“…La mia mamma mi diceva sempre: non devi mai dimenticare che la tua prima aspirazione deve essere quella di essere madre a tua volta…”. In queste ore stanno generando scalpore le dichiarazioni rilasciate della senatrice FdI Lavinia Mennuni a Coffee Break durante la puntata del 28 dicembre il cui tema è stato il calo demografico italiano.Inutile dire che online i meme stanno rimbalzando, ma è opportuno riflettere sulle espressioni pronunciate.
La senatrice afferma che “la maternità deve diventare cool”. Successivamente assicura: “Poi lo Stato verrà dietro, lo sosterrà, assolutamente…”. Con questa promessa lei ci sta dicendo di buttarci in una piscina vuota. La maternità è sicuramente qualcosa di bellissimo, una figata pazzesca e tutti noi siamo affascinati dal miracolo della vita, ma in questo abbiamo bisogno di essere supportati.
Io da cittadina mi chiedo e le chiedo: “ Come faccio a fare un figlio, se da precaria lo Stato mi paga lo stipendio con mesi di ritardo? Come faccio se il costo della vita sta lievitando a dismisura? Come faccio se la maternità è pagata al 30% dopo il terzo mese? Come faccio a mandare un bambino al nido se posti non ce ne sono? Potrebbero seguire altre domande, ma scadrei nel logorroico.
Il discorso continua così: “ In Belgio il mercoledì le scuole sono chiuse e non si devono fare riunioni perché le donne devono stare a casa per poter accudire i loro figli.”
“Le donne … i loro figli”. Se la scienza non mi inganna ( non sono mai stata un asso in questa materia) i figli si fanno in due, un uomo ed una donna (il suo governo ci tiene così tanto a questo), quindi sul perché il mercoledì solo la donna debba stare a casa ad accudire i bambini qualcosa non mi torna.
Infine arriva il punto saliente, su cui ho scelto di soffermarmi per ultimo, proprio per importanza :“ Dobbiamo far sì che le ragazze e i ragazzi di 17-18-19 anni vogliano sposarsi e vogliano mettere al mondo una famiglia”. Qui lo sgomento più totale.
Trovo giusto se non sacrosanto il desiderio di voler avere una famiglia, ma troverei altresì preoccupante che nel 2023 i giovani abbiano quello come primo desiderio.
Viviamo nell’Europa dell’Erasmus. Siamo i giovani che a 18 anni sognano di viaggiare e realizzarsi, nel confronto con gli altri. Siamo i giovani che vanno all’esterno per sei mesi, un anno e tornano arricchiti, e quella ricchezza non non si traduce in euro, ma viene dalle amicizie fatte, dalle esperienze vissute, dal dover superare le barriere linguistiche per poi accorgersi che siamo tutti uguali, tutti in ricerca. È questo l’individualismo?
Cara Mennuni, lavoro nella scuola media da quattro anni e l’individualismo lo vedo ogni giorno nei genitori che tentano di giustificare i figli ad ogni costo offendendo insegnanti e compagni, lo vedo nel “io ho la maglia firmata e tu no”, lo vedo nel non accettare le difficoltà del proprio figlio, nella gara a chi ha il voto più alto perché altrimenti “mio padre mi mette in punizione”, lo vedo nella solitudine dei ragazzi che non riescono a vedere l’altro perché non sono abituati a farlo. Questo per me è individualismo.
La senatrice in un’altra trance della trasmissione ha stilato un elenco dei momenti della sua vita in cui ha avuto i figli: a 23 anni Giulia, poi Nicolò, infine Isabella. Brava.
Io a 23 anni, ero al mio secondo Erasmus in Germania, sono forse inferiore? No.
Dopo questo elenco ammette con estrema franchezza di aver avuto degli aiuti non solo dal marito, ma anche dalla famiglia, non proprio squattrinata. E qui mi viene da dire: “Chi di radical chic ferisce, di radical chic perisce”.
Le parole di Lavinia Mennuni possono essere facilmente travisate ed io non la considero assolutamente una antifemminista, ma credo che sia finito il tempo in cui una donna è più donna se mette al mondo dei figli. Forse in pochi lo hanno capito, ma anche questa è una scelta che deve essere sentita, se la vogliamo vedere nella più cattolica delle ottiche è una vocazione, che si può avere o non avere, che centra con tanti fattori, come il trovare la persona giusta, lo stare bene con se stessi e sapersi relazionare agli altri, altrimenti a questi bambini cosa diamo? Nulla.
Io vorrei un governo che mi dia gli strumenti per essere una persona migliore e che non mi giudichi, ma che mi supporti. Del resto di “Dio, patria e famiglia” ne abbiamo sentito parlare tantissimo, ma per quello che abbiamo visto la realtà è andata ben oltre la fantascienza.
Fatti consigliare dalla mamma!
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