I FAVOREVOLI, GLI IGNAVI E GLI INCAZZATI

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by DINO DE ANGELISDino De Angelis - favorevoli gli ignavi gli incazzati
Prima c’era più rispetto, meno faccia tosta, più ossequio. Si inaugurava qualcosa e quelli che parlavano lo facevano solo perché erano felici. Forse non tutti, ma la maggior parte. Poi, allora, come oggi, c’erano quelli che stavano zitti. Ma c’erano soltanto queste due categorie: quelli felici e quelli che non parlavano. Oggi è cambiato tutto. La gente se ne frega della buona educazione, ma fa anche di peggio. È spietata, feroce, critica senza pietà, non si cura del “non facciamo vedere”, si fa vedere eccome, e manifesta il disappunto con molte meno remore che in passato. E se una cosa non gli va giù, fa piovere giudizi affilati come lame. Chi se ne frega, pensano. Mica si tengono niente. Macchè. Così l’inaugurazione dell’opera pubblica più lunga della storia cittadina, il “Ponte sulla Ferrovia” (non è il titolo di un western) stavolta ha tre tipi di reazioni: quelli favorevoli, quelli contrari e i terzi, i silenziosi. I silenziosi sono quelli che se la passano meglio. Da sempre. Qualunque cosa succeda, che a loro piaccia o meno, loro sono lì, imperturbabili come il Leone di Piazza Pignatari, lo stesso ghigno sul viso (magari un po’ meno incazzato), ma non li senti fiatare. Sono gli ignavi, quelli che Dante mise nel Canto III dell’Inferno, descritti come coloro che durante la loro vita non hanno mai agito né nel bene né nel male, senza mai osare avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte. Eppure in città sono quelli che, non entrando mai nel dibattito, se la passano meglio. Col fegato, intendo. Non attaccano e non sono attaccati, e la loro salute (colesterolo, trigliceridi, ecc.) risulta sempre con valori perfettamente nella media consigliata dall’OMS).
Poi ci sono i Favorevoli Convinti. “Finalmente una risposta all’annoso problema del passaggio a livello chiuso”, tuonano. “Abbiamo atteso anni, ma adesso non faremo più la coda quando passa il treno e non saremo più costretti a stare in fila a guardare le ferrovie Appulo lucane (oppure la famosa edicola del Gallitello, se arrivati appena le sbarre si chiudevano), adesso saliamo sull’otto volante e, voilà, il passaggio ferroviario è scavalcato”. Felici. Punto.
E infine ci sono i Critici Oltranzisti. Qualunque cosa si faccia in città si poteva (anzi si doveva) fare meglio. Il nodo complesso? Troppo complesso. Dieci anni per finirlo? Ce ne volevano tre, al massimo. 28 milioni di euro? Ne bastavano dieci. Tre rampe? Era meglio una. Insomma sono quelli opposti al Tuttapostismo dilagante.
Guardandomi bene dal prendere posizione definitiva per ciascuna di queste tre categorie (piuttosto estreme, lo ammetto), osservo tuttavia quanto segue. Il Nodo, per quanto sciolto, di essere complesso è complesso assai. Le rampe di scavalco della ferrovia non sono ancora chiare a molti degli automobilisti potentini. E un paio di riflessioni vanno fatte: se non sono chiare a noi che siamo del posto, cosa succederà a quelli che vengono da fuori e non hanno mai avuto modo di fare una Highway a Los Angeles oppure a Genova? Seconda considerazione. Il nodo privilegia fortissimamente l’immissione da e per Via del Gallitello, dimenticandosi completamente dell’accesso verso Via Vaccaro, ancora inibito venendo dalla Ferrovia. In terzo luogo sembrano ancora non del tutto chiare due strutture non di poco conto, le cui realizzazioni appaiono all’occhio del cittadino (non tecnico ma comunque utente) enigmatiche e anche un po’ emblematiche.
La prima è il Ponte sulla rotonda che collega Via Vaccaro alla Fondovalle e che, pure a sforzarsi di cercare una ragione dell’opportunità, non si riesce proprio ad immaginarne alcuna, specie se si considera il famoso rapporto investimento/utilità reale, che dovrebbe essere sempre considerato quando si effettua un’opera pubblica. Dello stesso interrogativo fa parte pure la Galleria Unità d’Italia, dai decisori ritenuta necessaria per collegare la Fondovalle con Via del Gallitello.
Lo sapevo. Così dicendo, rischio di collocarmi più verso la categoria dei Critici Oltranzisti. Ad aprire bocca non c’è mai nessun vantaggio, prima di tutto dal punto di vista salutistico, come abbiamo visto. Infatti a breve devo rifare le analisi. Tanto, purtroppo, anche se non faccio parte degli ignavi, all’inferno mi sa che ci vado lo stesso. E quelli che hanno progettato l’opera? Purgatorio, o Paradiso direttamente?
 
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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