con una non ricercata sincronia, si scrutano. Sorridono. Non parlano più.

Eustachio prende il braccio di Cenzino e continuano a percorrere la strada, insieme.

 

 

Espedito Moliterni

 

 

 

 

 

Condividi

Sull' Autore

Espedito Moliterni. Lauraeto in Medicina, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASM di Matera

Lascia un Commento