EVASIONE FISCALE, LA BASILICATA SUL PODIO

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Le determinanti dell’evasione fiscale: un’analisi regionale”, è uno dei documenti presentati dalla Confcommercio nell’ultimo rapporto sull’evasione fiscale nel nostro Paese. L’Ufficio Studi di Confcommercio sottolinea come “l’elevata pressione fiscale in Italia è il riflesso di una spesa pubblica considerevole in assoluto ed in percentuale del Pil”, sostenendo nel contempo che se si applicassero le buone pratiche delle regioni più virtuose si potrebbero recuperare 43 miliardi di evasione fiscale.
La più virtuosa è il Trentino-Alto Adige con l’11,3% seguito dalla Lombardia con 11,5%. Invece in fondo alla classifica c’è la Calabria, segue la Campania, che ha il più alto tasso di economia sommersa con il 20,6%; seguono la Sicilia con il 19,5% e la Puglia con il 19,3%. Tra le virtuose anche l’Emilia-Romagna con il 13%, il Friuli Venezia Giulia con il 12,8 e il Veneto con il 12,7%.
Confcommercio analizza i modelli più virtuosi nei controlli e sanzioni, nel senso civico-economico, nella facilità di adempimenti e nella riduzione delle aliquote locali, oltre che nella riduzione della quota di microimprese. In tal senso è il Trentino ad avere i risultati migliori, ma nella facilità di adempimenti è prima l’Emilia Romagna.
Quindi se si applicassero i modelli di Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna a tutto il territorio nazionale si potrebbero recuperare 42,8 miliardi sul totale stimato di 110 miliardi. Queste risorse recuperate permetterebbero una riduzione del 3% della pressione fiscale che passerebbe dal 49,8% al 46,9% e l’evasione in rapporto al Pil scenderebbe dal 13 al 7,7%.
Dal’incidenza dell’economia non osservata sul territorio emerge chiaramente un differenziale tra Nord e Sud del paese, divario che si è andato ampliando.
Il Sud è in testa alla classifica dell’evasione. Il tasso di evasione fiscale, calcolato in percentuale del valore aggiunto, arriva al 19,5 per cento al Sud, contro il 12,1% del Nord Ovest, il 12,1% del Nord Est e il 14,8% del Centro. La media è del 14,5 per cento sul valore aggiunto e del 13% rispetto al Pil.
Spiccano tre regioni del Mezzogiorno: Calabria, con un tasso di economia non osservata (evasione più sommerso totale) del 21,2 per cento, seguita dalla Campania con il 20,6 per cento e, al terzo posto, la Sicilia con il 19,5 per cento. Per cercare le regioni virtuose bisogna andare al Nord: in Trentino-Alto Adige la percentuale è dell’11,3 per cento. Il Lazio è sostanzialmente in linea con la media nazionale, al 13,8%.
Sono individuate alcune cause che favoriscono o meno l’evasione (deterrenza, senso civico, semplificazione, pressione fiscale). Nel Mezzogiorno quasi un quinto del valore aggiunto è prodotto da attività che sfuggono all’osservazione e alla tassazione dell’amministrazione pubblica, a fronte di un valore di poco superiore al 12% nel Nord. Il peso dell’economia non osservata risulta più omogeneo tra le regioni del Nord e del Centro rispetto al Mezzogiorno.
Il valore aggiunto prodotto (non osservato e osservato) dalle regioni del meridione rappresenta circa il 23% di quello nazionale a fronte del 56% di quelle del Nord. Ciò significa che, pur in presenza di un’incidenza maggiore nel meridione, è nel Nord che si concentra, oltre il 47%, l’economia sommersa.
Per quanto riguarda il lavoro irregolare la percentuale al Sud è rimasta nel corso del tempo stabile, mentre nelle altre aree del Paese vi e stato, tra il 2011 ed il 2014, un aumento dell’incidenza degli occupati irregolari sul totale. In particolare nel Centro la quota è aumentata di circa due punti percentuali. Il fenomeno, seppure sostanzialmente diffuso nelle quattro regioni che compongono la ripartizione, è stato particolarmente marcato nel Lazio, in cui il tasso d’irregolarita del lavoro e passato dal 13,8% al 16,1%. Calabria e Sicilia si confermano, nel 2014, al top di questa speciale classifica, con un’incidenza del lavoro irregolare pari ad oltre un quinto degli occupati nel sistema produttivo. La regione piu virtuosa, con un tasso d’irregolarita inferiore al 9%, è il Veneto.
Per Confcommercio “l’unica possibilità per recuperare gettito dall’area dell’evasione e di pensare a meccanismi di restituzione (quasi) simultanea ai contribuenti in regola mediante riduzione delle aliquote legali, l’ipotesi alla base degli esercizi di simulazione”.
I grandi risparmi di spesa sono fino ad oggi derivati da due voci. Gli interessi passivi (onere del servizio del debito), che si sono ridotti di oltre 11 miliardi di euro nell’ultimo quinquennio e la compressione della spesa in conto capitale (investimenti delle Amministrazioni pubbliche e contributi agli investimenti dei settori privati), contrattasi cumulativamente di quasi il 21% nell’ultimo decennio (una flessione di oltre 15 miliardi nel periodo), con ovvie ripercussioni negative sulla crescita economica.
Dal quadro regionale del senso civico-economico emergono situazioni molto differenziate, ma con una caratteristica comune rappresentata dal fatto che non ci sia un apprezzamento generalizzato e convinto sul complesso dei servizi pubblici utilizzati dai cittadini. Non vi sono casi di eccellenza: solo un numero limitato di regioni (Trentino-Alto Adige, Lombardia, Piemonte) nel 2015 registra un indice di soddisfazione sensibilmente piu elevato rispetto al resto del Paese. Non sorprendentemente, i valori piu esigui si registrano al Sud (eccetto l’Abruzzo e la Sardegna) e nel Lazio.
Il primo motivo che spinge ad evadere è la mancanza di deterrenza: l’efficacia dei controlli e le sanzioni scoraggiano l’evasione tant’è che Confcommercio calcola che con un aumento della deterrenza del 10 per cento l’evasione si ridurrebbe del 3 per cento. La seconda causa è la mancanza di senso civico che, secondo lo studio, viene “fiaccato” anche dal vedere, a fronte delle proprie tasse, servizi scadenti e malagestione. Anche in questo caso l'”equazione dell’evasione” dice che con un aumento dell’indice del senso civico del 10 per cento, l’evasione calerebbe del 3 per cento. Il terzo elemento è la facilità dei meccanismi di adempimento, massima di Emilia Romagna. Il quarto elemento è ovviamente la pressione fiscale. In questo caso con una diminuzione della pressione fiscale del 10 per cento, l’evasione si contrarrebbe del 6 per cento.
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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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