FINESTRA DI RICORDI, GLI ANNI 60 CON LA RAI BASILICATA

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Mario Trufelli trasforma i corrispondenti in inviati. Nanni Tamma realizza “Il Lucaniere”. Giuseppe di Palma organizza la mostra della RAI a Melfi

di Franco Cacciatore

La ricorrenza dei 70 anni della televisione e i prossimi 100 anni della radio, aprono una finestra dei miei ricordi, per essere stato uno dei primi corrispondenti dell’emittente, allora solo radiofonica, con la sua sede in Viale della Pineta, 16. Ricordo ancora che, come in molti palazzi a Potenza,
bisognava scendere di qualche piano per giungere all’appartamento dove alloggiava l’emittente. Era l’anno 1966 quando ebbi l’incarico, che tenni per circa venti anni. Fino a quando la figura del corrispondente scomparve. Solo nell’ultimo periodo la mia collaborazione fu per la rete televisiva. All’inizio le notizie battute a macchina con una vecchia Studio Olivetti (il computer era inimmaginabile!) erano inviate in busta “fuori sacco” indirizzata al “Corriere della Basilicata” ( imbucata o consegnata al “procaccia postale” sul treno) e se di particolare rilevanza trasmesse per telefono con la “R” o “in partenza da…”. Mezzi che, di fronte all’attuale tecnologia, fanno sorridere. Della mia collaborazione tanti ricordi e soprattutto un’attività intensa e inprontata alla massima cordialità. Alcuni di quei rapporti restano ad oggi. Dai capiredattori, Mario Trufell, Renato Cantore e per ultimo Oreste Lopomo e a tutto l’organico. Della mia epoca ricordo quasi tutti i nomi, anche se oggi solo pochi sono ancora in servizio, alcuni purtroppo non in vita. Dalla segretaria di redazione, Angela Benvenuto, sempre disponibile e pronta a darti una mano, a Celeste Rago, Franco Corrado, Lino e Augusto Viggiani (che curavano lo sport), Rocco Brancati (con lo sguardo quasi sempre volto al passato), Vittorio Sabia, Nino Cutro, Grazia Napoli, Cinzia Grenci e Beatrice Volpe, agli operatori da Mimì Abbatista al figlio Dino, a Ottavio Chiaradio e Vincenzo Nolè. A Trufelli va ascritto una vera rivoluzione nel campo delle corrispondenze, che erano lette alla radio da un giornalista della sede. Un bel giorno lui decide che le notizie da alcuni grossi centri, come Melfi, non andavano più inviate o dettate allo stenografo ma narrate in diretta dai corrispondenti. Una cosa che per l’epoca aveva davvero del rivoluzionario. Oltretutto si era impreparati al non facile compito. Altro è scrivere, altro è raccontare, e per giunta alla radio. In ogni modo dopo le titubanze, le prime inevitabili papere, l’esperimento ebbe un ottimo risultato. L’ascoltatore viveva il fatto dalla viva voce del corrispondente ed inoltre il giornale radio diveniva meno monotono. Addirittura con il tempo si aggiungeva al resoconto dei fatti, anche il contributo sonoro di un’esibizione canora, di un comizio, le voci di rivolta, a mezzo di registrazioni effettuate con una strumentazione del tutto improvvisata. Altro ricordo particolare è quello di Nanni Tamma, giunto dalla sede Rai regionale della Puglia, al momento dell’apertura dell’emittente lucana nel 1959.A lui, attore e regista, si deve la realizzazione, alla pari di altre emittenti regionali, della rivista domenicale delle ore 14, “Il Lucaniere” con la partecipazione di personaggi del luogo, fra cui il bravo Gigino Labella, “Failucce”. Cosa che avviò il teatro dialettale a Potenza. Ovviamente non mancava il complesso musicale, diretto dal bravo pianista Lionello Colicigno, diplomato al Conservatorio di Pesaro e originario di quel centro. Tamma rimase in Rai per trent’anni divenendo capo struttura della Sede Rai di Basilicata. A seguire un’intensa attività artistica a