EZIOLINO CAPUANO: IL TRAINER DELLA PROVVIDENZA

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Giovanni Benedetto

Eziolino Capuano arriva al capezzale dell’Avellino voluto fortemente dal direttore sportivo, Salvatore Di Somma. Una insistenza che è stata ampiamente ripagata. Alla fine della nona di campionato, la squadra irpina aveva solo dieci punti in classifica e le casse praticamente vuote. Capuano
accetta ugualmente la parte residua della fideiussione , pure di guidare una squadra che aveva sempre sognato.
La piazza si divide sulle scelte della società; molti tifosi non gradiscono , fischiano il neo arrivato e lo contestano con striscioni allo stadio.
Capuano incassa e umilmente si mette a lavorare.
Motiva la squadra, assemblata dal suo predecessore Ignoffo, e, con gli stessi calciatori,  impone la sua preparazione, i suoi metodi e le sue tattiche di gioco.
Come se non bastasse, gli tocca esordire con un calendario tutto in salita, con una batteria di squadre blasonate e di alta classifica: Bari, Ternana, Reggina, Casertana, Catanzaro e Potenza , le prime sei con cui Capuano deve vedersela.
Appena seduto sulla panchina biancoverde, costringe i galletti del Bari all’imprevisto pareggio, compie l’impresa, la domenica successiva, vincendo sul difficilissimo campo della Ternana e poi perde le quattro partite successive: sembra un fuoco di paglia.
Ma così non è, Capuano crede nei suoi metodi di lavoro e utilizza il mercato di gennaio per rinforzare la sua squadra, ottiene 9 calciatori da inserire nei suoi moduli di gioco, in uscita ne concede cinque.
Alla 30esima partita l’Avellino raggiunge la decima posizione in classifica, con 40 punti, raggiungendo una media di 1,5 punti a partita, rispetto alla nona di campionato in cui la squadra marciava ad una media di un punto a partita.
Il mister di Salerno, ma originario di Pescopagano in provincia di Potenza, non è nuovo ad entrare a campionato in corso, per andare in soccorso di squadre che navigano nei bassifondi della classifica e portarle in salvo anche con anticipo a fine campionato.
È successo negli ultimi quattro campionati: col Modena, Sambenedettese, Rieti e quest’anno con l’Avellino.
Fu chiamato a Modena alla 15° giornata di campionato, i canarini occupavano la penultima posizione in classifica con 11 punti e il mago di Salerno portò la squadra al sedicesimo posto, in posizione di salvezza tranquilla, con 44 punti di cui 33 conquistati sotto la sua gestione.
Viene confermato anche per il campionato successivo, la squadra gioca le prime partite, ma sopraggiungono guai societari  , un mese e passa dopo l’inizio del campionato , la situazione societaria precipita e  il Modena viene escluso dalla partecipazione del campionato di serie C nel novembre 2016.
Capuano non rimane disoccupato. La fama acquisita di guaritore-taumaturgo, gli spalanca le porte della Sambenedettese, il cui presidente, Fedeli, è deciso a tentare il miracolo della promozione in serie B: un’altra impresa impossibile.
Si siede sulla panchina dell’esonerato Francesco Moriero, arriva in città alla quattordicesima partita di campionato con la squadra marchigiana che occupa l’ottavo posto con 20 punti.
Vince la prima partita e seguono altre sette partite con risultati positivi, il 29 dicembre supera la Fermana e si posiziona al secondo posto.
In due mesi di panchina scala sei posizioni in classifica e conquista il secondo posto e il sogno del salto in serie B.
Sogno che mano mano va scemando perchè durante la campagna di rafforzamento di gennaio, il Presidente Fedeli non accoglie alcune richieste di rafforzamento della squadra avanzate dal mister.
Motivo sufficiente per l’inizio di un lento deterioramento del rapporto tra i due, che si conclude, dopo alcuni attacchi di stampa, con l’esonero dell’allenatore da parte del Patron marchigiano, dopo la sconfitta contro l’Albinoleffe a ridosso della disputa delle finali Play off.

Un esonero che lascia l’amaro in bocca al tecnico, che si aspettava di coronare quella sua strepitosa stagione con i play off. Dirà Capuano in una intervista ::
“Di esoneri nella mia carriera ne ho avuti, fanno parte del calcio e lo so bene: questo però non riesco a mandarlo giù. Quello che ho subito è una vigliaccata, un’infamità: ho preso la squadra a metà classifica in una situazione comatosa e l’ho portata al secondo posto lavorando in situazioni assurde e resistendo ai continui attacchi del presidente Fedeli che sganciava bombe contro di me ogni giorno.”
L’anno successivo ,e siamo nel 2019 agli inizi di gennaio Capuano approda a Rieti che con 19 punti occupa i bassifondi della classifica di serie C .
Dopo una cura da cavallo di alcuni mesi raggiunge la salvezza con due giornate d’anticipo ottenendo 24 punti e mantenendo una media play off.
Questa volta a Rieti trova la Gloria e diventa un vero e proprio idolo della tifoseria reatina, che inserisce il suo nome tra i personaggi più amati negli ottant’anni di vita del club.
Un allenatore esperto che ha allenato in molte piazze, sempre in serie C, e mediamente per una stagione. Appassionato del suo lavoro e dal carattere, vulcanico, schietto, sanguigno e dirompente: comportamenti non sempre condivisi dai presidenti che gli hanno chiuso diverse porte.

Capuano è un personaggio  autonomo , libero,  del suo lavoro e  che non è aduso ad adeguarsi al sistema e ad alcune  regole non scritte , come quella che chi caccia i soldi può pure imporre la formazione. In questo è un lucano orgoglioso del suo lavoro e testardo come un mulo.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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