
Fantasmi di nebbia di Francesco Bergamasco |
Questo cielo
ma dove va
dove?
accecato dall’arsura
del giorno
vede
traveggole di se stesso:
tracce immaginarie…
Questo cielo
ma dove va
dove?
senza più lacrime
impazzito
corre via
E
né ponente
né levante
osano fermarlo
sanno…
Si cingono nei loro
orizzonti
e aspettano
Aspettano che sia
il mondo
coi suoi occhi al cielo
a sgranar di lacrime…
Le nuvole
sospinte dai venti
si riempiono d’arcobaleni
I colori
i più intensi
sventolano d’azzurro
e un’ansia di vanità
dipinge
i mari grigi!
Funerea conseguenza
d’un grido che vive
fino all’estrema
conseguenza
sulle sue note più alte…
Nessuno più ha orecchio:
non il silenzio
né l’ascolto
Essi stessi pantomimi…
Funerea conseguenza
che continua imperterrita
nel suo grido
Nota
che pur d’acuto suono
muta
tra rancore e indifferenza
ogni ricordo
Muto
è il mio grido…
Come giullare su quelle note
grave
è il mio suono
e vibra
fino ad arrivare all’estremo
acuto
Nessuno più ha orecchio:
non il silenzio
né l’ascolto
Essi stessi pantomimi…