fianco di personaggi quali Verdone, Castellitto, Manfredi, Moreau e tanti altri. Alla mia collaborazione si aggiunsero a volte delle prestazioni particolari. Così per la tappa a Melfi, organizzata da Tamma, del programma radiofonico “Il buttafuori”, presentato da Luciano Rispoli. La trasmissione si svolse al Teatro Ruggiero. I cantanti, che avevano superato un provino, erano accompagnati al piano da una pianista del luogo, Maria Morante. Vinse un tenore leggero, Antonio Spaccamonte, con “Torna”. Un particolare da annottare, l’arrivo a Melfi di Tamma e Rispoli a bordo di una 500. Altra importante realizzazione, quella in occasione di un’edizione del Festival della Canzone Italiana di Melfi, presentata da Silvio Noto. Come corrispondente proposi alla Sede Rai di Basilicata di mandare in onda la terza serata in diretta radiofonica per l’area melfese. Una cosa sino a quel momento mai realizzata e che riscosse un grande successo. Ancora con l’addetto alle pubbliche relazioni della Sede Rai di Basilicata, Giuseppe Di Palma, a Melfi la realizzazione di una tappa della mostra itinerante della Rai. Era di grande interesse per mostrare davvero la storia di quella che un tempo si chiamava EIAR. C’era di tutto. Dagli enormi primi apparecchi radio, ai microfoni con la vecchia scritta dell’ente (per intenderci quelli del Trio Lescano) al tavolo di registrazione sino a giungere all’apparecchietto che emetteva il famoso cinguettio del così detto “uccellino della radio”, come intervallo fra una trasmissione e un’altra. La mostra fu allestita nella palestra delle Scuole Elementari “Nitti” e fu visitatissima. Infine da parte della Sede Rai di Basilicata, negli anni ’70, l’incarico di collaborare all’organizzazione a Melfi della trasmissione televisiva,“Giochi all’aria aperta”, regista Lino Procacci, svoltasi nella prima corte del Castello, location da me indicata per l’importanza del monumento ma anche per la possibilità di riprendere, con una zumata, il centro storico della città. Il mio compito partì da fornire la storia della città, avvenimenti e registrazioni di interviste a personaggi, canti popolari (che allora raccolsi nelle cantine di Melfi) e tant’altro. Non mancando un po’ di fantasia, come quella dei fantasmi nel castello di Melfi, che doveva divenire poi elemento di uno dei giochi della trasmissione. Come cornice pensai di ricreare l’ambientazione della Festa di Pentecoste: personaggi in costume, rami di castagno, cupo suono di trombe di terracotta e rullio di tamburi. Questo contribuì a rilanciare in campo nazionale l’evento. Per la parte folk feci partecipare il Gruppo di Avigliano. Ospite della serata, Mino Reitano, che cantò sul camminamento del castello fra due ali di alabardieri. Oggi di quella mia lunga collaborazione alla radio e solo in parte alla TV regionale mi resta ben poco, forse qualche registrazione nelle teche della sede. Fra i cimeli, la mia vecchia macchina da scrivere con la quale realizzavo gli articoli, la busta “fuori sacco” indirizzata alla “Rai – Corriere della Basilicata”, un’ immagine di “Giochi all’aria aperta”. In aggiunta foto di oggi che mostrano quanto quei rapporti siano rimasti intatti. Così alla presentazione di un libro, con il sempre presente Rocco Brancati o con Mario Trufelli, al compimento dei suoi 90 anni.

Foto: La vecchia macchina da scrivere Olivetti – La busta “fuorisacco” indirizzata alla Sede Rai di Potenza –  – La presentazione di un libro, con Rocco  Brancati – Con Mario Trufelli, al compimento dei suoi 90 anni – Nanni Tamma.

COPERTINA Il gruppo folk di Avigliano a “Giochi all’aria aperta”

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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