Dire che la Ferrero è la migliore azienda che sia arrivata in basilicata è dire cose scontate. Nella corsa all’oro che gli speculatori hanno fatto sul terremoto, l’azienda piemontese ha scelto di andare controcorrente accettandola sfida di fare veramente impresa sul territorio lucano. E all’inizio non è stato facile, su un territorio nel quale ognuno era impresa agricola a casa sua, un’economia non organizzata, un territorio dal quale era difficile ottenere la quantità di materie prime, le uova, le nocciole, la farina, il latte. Nonostante questo, e nonostante avesse scelto la ferrero l’altura di balvano, in un posto dove l’aria era respirabile ( anche se , con la storia di una mano destra che agisce senza sapere che cosa fa la sinistra, si è dovuto fare una battaglia per non fare insediare vicino una fabbrica di rigenerazione di pneumatici) l’azienda è andata avanti, diventando un mito per i lavoratori e un punto di riferimento per il territorio. Da molti anni a questa parte, la ferrero ha invogliato l’imprenditoria lucana a darsi da fare per le forniture di materie prime, e già le prime iniziative , di quelli più attenti e capaci, si sono viste con la messa a coltura delle nocciole. Due anni fa si è fatto un accordo sperimentale e ora questo accordo si trasforma in un contratto di rete, cioè con impegni che valgono per venti anni. Nello specifico l’azienda di Alba si impegna ad acquistare il 75% delle nocciole prodotte dalla rete “Basilicata in Guscio” nella nostra regione, per i prossimi venti anni, dando così ai nostri produttori basi concrete per investimenti a lungo termine. La Rete Basilicata in Guscio è costituita da 27 aziende al momento, di cui 23 imprese agricole che hanno già impiantato oltre 100 ettari su tutto il territorio regionale. Il piano di sviluppo già presentato a Ferrero prevede di arrivare, in 5 anni, a 1500 ettari coltivati a nocciolo. E’ la conferma di una svolta notevole del comparto agricolo che finalmente sta uscendo dal protagonismo isolato di imprenditori e sta mettendo assieme l’offerta per superare il gap di una regione piccola. Ed è anche la conferma che la Basilicata deve cercare sul mercato italiano imprenditori con la stessa serietà che si impegnano a utilizzare le risorse e non a depredarle.
FERRERO. E’ ALBA PER L’AGRICOLTURA LUCANA
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