Qualcuno ha dimenticato per strada l’impegno ad analizzare e monitorare le acque di falda idrica sotterranea localizzati a valle di Rendina Ambiente s.r.l. ricadenti nell’area di proprietà della SATA s.p.a. , o, se lo ha mantenuto, si è semplicemente scordato di comunciare i risultati. Connesso a questo impegno vi era anche la caratterizzazione di quei terreni, del cui iter non si sa ancora niente. Cessato il clamore mediatico è venuto meno anche la corsa a dare risposte sul piano amministrativo. Chi è questo qualcuno? Per Pio Abiusi, presidente dell’Associazione Ambiente e Legalità, Il Comune di Melfi deve dare delle risposte, ed è per questo che Abiusi ha spedito uina lettera al Direttore dell’ARPAB che, su questi temi, ha il dovere di vigilare e di agire. Eccone il testo:
Egregio Dottore Iannicelli,
vengo ad evidenziare un aspetto forse a Lei sconosciuto perchè mai rappresentato.
In una conferenza di servizio per la bonifica del sito industriale contaminato di Rendina Ambiente s.r.l ex Fenice si decise di monitorare anche le acque di falda idrica sotterranea e di caratterizzare i terreni localizzati a valle di Rendina Ambiente s.r.l. e che ricadevano nell’area di proprietà della SATA s.p.a.
La conferenza di servizio alla quale faccio riferimento risale al 2011 o al 2012,la data è irrilevante ma non avrei dificoltà a recuperarla, si decise che le spese sarebbero state a carico della ex Fenice s.r.l. che impugnò la decisone di fronte al Tar e la P.A.risultò soccombente. Le spese sarebbero rimaste a carico della collettività salvo , in un momento successivo, qualora fosse dimostrato che l’eventuale inquinamento era riveniente dai terreni di proprietà del termovalorizzatore essa si sarebbe rivalsa.
Il Comune di Melfi ottenute le risorse utili dalla Regione Basilicata attrezzò il progetto- all.1- e richiese il beneplacito ai vari enti interessati; con DPGR 69 del 8-4-14-allegato2- arrivò l’autorizzazione .
Il Comune di Melfi esaurito l’iter amministrativo assegnò i lavori -all3- con determina dirigenziale 1.026 del 24-7-14 .
Tra carteggi vari che non vengo a produrre i lavori per la realizzazione dei 6 piezometri in area di proprietà della SATA furono ultimati e traccia dei primi prelievi la troviamo nel verbale dell’incontro del 1-12-15 tenutosi per la valutazione dello stato ambientale dell’area industriale di S. Nicola di Melfi- all 4-. In quel verbale viene evidenziato che il Sindaco di Melfi aveva provveduto ad informare il dirigente dell’uff..Prevenzione e Controllo della Regione Basilicata che i prelievi nei piezometri appena realizzati erano stati effettuati e che presto si sarebbero potuto conoscere i risultati..
Purtroppo questo non è accaduto, erano i giorni del cambio delle “consegne” in seno all’Arpab e di problematicità operative attestate all’interno dell’ufficio suoli e rifiuti di Potenza della Agenzia e così quei risultati non hanno mai visto la luce.
Voglia dare incarico, Dr. Iannicelli, al personale competente di recuperare quei dati e pubblicarli, serviranno come memoria storica, e nel contempo disporre una nuova campagna di monitoraggio e così sarà possibile conoscere la eventuale evoluzione della situazione.
Cordiali saluti.
Pio Abiusi, Associazione Ambiente e Legalità