PIAZZA DELLA VISITAZIONE, CRONACA DI UNO SFREGIO ANNUNCIATO

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nino-carellaNINO CARELLA

Le accuse di immobilismo che l’opposizione ha scagliato contro l’amministrazione comunale di Matera, da pochi mesi dopo il suo insediamento fino all’altro ieri, pare stiano dando i loro frutti: qualcosa, molto, si comincia a muovere, e anche piuttosto in fretta. Ma che sia la direzione giusta, questo è tutto ancora da capire e decifrare.

Nei giorni scorsi i consiglieri comunali Angelo Montemurro e Nicola Trombetta hanno lanciato l’allarme: l’amministrazione si appresta ad aprire in piazza Visitazione, nel cuore della città, un cantiere da diversi milioni di euro tenendo in mano un progetto confuso, approssimativo, e francamente brutto, con poca cura circa il rischio di snaturare e sfregiare per sempre il nodo nevralgico della città, che nel progetto dell’ex sindaco Adduce (definito un po’ pomposamente “central park“, era in sostanza un grande giardino con parcheggio interrato, raccordato idealmente con gli altri spazi verdi già disponibili e opportunamente riqualificati: Parco del Castello, Boschetto, Mamacarda, IV Novembre, fino al XXI Settembre; e con un Teatro polifunzionale, simbolo di Matera2019, al posto della scuola media Torraca che sarebbe stata trasferita all’ex centrale del latte di Viale delle Nazioni Unite) doveva essere affrontato con un filosofia completamente diversa: offrire un primo biglietto da visita alla città, la cui cinta settecentesca inizia già a poche decine di metri, dando un piacevole, comodo e suggestivo accesso ad uno dei centri storici più famosi del mondo, che sarà oggetto di ancora più attenzione internazionale fra appena due anni.

Invece il progetto, che stando alle intenzioni dell’attuale amministrazione comunale viaggerà speditissimo (e non potrebbe essere altrimenti, visto il tempo colpevolmente perso finora), saltando i fondamentali momenti di confronto e di interlocuzione con la città che renderebbero davvero Open il tanto strombazzato Future (già il prossimo 26 gennaio la competente Commissione sarà chiamata a dare il via libera!), è stato affidato all’ing. Stefano Ciurnelli, il cui curriculum sembra essere assai più da gestore dei flussi automobilistici e pedonali, che da grande penna dell’architettura. Ed eccolo, il progetto:

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Pare ci si sia di colpo dimenticati che in passato quel luogo fondamentale della nostra città era stato già oggetto di concorsi internazionali di archistar che avevano quantomeno avuto il merito di sottolineare l’importanza che la sua riqualificazione (iniziata decenni fa con l’interramento del tratto cittadino delle FAL, e con l’abbattimento del ponte che collegava via Dante a via IV Novembre, quindi con la sistemazione del parcheggio di piazza Matteotti e dell’area che oggi ospita la famosa panchina con il logo di Matera 2019) rivestiva per l’intera città. Si procederà invece, se il piano del Comune andrà avanti, a strappare da piazza della Visitazione (peraltro così chiamata in memoria della storica visita dell’allora Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo) la sua fondamentale caratteristica di cerniera tra la città antica e la città moderna, per relegarla a mera funzione di non-luogo regolatore del traffico automobilistico e pedonale.

Ma veniamo al dettaglio: nel progetto presentato in commissione, e sposato in pieno dall’amministrazione De Ruggieri, via Aldo Moro sarà dunque trasformata in un pezzo di autostrada a doppia corsia (a 200 metri da piazza Vittorio Veneto!) con il compito di assorbire tutto il traffico veicolare della trafficatissima via Lucana, che sarà interrotta all’altezza della Camera di Commercio da un attraversamento pedonale: nella direttrice sud-nord di via Lucana, in sostanza, non si potrà più procedere dritto, ma ci si dovrà infilare in via Cappelluti all’altezza di Piazza Mulino, sbucando alla Rotonda del Pino, per poi imboccare la nuova “autostrada” fino a via Rosselli. Non è del tutto chiaro invece come sarà regolato il flusso nella direzione opposta, ma pare evidente che piazza Visitazione sarà in sostanza trasformata in una sorta di enorme, impalpabile, rotonda. Una non-rotonda.

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Ritorna in auge l’idea di utilizzare lo spazio del parcheggio Fal per l’arrivo e lo stazionamento degli autobus turistici (ma anche qui non si capisce bene come dovranno arrivare e ripartire), che era stato già abbandonato anni fa a favore della costruzione di un grande parcheggio a Serra Rifusa per impedire l’accesso dei Gran Turismo in città. E che lo stesso Sindaco De Ruggieri pareva intenzionato a portare avanti, fino a pochi mesi fa almeno.

Invece il traffico pedonale sarà portato dal Parcheggio di via Saragat fino al centro storico avvalendosi di ben 2 suggestivi ponti sulla suddetta “autostrada”, e dell’attraversamento pedonale davanti alla Camera di Commercio, già citato, che interromperà quello automobilistico. Ciliegina sulla torta, un nuovo parcheggio (dimenticando evidentemente che proprio quello di via Saragat è ampiamente sottoutilizzato) sorgerà al posto della Scuola Media Torraca che, unico punto di contratto con il vecchio progetto, verrà trasferita e abbattuta.

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Insomma piazza Visitazione passa dall’idea di un “Central Park”, alla visione di una specie di “Central Station”, per auto, bus e persone.

Quanto questo progetto sia architettonicamente e paesaggisticamente valido (ma il buon ing. Ciurnelli è sceso da Milano a vedere cosa stava per modificare, o ha tracciato semplicemente delle linee su Google Maps? Si è preso la briga di chiedere a qualcuno cosa rappresenti quel pezzo di città nella memoria collettiva? Si è preoccupato di mantenere le sue caratteristiche vive, prima di appoggiare la sua matita sul foglio millimetrato?), quanto la prima cosa che vedranno i numerosi visitatori attesi sarà positivamente impattante o meno sulla loro prima impressione della città (sembra quasi si voglia chiamare i nostri Sassi a sfidare la famosa massima di Oscar Wilde, offrendosi come seconda occasione per fare una prima buona impressione) meglio del sottoscritto potranno dirlo i professionisti e i tanti cittadini che i battaglieri consiglieri del centrosinistra sono intenzionati a chiamare a raccolta, per bloccare quello che pare essere un irrimediabile pasticcio, partorito dalla necessità di spendere in fretta e furia i tanti soldi pubblici piovuti in città dopo la nomina a Capitale Europea della Cultura.

Personalmente, l’impressione che ne ricavo è di un enorme, ennesimo, parcheggio (giusto sotto le porte del centro storico, quando la tendenza mondiale è lasciare la macchina il più possibile fuori dalle mura delle città storiche e utilizzare i mezzi pubblici) a servizio del centro commerciale turistico (o un parco divertimenti a tema se ci va di lusso) che agli occhi dei nostri amministratori devono apparire i Sassi: vieni, parcheggia, visita, consuma, e poi fuori dalle balle.

Altro che abitante culturale. Altro che cittadino temporaneo.

Pur di poter dire “abbiamo fatto”, si mette mano all’accetta e si menano sferzate.

Anche peggio, si rinuncia definitivamente a dare all’evento Matera 2019 l’identità che meritava, lasciando alle prossime generazione null’altro che tonnellate di cemento.

Peraltro, culturalmente, assai poco godibili…

 

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Sull' Autore

Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.

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